18 luoghi di mare incontaminati per la vacanza della vita in barca nel 2023

18 luoghi di mare incontaminati da visitare nel 2023
18 luoghi di mare incontaminati da visitare nel 2023

Dove andare in vacanza nel 2023, fuggendo dalla folla alla ricerca di luoghi mitici sul mare ancora intatti o dalla natura preservata per rigenerarci dalla vita quotidiana? Con questa missione abbiamo selezionato diciotto luoghi stupefacenti in giro per gli oceani del pianeta. Ciascuno ha delle particolarità che lo rendono unico e irripetibile. Tutti sono occasioni per realizzare il sogno di vivere una vita diversa, a contatto diretto con il mare e la natura, anche solo per una vacanza. Eccoli questi diciotto luoghi di mare mitici per il 2023, scoprite perché ciascuno merita il “viaggio della vita” nel 2023.

La guida ai 18 luoghi marini di tutto il pianeta dove andare nel 2023

  1. Brasile – Bahia Ilha Grande
  2. Portogallo – Arcipelago delle Azzorre
  3. Mozambico – Arcipelago delle Quirimbas
  4. Territorio d’oltremare del Regno Unito – South Georgia Island
  5. Thailandia – Isole Surin
  6. Colombia – Providencia
  7. Madagascar – Arcipelago delle Mitsio
  8. Mauritius – Isola Rodrigues
  9. British Virgin Island – Isola Anegada
  10. Arcipelago delle Grenadines – Isola Bequia
  11. Francia/Terre d’oltremare – Isola Nuova Caledonia
  12. Giappone – Isola di Okinawa e arcipelago Ryukyu
  13. Filippine – Arcipelago di Palawan
  14. Emirati Arabi – Ras Al Khaimah
  15. Regno Unito/Territorio d’Oltremare – Isola Sant’Elena
  16. Indonesia – Isola Komodo
  17. Panama – Isla Coiba
  18. Repubblica delle Marshall – Isole Marshall

Brasile – Bahia Ilha Grande

Lagoa Azul a Ilha Grande
Lagoa Azul a Ilha Grande

Situata a circa cento miglia a sud di Rio de Janeiro, la Baia di Ilha Grande prende il nome dalla più ampia delle 365 isole che punteggiano il mare cristallino di questo angolo magico del Brasile del sud. Siamo nel distretto di Angra dos Reis, antico porto fin dai tempi della conquista spagnola del Sudamerica, e per questo luogo dalla vocazione marinara. Proprio tra il XV e il XVI secolo tra le isolette e gli scogli della grande baia erano soliti nascondersi numerosi vascelli di pirati indigeni che davano l’assalto alle caravelle spagnole che da Angra dos Reis partivano cariche di oro e tesori strappati agli indios verso la Spagna. Oggi, naturalmente, navigare, tra il mare azzurro dei Caraibi brasiliani – così la Baia di Ilha Grande è chiamata – è molto meno pericoloso e al contempo affascinante. Non solo perchè si possono scoprire le circa duemila spiagge di sabbia immacolata che caratterizzano molte delle isole e l’antistante terra ferma, ma anche perché si può esplorare la lunga e frastagliata costa di Ilha Grande stessa, alla scoperta delle tante unicità naturali che la contraddistinguono da tutti gli altri atolli. Considerata un paradiso naturalistico dalla natura selvaggia e incontaminata. Navigare attorno ai suoi 193 chilometri quadrati di terra cosparsa d’insenature di ogni dimensione, fiumi, laghi, cascate e picchi rocciosi è un’esperienza da provare almeno una volta nella vita. Durante il nostro inverno le temperature sono comprese tra 21 e 30°C.


