Alla scoperta del nuovo Rolex Deepsea Challenge (c’entra anche James Cameron)

rolex deepsea challenge
Rolex Deepsea Challenge

C’è un nuovo segnatempo di Rolex. Si chiama Deepsea Challenge ed è un orologio da una storia importante, che merita di essere raccontata.

Noi abbiamo deciso di farlo con l’articolo del direttore di Top Yacht Design (che ogni anno contiene lo speciale Sea Time, dedicato al mondo degli orologi e del mare) Matteo Zaccagnino.


Benvenuto Rolex Deepsea Challenge

Deepsea Challenge: nessuno se lo aspettava. Il suo arrivo ha colto tutti di sorpresa. E come nelle migliori tradizioni ha lasciato il segno. Dalle profondità marine è recentemente emerso il Deepsea Challenge segnatempo destinato a lasciare un segno indelebile nel mondo dei diver. Per comprenderne la ragione bisogna rileggere la storia di questo orologio contraddistinta da tre date ben precise.

Deepsea Challenge

Le origini nel 1960

Tutto ha avuto inizio il 23 gennaio del 1960 giorno in cui il batiscafo Trieste, con ai comandi l’oceanografo svizzero Jacques Picard e il luogotenente della marina americana Don Walsh, raggiunse i 10.916 metri di profondità nell’Oceano Pacifico. A scandire il tempo di quella straordinaria impresa fu il Deep Sea Special orologio sperimentale che Rolex mise a disposizione per quella missione. Un traguardo frutto di un lungo percorso di ricerca iniziato nel 1953 anno in cui la casa di Ginevra mise a punto il primo di una serie di prototipi destinati a resistere alle elevate profondità. Il primo Deep Sea Special fu testato al largo delle isole pontine.

Deepsea Challenge
Batyscaphe Trieste

 

Attaccato a un braccio esterno del batiscafo Trieste l’orologio superò indenne la prova di resistere fino a 3.150 metri sotto la superficie del mare. Qualche anno dopo, nel 1956, sempre al largo di Ponza il Deep Sea Special ritoccò il primato raggiungendo i 3.700 metri per poi compiere un salto di qualità nel 1960 quando l’orologio accompagnò Picard e Walsh a 7.300 metri di profondità. È il preludio dell’impresa compiuta dal segnatempo in quel giorno di fine gennaio di oltre 60 anni fa. Dopo otto ore d’immersione Jacques Piccard scrisse un telegramma a Rolex: “Felice di comunicare che il vostro orologio funziona bene a 11.000 metri di profondità quanto in superficie”. Il dado è tratto.

Deepsea Challenge

Deepsea Challenge, il record di Rolex

Rolex è arrivata lì dove nessun’altra casa orologiera era mai arrivata prima. Una storia destinata a ripetersi. E più esattamente il 26 marzo del 2012 quando il regista ed esploratore americano James Cameron scese da solo ai comandi del Deep Sea Challenger fino a 10.908 metri. In realtà Cameron del tutto solo non era.

Deepsea Challenge
James Cameron

Ad accompagnarlo in quella missione, che lo ha visto trascorrere sette ore in immersione, tre delle quali sul fondo degli abissi per effettuare le riprese e raccogliere campioni, c’era un altro orologio sperimentale fornito da Rolex che ha perfettamente resistito alla colossale pressione, proprio come l’esemplare del 1960. “Il Rolex Deepsea Challenge è stato un affidabile compagno di viaggio durante tutta l’immersione; era visibile sul braccio articolato e ha funzionato con precisione a oltre 10.908 metri sul fondo del Challenger Deep. È un incredibile esempio di perizia orologeria e avanguardia ingegneristica, alla stregua del sommergibile Deepsea Challenger”, queste le parole a caldo pronunciate dal regista americano all’indomani del traguardo raggiunto.

