Che botto! Scuffia e danni gravi per l’AC40 di Team New Zealand

APPROFITTANE SUBITO! Abbonati al Giornale della Vela cartaceo + digitale e a soli 69 euro l’anno ricevi la rivista a casa e in più la leggi su PC, smartphone e tablet. Con un mare di vantaggi. Scoprili qui >>

Lo scorso lunedì 21 novembre durante un test di allenamento in condizioni limite nel Golfo di Hauraki il nuovo prototipo AC40 di Team New Zealand si è ingavonato ed è scuffiato riportando gravi danni alla prua.

I nuovi monotipi foiling AC40, barca destinata alla Youth e Women America’s Cup, ma usata anche dai team principali per allenarsi, vengono sottoposti in queste settimane a dei test in mare molto intensi. Lo dimostra l’ultimo incidente che ha avuto come protagonista lo scorso  l’AC 40 di Emirates Team New Zealand. L’equipaggio dei “kiwi” stava facendo una sessione di allenamento nel Golfo di Hauraki che negli ultimi giorni ara stato soggetto a condizioni meteorologiche avverse, tra cui trombe d’acqua e forti piogge.

Durante l’allenamento soffiava un vento da Nord Ovest di oltre 20 nodi, c’era pioggia a sprazzi e il mare era formato. Condizioni piuttosto impegnative che servono però al team per testare al meglio la nuova barca. L’AC40 dopo una strambata involontaria ha preso una forte ingavonata lanciando la prua in picchiata sull’acqua e scuffiando rovinosamente. Il monotipo ha riportato una falla e subito danni strutturali importanti sia alla coperta che alle sezioni di prua.

Riparazioni importanti, ma i pezzi sono in Cina

Una volta raddrizzato dagli uomini del team, che nell’incidente non hanno riportato ferite, l’AC40 è stato rimorchiato temporaneamente a Matiatia, un porto riparato all’estremità occidentale dell’isola di Waiheke per risolvere il problema dell’ingresso dell’acqua. Da qui poi sarà rimorchiato alla base del team navigando sui suoi foil e portato in cantiere per i lavori di ripristino. Occorre infatti costruire nuove sezioni nell’attrezzatura originale e incollarle al posto di quelle danneggiate.

Team New Zealand nei giorni scorsi aveva pubblicato un programma di test delle parti dell’AC40 che dovevano essere collaudate, comprese le vele. Ovviamente queste prove saranno ritardate dalle conseguenze dell’incidente. I “kiwi” prenderanno in consegna un secondo AC40 a dicembre che dovrà essere rinforzato nella zona di prua prima della consegna.

Grant Dalton: “La scuffia più grave che abbiamo avuto!”

Il CEO di Emirates Team New Zealand, Grant Dalton, ha dichiarato: “Sembra che quando l’imbarcazione è andata in picchiata, la più grave che abbiamo fatto, la pressione dell’acqua e il carico laterale abbiano fatto collassare la sezione anteriore del ponte, causando il danno a prua. I progettisti stanno analizzando i carichi dell’incidente e, sebbene sia troppo presto per dirlo, è probabile che sarà necessario apportare alcune modifiche alla nostra barca e a tutta la flotta di AC40. Ma lo capiremo meglio nei prossimi giorni”.

Scuffie nei test anche per Luna Rossa e Alinghi

Quello che ha coinvolto l’AC40 di Team New Zealand non è l’unico incidente tra gli equipaggi che si stanno allenando per la prossima America’s Cup, segno che tutti stanno spingendo i propri limiti. Più o meno la stessa scuffia ha coinvolto il 31 ottobre il prototipo di Luna Rossa nelle acque di Cagliari, mentre il team italiano stava testando la barca in condizioni limite, vento a oltre 20 nodi e mare crescente. In quel caso tuttavia non c’è stata nessuna conseguenza per barca ed equipaggio. Nei giorni successivi tuttavia durante le operazioni di armo del rigging nel piazzale della base l’albero del prototipo è caduto a terra riportando danni nella parte alta del profilo alare in carbonio.

Qualche settimana prima anche il team Alinghi (siamo andati a trovarlo a Barcellona, qui il report) in una delle sue prime uscite, questa volta ancora con il vecchio AC75, mentre si allenava con vento forte ha subito una violenta ingavonata di prua conclusasi per fortuna solo con la rottura della bugna del fiocco. La strada per essere pronti alla sfida è ancora lunga…

Condividi:

Facebook
Twitter
WhatsApp

6 commenti su “Che botto! Scuffia e danni gravi per l’AC40 di Team New Zealand”

  1. Sti scarrafoni volanti sono pericolosi. Punto. Se deve essere una AC foil per fare contenti TV e sponsor, si torni ai catamarani oppure si cambia per soluzioni migliori come i C foil retrattili. Anche con una deriva e metà del dislocamento bel bulbo, gli arm foil sono comunque una CAGATA, come dimostrato da Fling Nikka. Se non c’è vento non si esce, se c’è maretta non si esce… A cosa serve una barca fatta per navigare solo con mare calmo e max 15 nodi?

  2. Pierfrancesco, a cosa serve? Ti sei risposto da solo.. a navigare con mare calmo e max 15 nodi di vento. Perchè, TUTTE le barche del mondo devono essere in grado di reggere forza 8? e perchè mai?
    Le F1 non sono buone per parcheggiare, le MotoGP non adatte a portare un ospite, le macchine da Rally non adatte alla pista, la Multipla non adatta per rimorchiare le ragazze, la Ferrari 488 Pista non adatta per viaggiare comodi ed in 4 ..insomma, quanti esempi servono per far capire che NON esiste la barca perfetta, così come non esiste la macchina perfetta, o la donna ecc….
    Il mondo velico è pieno zeppo di alternative, per tutti mari, per tutte le latitudini ed i venti dominanti, pure un Class 40 non è adatto a bolinare, ma in poppa ciaone a tutti.
    Nostalgia dei vecchi AC? beh, come biasimarti, sono d’accordo ma allo stesso tempo riconosco che l’asticella alzata dalla AC ha permesso lo sviluppo di barche simili ed è quindi un volano per l’innovazione, anche di tutti i giorni.

    1. La f1 se piove o fanno 60nodi di vento o ci sono 400 gradi gira. È come dire che la f1 o motogp devono girare solo con vento max di 6km/h, temperatura pista di 30gradi e temp aria max 20 altrimenti si rompono.
      Va bene un limite di condizioni ma a tutto c’è un limite.

  3. Max, non hai afferrato l’esempio che ho fatto ma tant’è..
    Roberto, come non essere d’accordo!! Hai pienamente ragione, ma quel che ti manca è la copertura mediatica delle regate match race, perchè è quello il punto, ma per fortuna esistono regate altrettanto (ancor di più semmai) combattute con gli stessi timonieri per altro, e su barche identiche, li si che fanno davvero a sportellate e fanno le manovre di “noi comuni mortali”, si chiama Match Racing Tour, trovi tutto su Youtube.
    La AC è sperimentazione, è innovazione, è ostentazione tecnica, per quanto preferirei vedere i vecchi AC Class pure io non si può negare che l’innovazione della CA è un grandissimo volano di innovazione che sta investendo tutti, dalle derive ai trimarani che girano il mondo in solitario e di questo gli va dato credito.

  4. In realtà l’impiego dei foil richiederebbe un ripensamento completo della barca, cosa che i progettisti non stanno neppure prendendo in considerazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

In evidenza

Continua a leggere

Torna su