Portogallo – Arcipelago delle Azzorre

Laguna dell'isola Sao Miguel
Laguna dell’isola Sao Miguel

Non c’è bisogno di arrivarci in barca per visitare le Azzorre, le nove isole che spuntano dall’Oceano Atlantico, al largo della costa del Portogallo. Bastano quattro ore di volo per visitare queste isole che sono state patria di pirati, fatte di lava, laghi, rifugio di delfini e balene. Sino a ottobre è il periodo giusto per visitarle, il clima è mite e mai caldo e le fioriture di ortensie e azalee si susseguono. Vi consigliamo di sceglierne due a settimana, una grande e una piccola, i trasferimenti tra un’isola e l’altra possono essere lunghi se il mare è mosso. Il punto di partenza può essere Sao Miguel, la più grande dell’arcipelago. Viene soprannominata “Isola verde”, per l’abbondanza di fiori, per i cinque vulcani che si sono trasformati in laghi dalle acque color smeraldo, o per i prati dei campi da golf. La zona ovest ha percorsi di trekking mozzafiato, attorno a Sete Cidades, sui bordi di tre laghi: Azul, Verde, de Santiago. Qui si può anche fare canoa, nuoto e surf. Per il relax e il benessere c’è la zona di lagoa das Furnas, con le “Calderas” con centro termale, eco hotel e spa. Basta prendere un piccolo aereo e in un’ora si raggiunge l’isola di Pico. Piccola, nera e con la vetta più alta del Portogallo. è il paradiso del whale watching, vengono organizzate escursioni per avvistare i cetacei, ma in stagione si può nuotare anche tra delfini e balene. Vi consigliamo Caloura, una baia bellissima vicina a Ponta Delgada nel comune di Agua de Pau. Nella baia sabbiosa è possibile anche fare il bagno, nonostante la scogliera altissima. Per chi ama il fondale marino consigliamo Caloura per l’esplorazione del fondo marino ricco di pesci e di spettacolose rocce vulcaniche.


Mozambico – Arcipelago delle Quirimbas

Le Quirimbas sono abitate da 55mila indigeni che vivono di pesca
Le Quirimbas sono abitate da 55mila indigeni che vivono di pesca

Dedicato a chi pensava che andare al mare davanti alle coste dell’Africa orientale volesse dire solo raggiungere le Isole Comore e le Seychelles, o tutt’al più Madagascar e Maldive. Restando a pochi chilometri dalle basse coste del Mozambico, meta classica per safari e grandi animali, si raggiunge invece l’arcipelago corallino delle Quirimbas, luogo magico e bellissimo. Le Quirimbas sono area protetta dal WWF per la conservazione delle specie marine, e le 11 isole meridionali dell’arcipelago, sono Parco Marino Nazionale per oltre 1.500 chilometri quadrati. Dalla capitale Maputo si raggiunge allora in volo la più grande Pemba, dalla quale ci si può muovere solo in barca, magari per raggiungere il piccolo centro coloniale ex portoghese di Ibo, affacciato sulla splendida baia di Montepuez e nel quale la vita scorre ancora come nel secolo scorso. Incredibile atollo di rocce scure formato da corallo fossile è invece Quilalea, l’isola abitata da tanti piccoli e docili daini. Nel mare che circonda lei e le altre perle di Matemo, Medjumbe e Vamizi si fanno battute di pesca a bordo dei piccoli catamarani locali, si nuota con le tartarughe marine e si fanno escursioni in kayak verso le baie più solitarie.


Territorio d’oltremare del Regno Unito – South Georgia Island

Accessibile solo via mare, South Georgia Island è un paradiso ecologico intatto
Accessibile solo via mare, South Georgia Island è un paradiso ecologico intatto

Sperduta nell’oceano Atlantico del sud, a circa 700 miglia a sudest dell’arcipelago delle Falkland, questa isola bellissima e incantata ha una storia particolare. Insieme alle vicine Isole Sandwich Meridionali è territorio d’oltremare del Regno Unito. La selvaggia isola atlantica è priva di popolazione stabile e gli unici residenti sono i soldati di una stazione militare britannica e gli scienziati della base del British Antarctic Survey. Quando via mare si arriva a scorgere la costa frastagliata della South Georgia Island ci si trova dinanzi una terra unica e incantevole, nella quale sono affascinanti specie animali a farla da padroni, primi tra tutti i pinguini, senza dimenticare foche, leoni marini e balene. Quasi tutta la sua linea costiera è scogliosa o a picco sul mare, ma, specialmente lungo la sua costa nordest, si aprono ampie e profonde baie di origine glaciale che forniscono sia un habitat riparato per la fauna sia un valido ancoraggio alle imbarcazioni che qui giungono dal Sudamerica. Appena sbarcati poi si scopre che l’isola è per lo più coperta da ghiacciai e che la poca vegetazione è costituita da muschi e licheni. Il territorio interno, molto aspro e scosceso, è attraversato dalle catene montuose Allardyce e Salvesen: il punto più elevato è il monte Paget, alto quasi tremila metri. Il momento migliore per una vacanza qui è tra dicembre e marzo quando la temperatura sale fino a 15°C.