Deepsea Challenge
James Cameron

Deepsea Challenge da oggi in vendita

Oggi a distanza di 10 anni da quel momento la casa di Ginevra torna nuovamente a far parlare di sé e del legame che ha con gli abissi proponendo il Deepsea Challenge agli appassionati di orologeria. E non è un caso che ad accompagnare l’ingresso sulla scena del nuovo segnatempo sia stato proprio James Cameron. Sul fondello dell’orologio, infatti, sono incise le date “23-01-1960” e “26-03-2012” accompagnate dalla scritta Mariana Trench un modo questo per rendere omaggio alle due imprese il cui apporto è stato di fondamentale importanza per mettere a punto questa novità.

Deepsea Challenge

Anzi a pensarci bene se ne potrebbe aggiungere una terza di data ovvero il 1° novembre 2022 giorno in cui il Deepsea Challenge ha fatto il suo debutto ufficiale sulla scena. Il fatto che siano passati due lustri per mettere a punto questa versione la dice lunga sul lavoro di ricerca compiuto da Rolex impegnata a concepire un orologio il cui obiettivo principale era quello di essere indossato al polso e non allacciato a un braccio esterno di un sommergibile. Tante le novità degne di rilevo. A iniziare dal materiale utilizzato per la cassa e il bracciale.

Deepsea Challenge

Deepsea Challenge la prima volta di Rolex con il titanio

L’impiego del titanio RLX segna una prima assoluta nella storia del marchio. Ma come nelle migliori tradizioni Rolex non si tratta di un titanio qualsiasi. Lo abbiamo già toccato con mano in altri momenti e con altre collezioni come, per esempio, con l’acciaio Oystersteel, l’oro Everose oppure la ceramica Cerachrom tutti materiali leghe speciali sviluppate e messe a punto dalla casa di Ginevra.

Deepsea Challenge

Oggi nella tavola degli elementi di Rolex entra a far parte anche il titanio RLX. Sperimentato per la prima volta per concepire un esemplare unico di Yacht-Master 42 che la casa con la corona ha messo al polso di Sir Ben Ainslie. Oltre all’estrema leggerezza questa particolare lega offre vantaggi in termini di resistenza alla corrosione e alle deformazioni. Non una questione di poco conto dal momento che il Deepsea Challenge porta in dote una cassa del diametro di 50mm e ha un peso inferiore del 30% rispetto alla versione scesa con Cameron nel Challenger Deep.

Deepsea Challenge

Altra importante novità l’introduzione di un vetro più sottile a protezione del quadrante. L’orologio dispone poi di tutte quelle innovazioni messe a punto da Rolex nel corso degli anni. A iniziare dal sistema Ringlock, ovvero un’architettura della cassa brevettata che permette a quest’ultima di resistere a pressioni colossali; la valvola per la fuoriuscita dell’elio che serve a far fuoriuscire, durante le fasi di decompressione in camera iperbarica, la pressione interna in eccesso che può compromettere l’integrità dell’orologio; la corona Triplock con  tre zone impermeabili; e la visualizzazione Chromalight che si distingue per la sostanza luminescente per una leggibilità ottimale e di lunga durata. Il cuore meccanico del Rolex Deepsea Challenge è il calibro 3230 che vanta numerosi brevetti e presenta diverse innovazioni degne di rilievo come lo scappamento Chronergy e la spirale Parachrom insensibili ai campi magnetici, e il dispositivo antiurto Paraflex.

Deepsea Challenge

Un concentrato high-tech applicato all’orologeria tradizionale, con il risultato di garantire al calibro 3230 una precisione di assoluto rilievo, attestata a –2 /+2 secondi al giorno con movimento incassato, secondo gli elevati criteri ridefiniti nel 2015 da Rolex per la certificazione di Cronometro Superlativo. E dulcis in fundo l’impermeabilità. Il Rolex Deepsea Challenge, il cui costo è di 26.100 euro, è testato per scendere fino a 11.000 metri sotto la superficie del mare.

Matteo Zaccagnino

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1 commento su “Alla scoperta del nuovo Rolex Deepsea Challenge (c’entra anche James Cameron)”

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