Il più grande porto d’Italia è in Friuli Venezia Giulia

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In soli 93 km in cima all’Adriatico FVG Marinas offre 7.000 ormeggi da 3 a 60 metri in 20 strutture turistico portuali, un record. Questi Marina hanno deciso di fare squadra sotto il cappello di FVG Marinas.

FVG Marinas – La rete

 

Le 20 Marine associate coprono uno dei maxigolfi più belli del Mediterraneo, dal vicino confine con la Slovenia al limite con il Veneto. Ma cosa offre in più la rete FVG Marinas? Lo abbiamo chiesto agli amministratori.

FVG Marinas
La rete di FVG Marinas. 1. Porto Turistico Marina Uno Resort – 2. Marina Punta Verde – 3. Marina Punta Faro Resort – 4. Darsena Porto Vecchio – 5. Aprilia Marittima 2000 Dry Marina – 6. Dry Marina Punta Gabbiani – 7. Marina Resort Punta Gabbiani – 8. Marina Stella Resort – 9. Portomaran – 10. Cantieri Marina San Giorgio – 11. Marina Planais – 12. Shipyard & Marina Sant’Andrea – 13. Porto San Vito – 14. Darsena San Marco – 15. Marina Primero – 16. Marina Monfalcone – 17. Marina Lepanto Resort – 18. Portopiccolo – 19. Marina San Giusto – 20. Porto San Rocco Marina Resort.

FVG Marinas – Com’è nato il maxiporto adriatico

La Rete d’impresa delle marine del Friuli Venezia Giulia, con il brand FVG Marinas, esisteva già molto tempo prima di essere costituita ufficialmente nel 2016.

Correva l’anno 2006 quando il vulcanico manager spagnolo, approdato in Friuli per dirigere l’Agenzia Regionale per il Turismo, sovrappose alle denominazioni di Marina, di Darsena e di Porto Turistico, la qualifica di “Stazione Nautica” riservata agli approdi che avessero dimostrato di saper gestire l’accoglienza.

Josef Ejarque aveva così trasmesso un messaggio semplice, ma molto importante che è stato tramandato ai venti retisti che oggi offrono 7000 ormeggi dai 3 ai 60 metri in Friuli Venezia Giulia.

Non siamo ormeggiatori, noi siamo operatori turistici” proclamano gli imprenditori nautici della Rete FVG Marinas che gestiscono circa la metà dei 15mila ormeggi della Regione, da Muggia alla foce del Tagliamento.

Le reception di una stazione nautica targata FVG non dovrà essere più solo un punto di arrivo” precisa uno dei cinque amministratori” se gli addetti all’accoglienza sapranno suggerire, in più lingue – signori si cambia – per stimolarli a esplorare, dietro ai 93 chilometri di costa del Friuli Venezia Gulia.


FVG Marinas – Il diportista alla scoperta del Friuli

Effettivamente nella morfologia del Friuli Venezia Giulia si trova che: a due passi dai moli si estende la linea storica, che inizia a Concordia Sagittaria, al confine tra Veneto e Friuli, e attraversa la stella di Palmanova, la monumentale Aquileia, la longobarda Cividale, oltrepassa il forte di Gradisca, il castello di Gorizia per raggiungere, dopo l’asburgica Trieste, i resti dell’ultimo castelliere di Elleri a Muggia Vecchia, proprio al confine con la Slovenia.

Palmanova
La splendida città “stellata” di Palmanova (Udine), fondata dai Veneziani nel 1593

Chi ormeggia in Friuli Venezia Giulia deve essere informato che, a ridosso delle radici storiche” interviene un altro amministratore “c’è la fascia enogastronomica con il prosciutto di San Daniele, i pregiati vini del Collio e le antiche ricette austro-ungariche-slovene del Carso Triestino”.

castello Miramare
Il Castello di Miramare, a Trieste. Sullo sfondo le alpi innevate

A far da corona a tutto ciò, aggiungo io, c’è la montagna con le stazioni sciistiche e i sentieri estivi delle Dolomiti friulane, che da poco sono entrate nel patrimonio dell’ Unesco.

Stringi stringi qual è dunque la mission di FVG Marinas?

La risposta arriva subito chiara è forte.

“Ogni diportista che sceglie come porto di armamento FVG Marinas, deve diventare un turista, dev’essere ben informato su come si possono visitare i gioielli Unesco di Aquileia, Palmanova e Cividale; deve avere la mappa per navigare a terra tra 80 cantine che costituiscono la rete del Movimento del Turismo del Vino del Friuli Venezia Giulia”.


FVG Marinas – Non solo una barca da ormeggiare

Soprattutto d’estate, serviranno le coordinate per visitare le mostre internazionali di Villa Manin, di Udine, di Gorizia e, giunti a Trieste, segnalare dove sono i caffè storici e i teatri, e dove si svolgono le principali manifestazioni folkloristiche, musicali e culturali.

Gli amministratori di FVG Marinas si vantano d’essere la più grande, e forse la prima rete del settore nautico in Italia.

Si è visto infatti che da sempre FVG Marinas si presenta nei più interessanti saloni nautici di Dusseldorf e di Tulln a braccetto con Turismo FVG -l’agenzia regionale di promozione- e sta rinnovando la propria comunicazione.

Siamo usciti dal solito cliché in cui ci si vantava di avere i posteggi, i bagni, l’acqua e la luce“ con una latente critica ai competitors, poi precisa ”La professionalità presuppone tutto ciò e vanno sottolineati i plus esclusivi, che per la nostra audience mitteleuropea sono i tesori passati e presenti dell’Italian Style che in Friuli Venezia Giulia non temono alcun confronto”.


Perché scegliere il Friuli Venezia Giulia

Traspare evidente da queste parole il riferimento soprattutto alle sponde orientali dell’Adriatico, super affollate di diportisti d’estate, anche se recentemente sono emersi molti giudizi controversi.

Ad esempio i natanti “italiani”, poiché sono senza l’immatricolazione, sono banditi dalla Slovenia. Da gennaio in Croazia è stato adottato l’euro, quindi è diventato più facile capire a quanto effettivamente si è arrivati a spendere per mangiare. Saranno trasparenti anche le gabelle dovute per la sicurezza della navigazione, alias la tassa di circolazione, che devono pagare tutte le imbarcazioni più lunghe di 2,5m oppure con il motore di potenza superiore a 5kW; E’ in euro da gennaio 2023 anche la tassa di soggiorno per le imbarcazioni più lunghe di 7 metri dotate di posti letto.

Da un po’ di tempo infatti la classica ricetta dei “scampi in busera“ o il “brancin” (allevato?) al forno, non costa affatto meno che in Italia e se poi gli esercenti cadranno nella tentazione, a noi ben nota, di arrotondare la trasformazione dei menù Kuna/Euro, sarà giunta l’ora di andare a scoprire come fanno la zuppa al Conero o il brodetto alla pescarese.

Per inciso, la zuppa di pesce a tranci a Trieste, viene fatta in rosso ed è diversissima da quella liquida maranese e tanto più ancora differente dal pepato boreto gradese. L’acquolina mi ha stimolato l’idea di un “zuppa tour“ da Muggia a Lignano o viceversa, in barca ovviamente.

Gerico


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