Thailandia – Isole Surin

All’interno del Parco Marino di Surin, in Thailandia
All’interno del Parco Marino di Surin, in Thailandia

Tra i paradisi incontaminati in Thailandia c’è il Parco Nazionale Marino di Surin, che dista circa 60 km dal litorale ovest della provincia di Phang Nga e a un centinaio di miglia da Phuket. L’arcipelago è costituito da cinque isole: Koh Surin Nuea, Koh Surin Tai, Koh Ri, Koh Khai e Koh Klang. Il piccolo arcipelago, zona protetta, è universalmente riconosciuto come dimora degli “zingari del mare”; termine per identificare le popolazioni nomadi del mare, specie quella dei pirati. L’isola di Surin è tra gli itinerari più apprezzati e conosciuti nel mondo della subacquea. Il periodo ideale per le immersioni va da novembre e maggio, quando l’acqua del mare è tranquilla e trasparente ed è possibile fare incontri con gli squali balena. La temperatura dell’acqua non scende mai al di sotto dei 28°, mentre quella terrestre oscilla tra 28 e 36° per tutto l’anno. Una caratteristica di queste zone sono le enormi formazioni di granito levigato che irrompono dal mare dando vita a montagne marine, barriere rocciose, grotte e anfratti. L’isola principale è Surin Nuea contraddistinta da una miriade di baie. Imperdibile quella di Ao Mae Yai, la più grande e riparata. Ciascun isolotto è ricoperto da una densa giungla tropicale delimitata da barriera corallina dove incredibili uccelli rapaci trovano il loro habitat. Sott’acqua i fondali sono cosparsi da pinnacoli che sorgono dalle profondità. Il punto d’immersione più conosciuto è Richelieu Rock, famoso perché qui avviene l’incontro con mante, squali e squali balena che pare abbiano scelto questo monolite roccioso, colonizzato da formazioni coralline multicolori, come propria dimora.


Colombia – Providencia

Cajo Cangreyo a Providencia
Cajo Cangreyo a Providencia

C’è nel mare dei Caraibi un’isola dove sarete certi di non trovare mai la folla, si chiama Providencia. Non foss’altro perché è un puntino sperduto sulla carta, a 700 km dal continente sudamericano, conteso dalle vicine Colombia (di cui fa parte) e Nicaragua. Grande solo 17 kmq, ha 4500 abitanti, con un flusso limitato di visitatori all’anno, per raggiungerla in aereo bastano 20 minuti, ma bisogna prima passare dall’isola di San Andres. L’atmosfera che troverete è quella di un pezzo di Giamaica, come non trovate più in quella vera. Cinque grandi spiagge di sabbia bianca ombreggiate di palme, piccoli e tranquilli villaggi, una strepitosa barriera corallina per spettacolari immersioni. Basta un motorino in affitto e si va dove ti pare, partendo da Santa Isabel, coloratissimo micro-capoluogo, dando la precedenza a mucche e cavalli per strada. Imperdibile una breve passeggiata fino all’isoletta di Santa Catalina, verdissima con tante piccole baie smeraldine da scoprire. I pescatori ti accompagnano per isole e isolotti, magari per vedere il famoso scoglio con la strana forma, chiamato Cabeza di Morgan (il famoso pirata che aveva a Providencia la sua base). Fra i cayos più belli i Tres Hermanos (i tre fratelli) ma soprattutto Cayo Cangrejo, un’isoletta mozzafiato dove, anche senza fare immersioni sulla barriera corallina che circonda Providencia, si possono avvistare mante giganti, barracuda e tanti pesci colorati. Sulle spiagge si trovano i ristorantini più veraci. Questo piccolo paradiso è stato dichiarato nel 2001 dall’UNESCO “Reserva de Biósfera de Flora Marina” e non è raro trovare lucertole blu, iguane primordiali e i suoi famosi granchi. A questo proposito, da maggio a giugno c’è la migrazione dei granchi, dove specialmente nelle località di Aguadulce e Bahia Suroeste, si sposta un numero tale che è necessario chiudere le strade.


