Crociera in Croazia 2023, cosa cambia con Schengen

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Dal 1° gennaio la Croazia, già paese membro dell’Unione Europea, è entrata ufficialmente a far parte dello spazio Schengen e ha adottato l’euro. Abbiamo chiesto all’Ente Nazionale Croato per il Turismo, cosa cambia per i diportisti italiani che vogliono visitare il paese con la propria barca.

Le Isole Spalmadori in Croazia (foto di Boris Kacan)
Le Isole Spalmadori in Croazia (foto di CNTB – Boris Kacan)

La Croazia entra nello spazio Schengen

L’accordo di Schengen è un trattato internazionale tra Benelux, Germania Ovest e Francia nato nel 1985 per eliminare i controlli delle persone alle frontiere e introdurre un regime di libera circolazione per i cittadini. Esteso progressivamente a 26 paesi, 22 membri dell’Unione Europea oltre a Islanda, Norvegia, Svizzera e Liechtenstein, dal 1° gennaio 2023 anche la Croazia ne è diventata parte. Alle frontiere croate sono stati eliminati tutti i tipi di controlli coi paesi aderenti, come il controllo del passaporto alle frontiere terrestri e marittime con Slovenia, Ungheria e Italia. I confini con Serbia, Bosnia ed Erzegovina e Montenegro sono diventati così confini esterni dello spazio Schengen. Se per gli aeroporti è previsto un periodo di transizione di tre mesi per adeguare i controlli alle frontiere, che durerà fino al 26 marzo 2023, già oggi non vi sono più controlli agli ingressi via terra e via mare.

Gli isolotti Carnasce e la Laguna Blu a est di Zirona Grande, isola della Dalmazia
Gli isolotti Carnasce e la Laguna Blu a est di Zirona Grande, isola della Dalmazia (foto di CNTB – Mario Jelavic)

Crociera in Croazia, cosa cambia per i diportisti italiani?

L’adesione della Croazia allo spazio Schengen fa si che dal 1° gennaio 2023 non c’è più il controllo in entrata e in uscita della lista passeggeri e dei documenti alle Capitaneria di Porto e Polizia di frontiera croate. Inoltre, non è più necessario fare la dichiarazione di uscita verso uno stato non Schengen alla Polizia di Frontiera Marittima in Italia. Si può quindi entrare ed uscire dalle acque territoriali croate, provenendo dall’Italia o dalla Slovenia, senza alcuna formalità doganale. Questo vale sia per i cittadini comunitari che per gli extra-comunitari in possesso di un regolare visto Schengen.

In Croazia le tasse si pagano online

Sebbene i controlli di polizia di frontiera siano stati eliminati, non si può dire lo stesso per quanto riguarda il pagamento delle tasse croate per la sicurezza della navigazione, i tributi ambientali contro l’inquinamento marino e la tassa di soggiorno (se si dorme in barca). I diportisti italiani che vogliano visitare il paese dovranno continuare a pagare queste tasse. Tramite il portale eNautics, a cui è possibile accedere con lo SPID o la Carta di Identità Elettronica, si possono pagare le tasse di navigazione (la prima volta che si entra in Croazia bisogna passare in Capitaneria di Porto per la registrazione e si può pagare la tassa anche sul posto ma non in contanti) e i tributi contro l’inquinamento, mentre unicamente sul sito dell’Ente Nazionale Croato per il Turismo deve essere pagata la tassa di soggiorno nel caso in cui si dorma in barca (non è dovuta se si dorme a terra).

Ormeggio al gavitello in Croazia (foto di Aleksandar Gospic)
Ormeggio al gavitello in Croazia (foto di CNTB – Aleksandar Gospic)

La Croazia adotta l’euro

Ulteriore novità, di non poco conto, è l’adozione dell’euro da parte della Croazia. L’euro (EUR), che ha sostituito la precedente kuna (HRK), è diventato l’unico mezzo di pagamento ufficiale valido in Croazia. Non è quindi più necessario farsi cambiare la valuta. Qualora vi siano avanzate delle kune, queste potranno essere convertite ad un tasso di cambio fisso di 7.53450 kune per 1 euro in qualsiasi banca e alle poste croate entro il 31 dicembre 2023 (senza termine per le banconote presso la Banca Nazionale croata).

La nuova moneta da 2 euro con il profilo della Croazia
La nuova moneta da 2 euro con il profilo della Croazia

I natanti in Croazia

Al momento nulla cambia per i natanti italiani che volessero navigare in Croazia. L’Ente Nazionale Croato per il Turismo ci ha assicurato che per navigare in Croazia con un’imbarcazione non immatricolata è sufficiente avere con se il libretto del motore, l’assicurazione e la dichiarazione di conformità. È possibile però che le cose cambino con l’arrivo dell’estate. La normativa croata è molto più restrittiva di quella italiana e richiede che tutte le imbarcazioni oltre i 2,5 metri siano registrate. Per questo motivo vi terremo aggiornati se ci saranno novità.

 

Foto di: Ente Nazionale Croato per il Turismo, Hrvoje Serdar, Boris Kacan, Mario Jelavic, Aleksandar Gospic e Unione Europea 

Giacomo Barbaro


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7 commenti su “Crociera in Croazia 2023, cosa cambia con Schengen”

  1. Perché il portale e Nautic prevede solo la inglese tedesca croata e non è prevista la lingua italiana? Alla faccia del corridoio Adriatico

  2. Solo due precisazioni.
    I controlli doganali per chi proveniva dall’Italia erano già stati aboliti dal 2013 (data di ingresso della Croazia nell’UE); ora sono stati aboliti i controlli di Polizia di Frontiera sul transito delle persone nell’ambito dell’Area Schengen.
    Al momento, salvo prossime modifiche, chi non ha l’imbarcazione registrata nel portale eNautics oppure risulta nello stesso portale con dati incompleti, deve per forza recarsi presso una Capitaneria croata per fare la prima iscrizione o regolarizzare i dati.
    Questa la nota nel portale:

    3. In caso di arrivo di uno yacht o di una barca straniera, il primo avviso di arrivo deve essere presentato personalmente presso la capitaneria di porto/filiale per verifica dei dati dell’imbarcazione e l’inserimento nel Sistema Informativo e-Nautics. Le comunicazioni di arrivo per ogni anno successivo possono essere effettuate elettronicamente.
    Saluti

    1. Giacomo Barbaro

      Salve, Roberto sono l’autore.
      Ha ragione mi era sfuggito controlli doganali ma giustamente si tratta di controlli di polizia di frontiera. Riguardo alla verifica dei dati in capitaneria ho chiesto un chiarimento all’ente turismo perché, sebbene in effetti il portale specifichi che alla prima registrazione è necessario presentarsi in un ufficio per i controlli, mi è stato indicato che il pagamento della tassa si può effettuare anche solamente online. Appena avrò una risposta in merito, l’articolo verrà aggiornato.

  3. Come di consueto i croati trovano il sistema per complicare le cose. Il pagamento della tassa (manutenzione !) può essere fatto in internet, ma occorre prima essere registrati nel sito e … per registrarsi occorre andare in capitaneria al primo ingresso, ma non viene detto se anche il pagamento per il primo anno si puo fare in capitaneria o occorere farlo via internet (nel sedondo caso può essere non facile in barca, dopo l’arrivo !)

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