Arrivano da Parigi i Beneteau elettrici: Oceanis 30.1 E e First 44 E
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Al Nautic, il salone nautico di Parigi dal 3 all’11 dicembre, Beneteau a sorpresa presenta due barche “elettriche”, l’Oceanis 30.1 E (9,53 x 2,99 m) e il First 44 E (14, 15 x 4,25 m).
I nuovi Beneteau Elettrici: Oceanis 30.1 E e First 44 E
La propulsione elettrica adottata sui due modelli è della Torqeedo. L’ Oceanis 30.1 E spinto da un Cruise pod Torqeedo 6.0 e con due opzioni per il pacco batteria: power 24-3500 e 48-5000.
Il First 44 E è dotato di un sistema propulsione Cruise pod Torqeedo 12.0 e batteria 48-5000.
Va rilevato che entrambi i modelli hanno il Pod Torqeedo permettono, quando si naviga, la ricarica. A bassa velocità vengono prodotti solo 100 W di potenza, ma questa cifra aumenta rapidamente con l’aumentare della velocità dell’imbarcazione.
Beneteau intende inoltre offrire un massiccio pacchetto di pannelli solari da 1.000 W adattati alla forma della coperta, sufficienti a ricaricare completamente il banco da 48 V tra un fine settimana e l’altro senza doversi collegare alla rete elettrica.
In silenzio a vela e a motore con l’elettrico
C’è un vantaggio in più se si utilizza la propulsione elettrica in luogo di quella tradizionale.
Con la propulsione elettrica è possibile navigare a motore e a vela con venti molto leggeri, quando può essere necessaria una potenza minima per aggiungere un paio di nodi di velocità alla barca. Un po’ di propulsione in più a prua aiuta a creare il vento apparente, quindi se la direzione del vento è adatta, una piccola quantità di energia elettrica aumenterà silenziosamente la velocità della barca da tre a cinque nodi. Anche la batteria standard è in grado di supportare questo processo per ben 10 ore.

Dove sono le batterie sul Beneteau Oceanis 30.1 E
Il primo modello elettrico di Beneteau, l’Oceanis 30.1 E, è dotato di un sistema completo di Torqeedo, che comprende un pod drive da 6kW con rigenerazione che consente la ricarica durante la navigazione. La batteria standard, un’unità da 5kW 48V, è installata sul fondo del gavone del pozzetto, dove di solito si trova il serbatoio del gasolio, ed è possibile optare per una seconda batteria per raddoppiare l’autonomia.
L’installazione è incredibilmente silenziosa, la coppia istantanea è notevole, il che facilita le manovre in spazi ristretti rispetto a un motore diesel. La velocità massima in acqua piatta è di sei nodi, ma l’autonomia è limitata perché diminuisce esponenzialmente con la velocità. A quattro nodi si ottengono tre ore di autonomia con il pacco batterie standard, che equivalgono a 12 miglia.
Il prezzo finale si prevede che sia superiore di circa il 5-6% rispetto al prezzo standard di un’imbarcazione con motore diesel.
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2 commenti su “Arrivano da Parigi i Beneteau elettrici: Oceanis 30.1 E e First 44 E”
Si può dire che è una cacata? Prima cosa, su un cabinato è meglio una propulsione ibrida. La proposta migliore è quella di Transfluid con motore Bellmarine accoppiato a una trasmissione ZF saildrive con elica autoprop o Evol Energymatic. La soluzione più economica per barche fino a 50′ invece è il fuoribordo elettrico giusto per le manovre. In aggiunta, una turbina eolica Silentwind +300wp di fotovoltaico con due accumulatori Sirius 24V in parallelo e inverter.
Credo che come motore ausiliario vada benissimo e se il package comprende pure turbina e pannelli solari efficienti le batterie a litio sono sufficienti per muoversi con sicurezza silenziosità e rispetto per l’ambiente!