“La mia prima Sydney Hobart dopo aver vinto il Fastnet. Paura? Si. Vino a bordo? Tanto”

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Tom Kneen, l'armatore del JPK 11.80 Sunrise vincitore del Fastnet è al centro, con la bottiglia. Lo Abbiamo intervistato alla partenza della Sydney Hobart
Tom Kneen, l’armatore del JPK 11.80 Sunrise vincitore del Fastnet è al centro, con la bottiglia. Il nostro Marco Cohen lo ha intervistato alla vigilia della Sydney Hobart.

Il prossimo 26 dicembre parte la Rolex Sydney Hobart, la mitica regata d’altura di 628 miglia da Sydney, la metropoli australiana, fino a Hobart, in Tasmania, passando per il temibile Stretto di Bass. A Sydney c’è per noi l’inviato speciale Marco Cohen, che con il suo stile alla “Woody Allen della vela” (noi lo chiamiamo così: qui, ad esempio, la sua fenomenologia del Campionato Invernale) ci racconterà, passo dopo passo, il pre-partenza della grande classica e l’atmosfera che si respira in banchina. 

Oggi ha intervistato per noi l’equipaggio del JPK 11.80 Sunrise che ha vinto l’ultima edizione del Fastnet e che potrebbe essere uno dei grandi favoriti alla vittoria overall della Sydney Hobart.

Rolex Sydney Hobart pre-show

Che fai la mattina all’alba quando sei a Sydney e tutti dormono ancora?

Semplice. Vai a fare un salto al Cruising Yacht Club Australia, la base, il cuore della Sydney Hobart. In pieno centro, accanto a un parco magnifico dove a fianco degli alberi, quelli veri, spuntano quelli delle barche che stanno per arrivare e arriveranno: 111 scafi previsti alla partenza.

L'equipaggio del JPK 11.80 Sunrise alla Sydney Hobart
L’equipaggio del JPK 11.80 Sunrise alla Sydney Hobart

Ho preso appuntamento con l’equipaggio inglese e l’armatore di Sunrise (all’alba è un perfetto momento per vedersi, con un nome così), il JPK 1180 che ha vinto il Fastnet overall e avrebbe anche raddoppiato alla Rolex Middle Sea Race, se non avessero accorciato il percorso inspiegabilmente a poche miglia dall’arrivo.

Una barca normale per la Sydney Hobart

Li stalkero su Instagram da qualche giorno e alla fine hanno ceduto. E come direbbe Renzi, first reaction shock“.

Mi trovo davanti una barca, bellissima per carità ma assolutamente normale e di serie. E un equipaggio assolutamente normale. Niente super uomini vestiti come un equipaggio di Coppa America.

Anzi la prima ad accogliermi è una donna, molto simpatica e sorridente: Victoria “Tor” Tomlinson, randista nonché importatrice in Inghilterra di quella che per me è la barca più bella del decennio: il Cape 31 di Mark Mills, l’equivalente velico di una Spider Duetto Alfa Romeo, solo che non fa 200 all’ora in strada ma più di 20 nodi in acqua.

Sydney hobart
Tom Kneen, armatore del JPK 11.80 Sunrise

A vederli così, insomma non mi vergognerei manco di salire a bordo con una magnum di vino per una regata lunga e allora approfitto del clima confidenziale, per rivolgere alcune domande all’armatore Tom Kneen

La nostra intervista all’armatore del JPK 11.80 Sunrise

Tom sei preoccupato, o meglio ti è rimasta un po’ di paura ad affrontare questa regata o dopo aver vinto un Fastnet overall sparisce tutto? (and by the way, gli dico con il mio inglese dignitoso ma nulla di più, “For me you are a superhero…i am a huge fan“)

“Grazie per i complimenti ma voglio rassicurarti. Non sono sicuramente un supereroe (anche se ogni armatore in fondo in fondo si sente tale) e si, ovviamente non posso non essere un po’ preoccupato di fare la mitica Sydney Hobart e per la prima volta.