Madagascar – Arcipelago delle Mitsio

Sull’isola di Tsarabantjina, nell'Arcipelago delle Mitsio, si può soggiornare
Sull’isola di Tsarabantjina, nell’Arcipelago delle Mitsio, si può soggiornare

L’Arcipelago delle Mitsio è un paradiso a 40 miglia dalla costa nord del Madagascar. Ci si arriva in barca (ma si può affittare anche un idrovolante) partendo dall’ex paradiso Nosy Be, oggi supersfruttato dai tour operator. Sei isolette principali e una miriade di scogli e scoglietti disabitati. L’atmosfera di questo paradiso della felicità mischia paesaggi caraibici e maldiviani. La stagione migliore per visitarle va da aprile a novembre e il fuso orario differisce dal nostro solo di due ore. La capitale delle Mitsio è l’isola di Tsarabantjina (isola dalla sabbia bella). Incontaminata, dalla vegetazione tropicale distribuita su una superficie di 22 ettari. Si può passeggiare senza pericolo, scalare le colline e perdersi nel groviglio della sua vegetazione lussureggiante. Sulla piccola penisola della spiaggia si trova il sepolcro con i corpi inseriti in delle piroghe dei re Sakalava delle isole Mitsio. Ancora oggi si venera e vengono portate delle offerte. L’aspetto di quest’isola montagnosa, circondata da una barriera corallina, è straordinario; vegetazione lussureggiante, sette meravigliose spiagge bianche di sabbia finissima e un mare limpido e cristallino dai colori superbi. Ovviamente è anche uno dei paradisi per gli appassionati di subacquea, per vedere coralli, pesci tropicali e crostacei basta una maschera.


Mauritius – Isola Rodrigues

Una delle lagune dell’isola Rodrigues, perfettamente riparate dalla barriera corallina
Una delle lagune dell’isola Rodrigues, perfettamente riparate dalla barriera corallina

Piccola sorella di Mauritius, l’isola Rodrigues è uno degli ultimi paradisi “bio”. Un’isola con lagune e spiagge, dove i pescatori navigano ancora a vela, dove abbondano frutti e legumi fatti seccare sugli alberi e la loro polpa sui tetti delle case. Rodrigues è un lembo di terra di 20 chilometri per 10, popolata da 38mila anime, per la maggior parte creoli, che vivono di pesca e di un turismo consapevole e non invasivo. Porta il nome del suo scopritore, il portoghese Diego Rodrigues che la trovò, spersa nell’Oceano Indiano, nel 1528. Fa parte delle isole Mauritius, ma non è stata oggetto dell’aggressione urbanistica. Si trova a circa 300 miglia a est della sua sorella maggiore, la si raggiunge in aereo con un’ora di volo, proprio dalle Mauritius. Quando si arriva, dall’alto si vede questo frammento di roccia vulcanica circondato dalla barriera corallina. L’aeroporto non è più grande di una villetta unifamiliare. Arrivati sull’isola si ha l’impressione di essere in campagna. Tutto è calmo, rilassante. Lo stress ti abbandona, complice la quasi assenza di auto e la bonomia dei suoi abitanti. L’escursione più stupefacente è quella all’Ile aux Cocos. Si trova a 4 km ovest da Rodrigues ed è una lingua di sabbia che emerge dalla laguna. Riserva naturale protetta, ospita migliaia di uccelli marini. Quando siete stanchi di natura non vi resta che fare un giro nella cittadina di Port Mahurin e perdervi nei profumi speziati che vi accompagnano durante la visita a questo delizioso borgo.
Si trovano anche piccoli hotel o camere presso gli abitanti, deliziosi ristoranti e piccoli spettacoli di musica rodriguesiana nella capitale.


British Virgin Island – Isola Anegada

Tutta l’isola di Anegada è circondata dalla barriera corallina ed è alta sull’acqua pochi metri
Tutta l’isola di Anegada è circondata dalla barriera corallina ed è alta sull’acqua pochi metri

