La Route du Rhum, Andrea Fornaro e quella maledetta chiglia
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È da poco passata la mezzanotte di sabato 26 novembre, dopo 17 giorni 10 ore 30 minuti e 46 secondi di navigazione, quando Andrea Fornaro, il terzo italiano (dopo Ambrogio Beccaria, secondo e Alberto Bona, ottavo) in regata nella classe Class40, taglia il traguardo della Route du Rhum, la regata oceanica che parte da Saint-Malo in Francia e arriva a Pointe-à-Pitre in Guadalupe. Fornaro, sul Class 40 Influence, ha chiuso in 21ma posizione.
Andrea Fornaro, navigatore “all-round”
Maremmano, di Orbetello, Andrea è un navigatore moderno, capace di passare da una traversata oceanica a una regata sulle boe, ruolo che ricopre a bordo dello scafo volante di Roberto Lacorte FlyingNikka.
Influence, un Class40 varato l’anno scorso, la sua barca, gli ha dato non poche preoccupazioni in questa traversata di 3,542 miglia (il nostro Andrea in realtà ne ha percorse 4039.70 ad una velocità 9.65 nodi, guardando il log), obbligandolo ad un pit stop alle Azzorre per mettere in sicurezza la chiglia, che, alle prime boline, ha iniziato a fare dei movimenti sospetti.
Andrea Fornaro e quella “maledetta” chiglia
“Abbiamo passato tre fronti molto tosti e li ho passati vedendo i bulloni della chiglia salire e scendere nella scassa ad ogni onda. Quando chiudevo per qualche minuto gli occhi lo facevo sulla tuta di sopravvivenza per essere pronto a metterla in caso che la chiglia si staccasse e la barca si rovesciasse” ha dichiarato Andrea a poche miglia dall’arrivo.
Ad accoglierlo a Pointe-à-Pitre in banchina, oltre alla moglie e alla figlia, anche il mitico Ambrogio Beccaria e Alberto Bona, secondo e ottavo in classifica.

“Sono così orgoglioso di far parte di questo gruppo di skipper che sono così capaci da saper attraversare l’Atlantico in solitario. Sono onorato di fare parte di questa comunità” sono le prime parole di Andrea appena sceso a terra.
Un nuovo Class 40 Made in Italy per Fornaro
Andrea ha tagliato il traguardo in ventunesima posizione ma siamo certi che lo rivedremo presto in acqua e forse pure alla prossima Route du Rhum 2026, perché, oltre ad aver dichiarato di voler essere pronto a ripartire domani, si dice abbia già acquistato da Sangiorgio Marine di Edoardo Bianchi la barca gemella di “Alla Grande Pirelli” (la barca con cui Ambrogio Beccaria è arrivato secondo a questa regata) e non vediamo l’ora di vederle navigare fianco a fianco.
Giacomo Barbaro
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2 commenti su “La Route du Rhum, Andrea Fornaro e quella maledetta chiglia”
Buon vento, sempre, a tutti.
Èinaccettabile che uno come Andrea Fornaro chiami “scassa” la cassa della deriva, o pinna che dir si voglia (e non chiglia).