Inimitabile ARC: quando il richiamo dell’Oceano è irresistibile

L’Oceano a volte è un richiamo irresistibile per molti velisti. Ci sono vari modi per attraversarlo, uno di questi, probabilmente il più famoso, è la ARC, nota anche come Atlantic Rally for Cruisers, la regata amatoriale che ogni anno porta una flotta importante di barche “normali” da Las Palmas, Canarie, fino a Santa Lucia, Caraibi, per un totale di 2700 miglia.

Quest’anno sono state ben 143 le barche che hanno deciso di partire per la ARC, con una rappresentanza di armatori decisamente internazionale. A queste vanno sommate anche le barche della ARC+, che a differenza di quella originale fa tappa a Mindelo, in totale tra i due eventi si registrano ben 242 yacht impegnati.

La ARC e le barche italiane

Gli armatori italiani sono da sempre degli amanti dell’ARC, e anche quest’anno hanno risposto presente al richiamo dell’Atlantico. Sono 4 gli armatori italiani che hanno deciso di fare la traversata con le loro barche: il First 36.7 Dream Away di Sergio Poli, il Grand Soleil 46 Avventura di Marco Versari, lo Swan 68 Defiance di Fabio Scanzi e il Neel 47 Minimole di Aldo Fumagalli, ormai un veterano dell’ARC giunto alla sua terza partecipazione. Proprio Minimole è stata la prima italiana a tagliare il traguardo di Santa Lucia e portare a compimento per la terza volta la traversata, avendola anche vinta nel 2019.

Minimole ha chiuso la sua traversata atlantica in 16 giorni 6 ore 12 minuti, al decimo posto nella classifica in tempo reale.

Le italiane del resto alla ARC hanno il “vizietto” della vittoria, dato che quest’anno il Mylius 60 Fra Diavolo di Vincenzo Adessi si è aggiudicato la ARC+ in entrambe le tappe. 

Minimole e Fra Diavolo: che barche sono le protagoniste della ARC

L’equipaggio del Neel 47 Minimole

Un trimarano per la crociera sportiva e un performance cruiser, ecco che barche sono il Neel 47 Minimole e il Mylius 60 Fra Diavolo.

Il Mylius 60 Fra Diavolo

Fra Diavolo, lungo 18,35 mt, è stato varato nel 2014 e appartiene alla prima generazione di Mylius 60 (il progetto è stato poi aggiornato dal cantiere nel 2017), rappresenta un perfetto esempio di fast cruiser-racer Mylius. Una barca con un’ottimo rapporto tra dislocamento e superficie velica, grazie alla costruzione in carbonio e un piano velico decisamente moderno e attuale a forte sviluppo verticale.

L’equipaggio del Mylius 60 Fra Diavolo vincitore della ARCA

La carena ha forme morbide e senza spigoli, con volumi di poppa rotondi, più affilati quelli di prua ma comunque consistenti per consentire un passaggio sull’onda efficace, non solo di bolina ma anche alle portanti. Il tutto su un chiglia a T ad alto pescaggio, 3 metri, che rappresenta una garanzia di performance in ogni condizione.

Il layout delle manovre di coperta prevede i due winch drizze nella classica posizione sulla tuga, mentre i due winch primari sono leggermente più arretrati rispetto alla posizione che hanno sulle barche da regata per potere consentire una conduzione comoda anche in equipaggio ridotto in modalità crociera.

Minimole, un trimarano vincente

Il Neel 47 Minimole

Il Neel 47 Minimole, lungo 14,20 mt, invece è stato concepito dal cantiere, su richiesta dell’armatore, con l’obiettivo di prendere parte a sfide come la ARC, dove ha fatto registrare tre partecipazioni di cui una vincente. Naturale quindi la scelta di dotarlo dell’armo da regata: albero in carbonio, randa maggiorata con 3 possibili riduzioni di superficie velica. L’asso nella manica di Minimole nelle passate edizioni è stato anche pasasailor di grandi dimensioni, che si è rivelato findamentale per ottenere una buona efficenza anche con vento in poppa piena (da sempre penalizzante i multiscafi).

Il Neel 47, disegnato da Marc Lombard, rientra appieno nella famiglia dei trimarani della casa francese, ma in un certo senso potenzia e amplia, con alcune novità alcuni dei concetti cardine dei Neel. Su tutti l’idea dello spazio unico tra interni ed esterni, o meglio tra salone e pozzetto che diventano a tutti gli effetti un unico ambiente da sfruttare in differenti modi in base al contesto e al meteo.

Per il resto il Neel 47 ha le caratteristiche di sportività e performance tipiche di questi trimarani: scafi affusolati e bassi sull’acqua, piano velico con ampio square top, dislocamento contenuto, baglio massimo di 8,30 mt, con un concetto di barca che rappresenta un perfetto mix tra le lunghe navigazioni ad alta velocità e il comfort. Le postazioni di comando sono due, una rialzata sul ponte e uno completamente coperta all’interno, che sfrutta la visuale di quasi 360 gradi offerta dalla tuga.


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1 commento su “Inimitabile ARC: quando il richiamo dell’Oceano è irresistibile”

  1. Il parasailor è una gran bella vela con vento forte, con due o tre mani di randa. Fino a 20-22 nodi di apparente è meglio un reacher in laminato code o un all pourpouse

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