C’è un angolo di Caraibi incontaminato nell’arcipelago delle British Virgin Island. Si chiama Anegada, è abitata da 200 persone, è alta sull’acqua al massimo 8,5 metri, ha una superficie di 38 km quadri, è famosa per le sue aragoste, iguane, fenicotteri, falchi e capre selvatiche. Anegada non ha foreste, né promontori, né vere insenature. È la forma più essenziale di un’isola. Anegada, che in spagnolo voleva dire “sommersa”, è una lingua di sabbia lunga diciannove chilometri, una laguna corallina che la circonda ininterrottamente, creandole un anello intorno di turchese puro. A terra, solo sabbia. Sulla sabbia, una pista di atterraggio per piccoli aeroplani, piccole casette sparse per duecento anime, un hotel che non può che chiamarsi Reef Hotel e una serie di altre pensioni. Se non vi piace il mare non andate ad Anegada. Se non vi piace immergervi tra i relitti affondati nei coralli, scegliete un altro luogo. Sarete invece al vostro posto se vi piace vivere gli estremi naturali. Se guardare il mutare dei blu e dei celesti di una laguna immensa, non vi stancherebbe mai. Se quello che cercate è il significato più profondo di un atollo. Ovvero, l’affioramento di voi stessi nella radiosità della natura.


Arcipelago delle Grenadines – Isola Bequia

L’ampia, riparatissima, baia Admiralty Bay sull’isola di Bequia, rifugio irrinunciabile delle barche che visitano le Grenadine
L’ampia, riparatissima, baia Admiralty Bay sull’isola di Bequia, rifugio irrinunciabile delle barche che visitano le Grenadine

È difficile che un marinaio non conosca Bequia nelle Grenadine, il paradiso degli yachts. Ma Bequia, nonostante le sue piccole dimensioni (7 miglia quadrate), non è solo irrinunciabile sosta per chi naviga nelle Grenadine, che annovera tra le sue 32 isole luoghi esclusivi come Moustique o incredibili parchi naturali come Tobago Cays. L’isola, che è la più popolata dell’arcipelago con 5000 abitanti, è anche un luogo sorprendentemente piacevole dove sostare per una vacanza. Bequia ha il giusto equilibrio tra strutture turistiche e un’atmosfera che ti fa sentire lontano dal caotico mondo occidentale. Vi basterà, innanzitutto vedere gli occhi chiari, azzurri e verdi, degli abitanti di Bequia, così sorprendenti in questi volti scuri o meticci, testimonianza di un misto di geni africani, norvegesi, portoghesi e scozzesi. Volete delle belle spiagge? Princess Margaret Beach, Lower Bay e Friendship Bay sono perfette per nuoto, snorkeling e immersioni. Se volete c’è anche l’isoletta disabitata di Petit Navis, che si raggiunge in barca con un miglio di navigazione, dove sorge una “fabbrica” di ossa di balena abbandonata. L’isola è infatti sulla rotta delle megattere. Oggi gli abitanti possono uccidere quattro balene all’anno. La cittadina di Port Elisabeth, che fa da corona alla strepitosa baia di Admiralty Bay, è l’occasione giusta per visitare le botteghe di chi, arrivato in barca,  ha deciso di rimanervi. Lo stile architettonico è quello più puro dei Caraibi profondi, casette di legno colorate e insegne fantasiose. Per chi ha nostalgia dei lupi di mare il ritrovo è da Frangipani, ristorante e locanda da non perdere. Se volete relax invece e un massaggio rigenerante, c’è il Jack’s Bar and Spa) affacciato sulla Princess Margaret Beach. L’hotel più esclusivo è il Friendship Bay Beach Resort, immerso in un giardino tropicale con 26 camere, quasi tutte direttamente sulla magnifica spiaggia. Ultimo consiglio, una visita all’Old Hegg Turtle Sanctuary, dove, in uno stagno artificiale, vivono 700 tartarughe. Bequia si raggiunge via mare con il Bequia Express che parte dalla vicina St Vincent e con piccoli aerei che fanno servizio tra le isole.


Francia/Terre d’oltremare – Isola Nuova Caledonia

Orphelinat bay sull’isola principale della Nuova Caledonia
Orphelinat bay sull’isola principale della Nuova Caledonia

