Da Soldini a Beccaria, chi sono gli eroi della vela oceanica italiana recente

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ambrogio beccaria vela

In questi giorni abbiamo seguito l’impresa di Ambrogio Beccaria che, alla sua regata d’esordio in Class 40 a bordo del nuovissimo Allagrande Pirelli, ha conquistato l’argento alla Route du Rhum (una regata transatlantica in solitario senza scali e senza assistenza di 3.542 miglia da Saint-Malo, in Bretagna, a Pointe-à-Pitre, in Guadalupa). Un risultato storico, da incorniciare, per un milanese cresciuto all’ombra del Pirellone, che arricchisce la presenza dell’Italia negli annali della vela d’altura oceanica (senza contare, tra l’altro, il grandissimo ottavo posto di Alberto Bona).

Un amore, quello per i nostri navigatori e le regate oceaniche che ebbe inizio nel 1968 quando Alex Carozzo, un genovese cresciuto a Venezia, fu il primo tra gli italiani a partecipare a regate mitiche come la Ostar e la Golden Globe Race. Ci vollero quasi 30 anni prima che il tricolore svettasse sul podio e, proprio come oggi anche allora, un milanese (Soldini) per farci sognare.

Vi abbiamo riassunto, in questa scheda, tutte le imprese dei nostri marinai del passato recente. Quello dove, allo spirito puro della sfida e della lotta contro gli elementi, si è aggiunta la voglia di confrontarsi – e vincere – in regata. Abbiamo selezionato quindi solo le vittorie e i podi più importanti: italiani popolo di santi, poeti e navigatori. Lo dimostrano queste storie.

Italiani in Oceano – Trent’anni di grandi imprese

Giovanni Soldini nel 1995

1995 – Uno “sconosciuto” di nome Soldini

Giovanni Soldini a bordo di Kodak Stupefacente, un Open 50 autocostruito anche grazie all’aiuto di una comunità di recupero per tossicodipendenti, si piazza secondo nella classe 40-50 piedi – la più piccola – al BOC Challenge (ribattezzato poi Around Alone), un giro del mondo a vela, a tappe, per navigatori solitari, con partenza da Charleston in South Carolina (USA), scali a Cape Town, Sydney, Punta del Este (Urugay) e rientro a Charleston.

1996 – Soldini e Telecom italia

Giovanni Soldini con il suo Open 50, ribattezzato Telecom Italia, conquista la vittoria di classe nella Ostar, la più celebre delle regate transatlantiche in solitario, da Plymouth (Inghilterra) a Newport (USA). La regata si svolge da Est verso Ovest, nel senso contrario ai venti e alle correnti predominanti del Nordatlantico, su una distanza di circa 3000 miglia nautiche, lungo la rotta che è scelta dai singoli skipper. Nello stesso anno ottiene anche la vittoria di classe nella Transat Québec-Saint-Malo, in equipaggio con Enrico Caccia, Andrea Tarlarini e Andrea Romanelli. Una regata dal Canada alla Francia, una delle poche da Ovest verso Est e unica regata anche fluviale: le imbarcazioni devono percorrere circa 370 miglia nautiche nel fiume San Lorenzo dalla città di Québec prima di raggiungere il mare aperto.

1998 – Come “Fila”!

Giovanni Soldini ad un anno dal varo di Fila, un Open 60 progettato da finot-conq, vince l’Atlantic Alone, una traversata dell’Atlantico in solitario da Falmouth (Gran Bretagna) a Charleston (Stati Uniti), luogo di partenza dell’Around Alone. Soldini, oltre ad essere vincitore Overall, stabilisce il nuovo record della traversata in 21 giorni, 17 ore, 7 minuti e 20 secondi, nonostante aver scelto la rotta più lunga attraverso le Azzorre.

