Route du Rhum: Beccaria secondo da urlo, impresa storica per la vela italiana

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Era la fine di luglio, quando siamo andati a Genova, alla San Giorgio Marine, a vedere le ultime fasi di costruzione di Allagrande Pirelli, il Class 40 di Ambrogio Beccaria, la stessa barca che stasera alla sua prima regata ufficiale, la Route du Rhum (3.542 miglia in solitario senza scalo da Saint-Malo, in Bretagna, a Pointe-à-Pitre in Guadalupa), ha scritto un pezzo di storia della vela italiana. Un secondo posto che sa di impresa, per come è maturato, per il finale pazzesco del duello con Corentin Douguet, e per i problemi tecnici anche importanti che Beccaria ha dovuto affrontare dopo la perdita dei sensori della stazione del vento. Il tempo finale è di 14 giorni 7 ore 23 minuti 48 secondi, alla media di 10,31 nodi. 

route du Rhum
Allagrande Pirelli di Ambrogio Beccaria, secondo alla Route du Rhum

E poi c’è un particolare da non dimenticare: questa era la regata d’esordio di Ambrogio Beccaria nei Class 40, la prima in solitario sulla sua nuova barca. Allagrande, progetto di Gianluca Guelfi e Fabio D’Angeli, è stato uno degli ultimi scafi di nuova generazione varato prima della Route du Rhum, e non era mai stato testato in regata. Beccaria aveva portato a termine un allenamento di 24 ore con alcuni skipper della flotta a ottobre, dopo avere effettuato il trasferimento e la qualifica.

Richomme imprendibile, Douguet coriaceo

Yoann Richomme

La vittoria è andata con merito a Yoann Richomme su Paprec-Arkea, V2 disegnato da Marc Lombard, che con il tempo di 14 giorni 3 ore 8 minuti e 40 secondi ha stabilito il nuovo record della regata, battendo se stesso: il francese deteneva già il primato avendo vinto l’edizione 2018 nei Class 40. Una doppietta che certifica il livello del francese, siderale nei Class 40, pronto a sbarcare negli Imoca 60 con una nuova barca in costruzione. Una figura di velista oceanico moderno, architetto navale, indiscutibilmente uno dei personaggi in rampa d’ascesa nel mondo della course au large.

Il Class 40 Paprec-Arkea, progetto Lombard, di Yoann Richomme

Beccaria ha provato a lungo a tallonarlo, ma anche a causa dei problemi tecnici avuti, la rottura del punto di mura del J2  e la perdita dei sensori del vento, non è riuscito a tenere il passo di Richomme, che ha dominato la seconda parte di regata. La barca di Richomme, anch’essa di nuova generazione, era stata già testata in diverse regate ufficiali di questa stagione. A fare compagnia ad Allagrande Pirelli e Beccaria c’è stato per quasi tutta la regata Corentin Douguet, un avversario tutt’altro che banale, andato a podio in tutte le regate a cui ha partecipato quest’anno prima della Route du Rhum.

Douguet corre su una barca gemella di Richomme, a conferma che il progetto di Allagrande Pirelli compete con il top che attualmente offre i Class 40. Il resto lo ha fatto lo skipper, con Beccaria che nelle ultime 24 ore è sembrato estremamente lucido e deciso superando la fatica, andando a chiudere su Douguet e senza particolari tentennamenti nel giro della Guadalupa.

Gli arrivi a Point a Pitre proseguono, con un gruppo di skipper che nelle prossime 12 ore sarà sul traguardo. In ottava posizione c’è Alberto Bona su IBSA, che sembra mantenere in modo solido la sua classifica nonostante la rottura di un gennaker che lo ha reso meno veloce nelle ultime 24 ore. Andrea Fornaro è in 20ma posizione a circa 600 miglia dal traguardo.

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Mauro Giuffrè


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8 commenti su “Route du Rhum: Beccaria secondo da urlo, impresa storica per la vela italiana”

  1. Alla grande… Nomen Omen. Lo sbatti del tangone orientabile è valsa la pena. Peccato le avarie se no… Buona la prima.

    1. Bompresso… Lapsus mannaggia. Stavo a pensare che è ammesso sui mini e i class40 ma tanto in IRC che in ORC penalizza come il tangone e di fatti si usa quello.

  2. Grande Ambrogio, quante emozioni, TOP!!!

    Relativizzerei però certe conclusioni affrettate nel proclamare chi ce l’ha più lungo, tipico savoir faire di Giuffrè. Mi riferisco al fatto che anche Corentin aveva problemi tecnici e che nelle ultimissime fasi di regata, che tutti noi abbiamo interpretato come una schiacciante supremazia di Ambrogio, in verità Corentin ha scontato una penalità…

    In ogni caso, Grande Ambrogio!!!!!
    Un po’ meno chi ti racconta 😉

    1. Giusto raccontare tutto correttamente… le penalità d’altronde hanno una logica… tra l’altro una penalità di 4 ore l’ha scontata anche Richomme subito prima di Finisterre e dopo grande rimonta ha pure vinto. Corentin ha avuto 45 minuti che lui stesso dice che sono stati meglio che doversi fermare alle Azzorre… Pazzesco comunque, arrivati in tre in sei ore dopo più di 3500 miglia! La verità è che tutti questi sono dei campioni di vela e veri uomini di mare con competenze tecniche pazzesche e Ambrogio è sicuramente uno di loro e lo aspettiamo fra qualche edizione al Vendèe Globe!

  3. Buona la prima ! ! !
    Che dico buona, ottima, stupefacente, esaltante!
    Gli aggettivi non bastano per descrivere il nostro Ambrogio nazionale, impresa che vale una vittoria.
    Ma la stampa italiana dov’era in queste settimane? Noi dietro a tracking per capire come si evolveva la situazione, a racimolare qualche notizia qua e la sul web, come qualsiasi sport di nicchia. Cosa deve fare uno per salire agli onori della cronaca? Non è bastato uno sponsor come Pirelli per far capire in giro il valore di Beccaria?
    Salvo poi buttarsi come squali sulla favola di tre italiani coraggiosi in un mare di francesi.
    L’aveva promesso prima di partire con questa avventura: alla grande Ambrogio!

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