Un angolo di Francia dall’altra parte del mondo. Anche questo è la Nuova Caledonia, grande isola circondata da migliaia di atolli corallini e situata nell’Oceano Pacifico sud occidentale, a oltre mille chilometri dalle coste dell’Australia. In realtà la Grande Terre è molto di più che un semplice dipartimento francese d’oltremare. Prima di tutto infatti è un vero paradiso, attorno al quale si sviluppa una barriera corallina lunga circa 1.600 chilometri (la seconda al mondo) e, soprattutto, la laguna corallina più grande del pianeta, i cui 24mila chilometri quadrati sono protetti dall’Unesco. Insomma, un vero eden per chi ama il mare e navigare. Da secoli la Nuova Caledonia è una terra di marinai e di pescatori e raggiungendola in aereo è poi facilissimo noleggiarvi una barca per andare alla scoperta dei suoi magici spazi incontaminati. Salpando da uno dei tanti porti che si trovano nell’isola principale di Grande Terre, il più attrezzato è quello della capitale Nouméa, si parte alla scoperta sia della sua lunga costa frastagliata sia della natura selvaggia che abita i tantissimi atolli disabitati dall’uomo. Tra i più belli ci sono sicuramente Ile aux Canards, Ilot Maitre, Ilot Amédée o Ile des Pins. Proprio quest’ultima, a circa venti miglia a sudest dell’isola madre, è famosa per le splendide spiagge di sabbia circondate da foreste di pini e protette da insenature ampie e poco profonde. La più bella è forse la Baie d’Or, cala dove ha il suo estuario anche un piccolo torrente e dove l’acqua ha un caratteristico e unico color turchese. Ma le bellezze dell’arcipelago dell’eterna primavera, come lo soprannominano i locali per il clima mite che vi si trova dodici mesi all’anno, non sono certo finite. Basta far rotta verso l’ancor più piccolo atollo di Ouvéa, posto a nord est della Grande Terre e conosciuto come l’isola più vicina al paradiso, per ammirare da vicino il “buco blu” di Anawa, la baia e le falesie di Lékiny. E ancora, raggiungere la penisola di Poum, terra posta a nord di Nouméa e dalla quale una lunga striscia di sabbia bianca si allunga verso la splendida barriera.


Giappone – Isola di Okinawa e arcipelago Ryukyu

Aharen Beach sull'isola di Tokashiki a Okinawa, Giappone
Aharen Beach sull’isola di Tokashiki a Okinawa, Giappone

Che in Giappone ci sia un arcipelago dal clima caldo e tropicale forse molti lo ignorano. Ed è un vero, peccato perché le isole Ryukyu sono un vero paradiso: a partire da Okinawa, la maggiore di tutte, e anche la più conosciuta in quanto teatro di una famosa battaglia della seconda guerra mondiale. Praticamente sconosciuta al turismo europeo, proprio Okinawa è l’isola dalla quale si parte per un tour tra le altre perle – sono circa centosessanta – di questo arcipelago, i cui atolli sorgono solitari in mezzo al Pacifico. Situata 685 chilometri a sud della punta più meridionale del Giappone, quella di Kyushu, Okinawa dista ben 1.200 chilometri dalla città di Osaka e addirittura 1.600 dalla capitale Tokyo. Anche per questo il suo clima temperato e sub tropicale è molto diverso da quello del resto del paese. Allo stesso modo è diversa la morfologia dell’isola e dell’arcipelago: anche se siamo nel Giappone il cui simbolo è l’innevato monte Fuji, qui si trovano piattissime spiagge di sabbia bianca, barriera corallina lunga chilometri, vegetazione tropicale rigogliosissima e, naturalmente, un mare blu cobalto sul quale navigare è davvero un piacere. Per farlo, basta prenotare un posto in charter su una delle tante barche che ogni settimana, partendo da Okinawa, raggiungono gli altri gruppi di isole che formano l’arcipelago, le più belle tra le quali sono quelle di Iriomote-Jima e Miyako. Se la prima è ricoperta da una fitta foresta e attraversata da fiumi pieni di mangrovie, oltre che circondata da una barriera ricca di vita sottomarina, la seconda è del tutto pianeggiante ma soprattutto ricoperta di spiagge bianchissime e piantagioni di canna da zucchero. Come in tutto il resto delle isole Ryukyu, anche qui la gente è davvero molto ospitale.