1999 – Giovanni Soldini diventa un mito

Giovanni Soldini quattro anni dopo il secondo posto all’Around Alone ci riprova con la sua nuova barca. Con questa regata incide definitivamente il suo nome nella storia della vela non solo italiana ma mondiale. Primo, e tutt’ora unico, italiano a vincere il giro del mondo in solitario, compie una doppia impresa riuscendo a salvare la velista francese Isabelle Autissier, naufragata nel Pacifico del sud.

Soldini con Isabelle Autissier dopo il salvataggio all’Around Alone 1998-99

Il 15 febbraio del 1999, mentre Soldini era a bordo dell’Open 60 Fila e impegnato nella terza tappa dell’Around Alone da Auckland (Nuova Zelanda) a Punta del Este (Uruguay), la barca di Isabelle si rovescia e parte la richiesta di SOS. “Non mollerò finché non avrò trovato Isa” aveva scritto Soldini via mail all’organizzazione, abbandonando la gara e dirigendosi verso il luogo del naufragio. Coi soccorsi a terra più vicini a oltre 2000 chilometri di distanza, 45 nodi di vento e 12 metri di onda, Giovanni Soldini la trovò, nella notte, dentro la sua barca rovesciata, a 55° di latitudine sud e 125° di longitudine ovest, ovvero in mezzo al nulla.

L’Open 60 Fila di Giovanni Soldini

2003 – Simone Bianchetti e la maledizione dell’albero

Simone Bianchetti, primo italiano a concludere la Vendée Globe (il giro del mondo in solitario senza scalo), conquista il terzo posto in classifica all’Around Alone a bordo di Tiscali Global Challenge, un IMOCA 60.

Simone Bianchetti (foto di James Robinson Taylor)

Gli equipaggi, sebbene salpati da Newport (USA), partiranno ufficialmente per il giro del mondo da New York il 15 settembre 2002, in occasione della cerimonia di commemorazione ad un anno dagli attentati alle Torri Gemelle. Lungo il percorso, con scalo a Brixham nel Devon (UK), Cape Town, Tauranga (Nuova Zelanda) e Salvador de Bahia (Brasile), Simone disalbera due volte: la prima nella seconda tappa, nel Golfo di Biscaglia, dove è stato costretto a rimanere fermo in cantiere 19 giorni per montare l’albero di riserva prestatogli da un altro concorrente, la seconda a 30 miglia dall’arrivo a Newport, dove taglierà il traguardo (il 4 maggio 2003) con un moncone. Un vero lupo di mare, capace di solcare tutti gli oceani, ci lascerà qualche mese più tardi in porto, a Savona, stroncato da un malore.

2005. L’anno di Super Ciccio

Franco Manzoli detto Ciccio, a bordo del trimarano di 40 piedi Cotonelle, è il primo italiano a iscrivere il suo nome nell’albo d’oro del vincitore assoluto della Ostar, prevalendo su una flotta di 35 imbarcazioni. Anche lui milanese di nascita, come Soldini, ma trasferitosi a Chiavari, in Liguria, proprio per assecondare la sua passione per la vela, a 48 anni e dopo quattro tentativi (il primo nel 1992), conquista il podio della Ostar con un trimarano disegnato e costruito da lui stesso.

Ciccio Manzoli

2007-2009. Ancora Soldini

Giovanni Soldini in coppia con Pietro D’Alì vincono in Class40, la più numerosa con oltre 30 imbarcazioni, la Transat Jacques Vabre, chiamata anche Transat en double (in opposizione alla Transat inglese – la Ostar – che è in solitario), percorrendo le 4335 miglia che separano Le Havre (Francia) da Salvador de Bahia (Brasile) a bordo di Telecom Italia.

Nel 2008 Soldini vince di nuovo a bordo del Class40 Telecom Italia una transatlantica in solitario, la The Transat, ovvero la versione per professionisti della storica OSTAR che dopo l’edizione del 2000 era stata suddivisa in due eventi (la Ostar per amatori e la The Transat per professionisti).