Ogni regata offshore è una grande scommessa e avventura e ovviamente questa non fa eccezione. In più giochiamo fuori casa, in un mare che non conosciamo e che non abbiamo mai affrontato. Quindi si, la paura mi tiene buona compagnia”.

Sydney Hobart
I preparativi per la Rolex Sydney Hobart a bordo di Sunrise

Una pubblicità famosa recita così: “Ci sono cose che non si possono comprare nella vita”. Da zero a dieci, quanto valuteresti la felicità di partecipare alla Sydney Hobart con la tua barca, che avete portato fino a qui?

“Non lo so ancora, fammi prima arrivare a Hobart e poi ti rispondo…”.

Ho letto un po’ di tue interviste e vi seguo su Instagram: insomma sembra proprio che vi divertiate molto a bordo. Come fate a divertirvi, a godervi la vita in barca e a vincere allo stesso tempo?

“Sono stato solo fortunato ad avere degli amici che poi sono diventati ottimi velisti e poi ho conosciuto grandi velisti che sono diventati grandi amici. Ma c’è un altro segreto: abbiamo scelto una barca eccezionale e investito tempo e denaro per renderla sempre migliore”.

Il JPK 11.80 Sunrise all’arrivo del Fastnet

Una domanda fondamentale: cosa preferisci bere a bordo?

“Sono inglese. Beviamo di tutto! Moët, birra Doom Bar, sul vino bianco direi chablis e sul rosso barolo”. (mia nota: anche se trattandosi di barolo, la specifica vino rosso non mi sembra essenziale, non posso che approvare la risposta)

Un uscita nelle acque di Sydney come allenamento a bordo di Sunrise

Se potessi controllare il vento che condizioni comanderesti per questa tua prima regata nell’emisfero australe?

“130 gradi, 25-30 nodi”. (altra nota: lo guardo con ammirazione. Io avrei detto poca onda, 8/12 nodi. L’unica cosa su cui siamo d’accordo è l’angolo del vento )

Scegli la tua domanda preferita…

La numero 4, ovviamente!

Marco Cohen


JPK 11.80 Sunrise, equipaggio e barca

A bordo del JPK 11.80 (11,80 x 3,95 m) Sunrise, alla Rolex Sydney Hobart regatano (in categoria IRC 3 e ORCi 3) assieme all’armatore Thomas Kneen Adrienne Cahalan, Bex Gmuer Hornell, Angus Gray-Stephens, George Kennedy, David Swete, Victoria Tomlinson Cheney. Il navigatore è Tom Cheney.

Il JPK 11.80 Sunrise alla scorsa Rolex Middle Sea Race, dove ha sfiorato la vittoria. E' una delle barche favorite alla Sydney Hobart
Il JPK 11.80 Sunrise alla scorsa Rolex Middle Sea Race, dove ha sfiorato la vittoria. E’ una delle barche favorite alla Sydney Hobart

I JPK, dell’omonimo cantiere francese, sono ormai una “dinastia” di progetti che hanno il vizietto della vittoria nelle super classiche dell’altura. I JPK, e l’11.80 in particolare  sono barche espressamente pensate per le regate offshore e la crociera molto sportiva, progetti concepiti per il regolamento IRC, disegnati da Jacques Valer – uno dei grandi interpreti del mondo IRC – ma con caratteristiche generalmente all round.

Baglio massimo pronunciato, quello dell’11.80 è di 3,95 mt, e arretrato per avere potenza e stabilità nei laschi con vento forte e onda. Leggero spigolo a poppa, che termina molto prima di mezza nave, per navigare al meglio di bolina con molto vento, ma volumi anteriori fini e rotondi per non essere penalizzati nel vento leggero.

L’11.80 non ha una carena sbilanciata in maniera assoluta verso le andature portanti, lo spigolo non è troppo duro, la barca ha comunque forme di carena rotonde, il che gli consente di avere prestazioni “all round” pur privilegiando le andature portanti. L’immersione della chiglia a 2,34 m con un dislocamento di appena di 5900 kg di cui 2650 in chiglia, accoppiati a una superficie di bolina di 89 mq e alle portanti di oltre 134 danno la dimensione del rapporto peso/potenza di questa barca.


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