Filippine – Arcipelago di Palawan

Kayangan Lake a Coron, Palawan
Kayangan Lake a Coron, Palawan

Un suggestivo mix di spiagge bianche e sabbiose, foreste verdi e lussureggianti, rocce brune e cristalline acque color smeraldo. Insomma, se non è un vero paradiso poco ci manca. Siamo nella parte occidentale delle Filippine ed è qui che si raggiunge quell’arcipelago di quasi duemila isole, isolette, scogli e veri e propri atolli che costituisce la seconda più grande provincia dello stato asiatico, chiamata Palawan. Isole stupefacenti, come quella di El Nido, parco marino – che comprende lagune, rocce calcaree, foreste tropicali e fiumi tortuosi – protegge quella che è considerata l’insenatura più bella e selvaggia di tutto il sudest asiatico. Un viaggio in barca in queste latitudini tropicali parte però dalla maggiore isola dell’arcipelago, quella di Palawan, che deve il suo nome attuale al famoso navigatore Magellano, il quale sbarcandovi per primo nel 1521 la chiamò “Pulaoan”. Qui si effettua noleggio e di imbarcazioni a bordo delle quali raggiungere le baie e le spiagge più sperdute delle Filippine occidentali. Tra queste ci sono quelle appartenenti all’arcipelago di Bacuit, gruppo appartato di isole a nord-est di Puerto Princesa, la capitale di Palawan. Le isole, di varie dimensioni, hanno una caratteristica forma tondeggiante e sono coperte da una vegetazione tropicale che si alterna, creando giochi di luci ed ombre incredibili, alle rocce di marmo nero dove è possibile veder fiorire le begonie, crescere alberi di yucca e “talisay” o avere incontri ravvicinati con gli schivi lamantini.


Emirati Arabi – Ras Al Khaimah

Le isole artificiali di Marjan Island
Le isole artificiali di Marjan Island

Antefatto. Nel 2009 quelli del team di Alinghi volevano disputare la Coppa America di vela nello splendido e azzurro mare di Ras Al Khaimah. Purtroppo per il team svizzero la decisione presa dalla Suprema Corte di New York ha impedito che si realizzasse e, soprattutto, che la gran parte dei turisti occidentali scoprisse le meraviglie marine dell’Emirato il cui nome significa in arabo “il tetto della tenda”. Sì, perché a Ras Al Khaimah lo splendido mare del Golfo Persico è incorniciato da un paesaggio selvaggio e aspro, fatto di basse insenature sabbiose che formano lagune naturali e di alte montagne che circondano le dune del deserto. Nell’Emirato, inoltre, è stata costruita la spettacolare isola artificiale di Al Marjan Island, tra le lagune salmastre a ovest della capitale di Ras Al Khaimah. L’isola artificiale è stata costruita con una grande attenzione all’ambiente naturale nel quale è inserita. Progettato per far si che lo splendido mare che circonda la striscia di terra artificiale non muoia soffocato dal cemento, l’atollo ospita hotel, parchi a tema, strutture turistiche e diversi super attrezzati porti turistici: il più originale è quello di Al Hamra, marina che offre 200 posti barca ed è dotato di tutti i più accurati servizi per i diportisti, compreso quello di noleggio di imbarcazioni.


Regno Unito/Territorio d’Oltremare – Isola Sant’Elena

Sant’Elena, l’isola dell’esilio
Sant’Elena, l’isola dell’esilio

A 1.200 miglia dalle coste africane dell’Angola e a 1.800 da quelle sudamericane del Brasile si trova quest’isola sperduta, ma davvero affascinante, famosa per essere stata l’ultimo luogo di esilio di Napoleone Bonaparte, che qui morì. Oggi appartenente al Regno Unito come Territorio Britannico d’Oltremare, insieme alle altre piccole terre emerse atlantiche di Isola dell’Ascensione e dell’arcipelago di Tristan da Cunha, Sant’Elena è un piccolo paradiso di natura protetta che può essere visitato in barca, sia arrivandovi in crociera via mare, sia noleggiando in loco un’imbarcazione. Magari, se siete appassionati di pesca, quella di uno dei tanti pescatori locali che portano volentieri i turisti a fare battute di pesca lunghe anche un intero weekend. Essendo un’isola di origine vulcanica, Sant’Elena ospita una natura brulla ma selvaggia e affascinante, fatta di ondulati rilievi all’interno e di coste rocciose che si aprono spesso in piccole cale gioiello, come quelle di Sandy Bay, Turks Cap Bay e Stone Top Bay. Da vedere a terra, la tomba di Napoleone e la fortezza settecentesca di High Knoll.