Nel 2009 Giovanni Soldini e Pietro D’Alì fanno nuovamente coppia a La Solidaire du Chocolat, la regata transoceanica di 5000 miglia nautiche senza scalo che dal porto di Saint-Nazaire a Nantes (Francia) fa rotta verso Progreso nella provincia dello Yucatan (Messico) seguendo l’antica rotta del commercio del cioccolato. Il loro Telecom Italia chiude in seconda posizione su 24 Class40.

2010 – Andrea Mura alla Rotta del Rhum

Andrea Mura, già regatante (e velista sul Moro di Venezia nel 1992) vince in Classe Rhum, la più varia, la Route du Rhum – Destination Guadeloupe, una regata transatlantica in solitario senza scali e senza assistenza, con Vento di Sardegna, un Open 50 varato nel 2006 con questo obbiettivo.

L’Open 50 Vento di Sardegna di Andrea Mura

Partito da Sant Malò in Bretagna (Francia) ha raggiunto Pointe-à-Pitre in Guadalupa (un arcipelago delle Antille francesi) in 19 giorni 9 ore 40 minuti e 30 secondi. Andrea Carracci, con il suo prototipo Speedy Matese ITA 756, è terzo alla Les Sables – Les Acores – Les Sables, una regata d’altura in solitario per la classe Mini 6.50 che dalla costa atlantica francese va alle isole Azzorre per poi tornare in Francia.

Andrea Mura

2012-13 – Ancora Mura!

Andrea Mura e Riccardo Apolloni a bordo di Vento di Sardegna vincono la Two Handed Transatlantic Race 2012 (Twostar), battendo il record della versione in doppio della mitica regata da Plymouth (Inghilterra) a Newport (USA). Sulla via del ritorno, imbarcando anche Tommaso Stella e Luca Tosi, tagliano il traguardo della Québec-Saint-Malo al quarto posto assoluto, primi tra i monoscafi. L’anno successivo Andrea Mura si aggiudica la Line Honours (vincitore assoluto) alla Ostar, a bordo del monoscafo Vento di Sardegna.

2013 – Pedote sfiora il successo alla Mini Transat

Giancarlo Pedote arriva secondo alla Mini Transat, una regata transatlantica a bordo dei piccoli Mini 6.50. Un grande successo dal sapore un po’ amaro della sconfitta perché Giancarlo era rimasto in testa alla regata da poco dopo la partenza da Saba (Francia) e fino al penultimo giorno, dopo 14 di navigazione, prima di raggiungere Pointe-à-Pitre in Guadalupa.

La rottura del bompresso, indispensabile per murare spinnaker e gennaker, a 300 miglia dall’arrivo e il tempo perso per riparare il suo Prysmian ITA 747, un prototipo a prua “scow”, gli sono valsi una vittoria storica.

2014 – Mura, Pedote, Zambelli. Che tris!

Andrea Mura conquista l’argento (primo dei monoscafi) alla Route du Rum – Destination Guadeloupe in Classe Rhum col suo Vento di Sardegna. Gli italiani Giancarlo Pedote (Prysmian) e Michele Zambelli (Fontanot – ITA 788) giungono rispettivamente primo e terzo tra i prototipi alla Les Sables – Les Acores – Les Sables.

2015 – La Jacques Vabre di Pedote

Giancarlo Pedote, in coppia col francese Erwan Le Roux e a bordo di Fenêtréa-Prysmian, arriva terzo assoluto, e vince nella classe Multi 50, la Transat Jacques Vabre, 5700 miglia da Le Havre (Francia) a Itajai (Brasile).

2016 – Arrivano Bogi e Albi

Alberto Bona con Promostudi La Spezia – ITA 756 è secondo tra i prototipi a Les Sables – Les Acores – Les Sables mentre Ambrogio Beccaria conquista la seconda posizione tra gli scafi di serie con Alla Grande Ambeco – ITA 539.

A sinistra Alberto Bona. A destra Ambrogio Beccaria.

2017 – Doppietta alla Ostar per Mura

Andrea Mura si riconferma vincitore alla Ostar con Vento di Sardegna, dopo averla già vinta nel 2013. Una vittoria, la seconda consecutiva, segnata dalle tempeste, con venti fino a 50 nodi e onde oltre gli 8 metri, pioggia ma soprattutto ghiaccio e temperature polari su una rotta che lo ha portato fino al 56° parallelo, come mai aveva fatto nessuno prima di lui.

2018 – Ambrogio Beccaria cresce…

Ambrogio Beccaria, con il mini 6.50 Geomag – ITA 943 (di serie), vince la Les Sables – Les Acores – Les Sables, unico italiano in regata tra 38 concorrenti.

2019 – … e diventa grande!

Ambrogio Beccaria entra nella storia vincendo, con Geomag, la Mini Transat, la transatlantica per i piccoli Mini 6.50. Terzo velista non francese nella storia della regata a riuscirci e primo italiano, completa le tre tappe (da La Rochelle in Francia, alle Canarie per finire a Le Marin in Martinica) in 21 giorni, 21 ore, 50 minuti e 55 secondi. Ambrogio Beccaria e Pietro Luciani, a bordo di Eärendil di Catherine Pourre, vincono Le Defì Ataltique, una traversata atlantica da Ovest verso Est riservata ai Class40: 3500 miglia divise in due tappe, la prima da Gudalupe a Horta, nelle Azzorre, e la seconda con destinazione La Rochelle (Francia). Noi del Giornale della Vela lo premieremo come Velista dell’Anno sia nel 2019 che nel 2020.

2021 – arRiva Alberto (una vittoria morale?)

Alberto Riva (milanese, grande amico di Ambrogio Beccaria e ora nel suo team di AllaGrande), a bordo di EdiliziAcrobatica – ITA 993, arriva secondo tra gli scafi di serie alla Mini Transat.

Alberto Riva

Giunto undicesimo all’arrivo della prima tappa a La Palma, sotto le ceneri del vulcano Cumbre Vieja in eruzione e le polemiche di uno stop da parte del comitato di regata poco chiaro (Alberto era primo quando l’organizzazione ha chiesto ai concorrenti di fermarsi per evitare una forte perturbazione), nella seconda tappa scivola fino in quarantacinquesima posizione per poi compiere una rimonta incredibile fino alla testa della classifica. Una vittoria morale ma anche un successo che conferma le qualità della scuola italiana della Classe Mini 6.50.

2022 – Bogi e l’argento alla Route du Rhum

A bordo del Class 40 AllaGrande Pirelli Ambrogio Beccaria, alla sua prima transatlantica in Class 40, riesce a conquistare uno splendido secondo posto su 55 barche partenti, davanti ai francesi maestri dell’Oceano. All’ottavo posto un altro italiano, Alberto Bona con il Class 40 IBSA, autore di un’ottima regata

Il Class 40 Allagrande Pirelli

a cura di Giacomo Barbaro

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5 commenti su “Da Soldini a Beccaria, chi sono gli eroi della vela oceanica italiana recente”

  1. Beh… Umilmente e con onestà intellettuale…. Il gotha della vela oceani iva in solitario è certificato da decenni…. Su una tavola di legno….. Peccato che la vostra testata…… Ometta….o è iignoranza…. O malafede….. Li c è la storia dell’ Oceano….in solitario… Il resto mancia…… Onore infinito a questiragazzi che ho avuto l onore di vederli crescere…. Ma forse persone come Roberto, Andrea Gancia….. E Potrei andare per ore meritano molto… In quanto non regalavano mediatamente…. Ma affrontando l oceano….. Cmq se scorrete quel pezzo di legno con curiosità ed ammirazione troverete chi Veramente ha fatto la Storia…. Ma siamo un popolo di internet non di navigatori sigh

  2. Dopo la leggenda Soldini, al secondo posto metto Andrea Mura. Palmares a parte, è velaio, il 50′ Vento di Sardegna è a dire poco una barca storica e nel suo piccolo è un innovatore, pensiamo alla “serra” autocostruita per chiudere il pozzetto.

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