Indonesia – Isola Komodo

Komodo, l’isola del drago
Komodo, l’isola del drago

Fa parte dell’arcipelago delle Piccole Isole della Sonda, che si affacciano sul Mar di Flores in Indonesia, ed è famosa perchè è la patria dei rarissimi draghi di Komodo, lucertole giganti che prendono il nome da quello dell’isola stessa. Vasta circa 390 chilometri quadrati e larga al massimo 16 chilometri, Komodo ha uno sviluppo costiero di circa 158 chilometri tutti bagnati da un mare pulitissimo e cristallino. Non per nulla ogni anno Komodo è raggiunta da sub provenienti da tutto il mondo per immergersi nelle sue acque per nuotare insieme a squali balena, pesci luna, mante giganti, razze, ippocampi bargibanti, pesci pipa fantasma, pesci rana pagliaccio, nudibranchi, piovre dalle ventose blu, spugne, tunicati e coralli. Proprio la barriera corallina, insieme alla parte terrestre dell’isola dove vivono i draghi, è protetta dal Parco Nazionale di Komodo, riserva istituita nel 1980. Arrivare all’isola, ricca di palme e di coltivazioni di riso e caffè, è possibile in barca partendo da Labuan Bajo, città posta sulla vicina e grande Flores.


Panama – Isla Coiba

Coiba, uno zoo nel Pacifico
Coiba, uno zoo nel Pacifico

Fino al secolo scorso era una temuta colonia penale, ma da tempo si è trasformata in quello che è giustamente considerato il paradiso marino di Panama. È l’Isla Coiba, un lembo di terra ampio appena 270mila ettari che si erge nell’Oceano Pacifico a pochi chilometri di distanza dalle coste occidentali del Paese famoso per il canale che porta fino all’Atlantico. Proprio sulle sue selvagge e disabitate coste, dal 1991, è stato istituito il Parque Nacional Marino Coiba per proteggere questo gioiello popolato da specie vegetali e animali uniche al mondo e ricoperto di foreste tropicali, oltre che circondato da spiagge di spettacolare bellezza. Il motivo per il quale la natura è stata così munifica con Coiba è semplice: l’isola è sulla linea sottomarina della seconda più grande barriera corallina del Pacifico orientale. Così, nel mare turchese che separa la maggiore Isla Coiba dalle circa trentotto isolette minori, la vita marina è così ricca da venire paragonata, dagli studiosi, a quella delle non troppo distanti Isole Galapagos. Per navigare qui bisogna seguire le indicazioni del Parco e prenotare un posto a bordo di imbarcazioni autorizzate a far rotta in questo eden.


Repubblica delle Marshall – Isole Marshall

La costa di Majuro, capitale delle isole Marshall
La costa di Majuro, capitale delle isole Marshall

Da secoli stirpe di marinai, abituati a navigare nello sperduto Oceano Pacifico stabilendo con certezza la loro posizione tramite le stelle e uno strumento formato da un bastone e alcune conchiglie, gli abitanti delle Isole Marshall sono oggi quasi dei sopravvissuti. Innanzitutto perchè su uno degli atolli fantastici che formano la loro piccola ma orgogliosa nazione, quello di Bikini, tra il 1946 e il 1958, gli Stati Uniti testarono numerose armi nucleari che hanno segnato, in negativo, la vita delle successive generazioni di isolani. Naturalmente oggi tutto è superato e questo minuscolo stato, formato da 29 atolli e 5 isole maggiori adagiato nel mare a metà strada tra le Hawaii e le Filippine, ospita uno tra i mari più splendidi del pianeta. A cominciare da quello che circonda Kwajalein, l’atollo che ospita la laguna più grande al mondo, ma come anche quello nel quale ci si immerge a Majuro, isola capitale delle Marshall. Un vero paradiso sommerso, che ospita chi giunge qui per divertirsi con il diving e la pesca sportiva. Pure il diporto però è di casa: innanzitutto perchè gli abitanti delle piccole isole sono dei veri esperti nella costruzione di canoe oceaniche a vela unica, che da queste parti chiamano “proa”. Poi perché durante la lunga dominazione coloniale tedesca furono gettate le basi per un turismo nautico che ancora oggi si fonda su numerose compagnie locali di charter che conducono gli appassionati in crociere appassionanti e lunghe anche 150 miglia, la distanza che divide i due arcipelaghi di Ratak e Ralik.

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