Mi multano per il Vhf, ma non sanno come mettermi in regola

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Un nostro lettore scopre amaramente durante un controllo della Guardia di Finanza avvenuto la scorsa estate a Ponza di avere la Licenza di Esercizio (RTF) per l’utilizzo del Vhf di bordo scaduta. Ecco come rinnovarla per evitare pesanti sanzioni.

 

Chi ama andare per mare in Italia scopre ben presto quanto il nostro Paese anche in materia nautica sia incredibilmente burocratico, fumoso nella normativa e poco aggiornato. Tra le materie dove questo fenomeno è ancora più evidente è l’uso del Vhf di bordo e le relative licenze di esercizio. Nei giorni scorsi è arrivata nella nostra redazione l’ennesima testimonianza di un nostro lettore affranto dopo un controllo della Guardia di Finanza che riportiamo integralmente:

Controllo in mare in estate e sanzione salata

“Buongiorno, scrivo per descrivere un episodio accadutomi la scorsa estate e che rappresenta un monito per tutti i diportisti. Il 28 luglio ero ancorato, nel pomeriggio, a Cala Frontone, sull’isola di Ponza. A circa 200 metri da me c’era un grosso gommone scuro con qualche persona a bordo. Dopo circa un’ora il gommone muove e mi accosta: “Guardia di Finanza per un controllo documentale”, mi intimano i due Marescialli a bordo, un Brigadiere e un Finanziere. Preciso che posseggo questa barca da 12 anni e sarò stato controllato per almeno 8 anni senza mai subire contestazioni. Questa volta mi contestano il mancato rinnovo della Licenza di esercizio di apparato radiofonico. Confesso di non sapere che la licenza va rinnovata ogni 10 anni. Viene redatto quindi un “Verbale di Contestazione” nel quale dichiaro che provvederò immediatamente al rinnovo della licenza.

Mi viene richiesto di mandare copia della domanda di rinnovo a una loro mail dell’ufficio di Gaeta. Chiedo istruzioni circa le modalità e a chi inviare la domanda. Non lo sanno! Il Maresciallo più giovane mi suggerisce di andare sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico (Mise). Penso di essermela cavata. Una volta rientrato, copio il format per il rinnovo dal sito del Mise e spedisco all’Ufficio competente la documentazione. Dopo qualche settimana la mia documentazione mi viene restituita perché a norma di una recente disposizione la domanda deve essere inoltrata o tramite Sportello del Diportista o tramite Agenzia autorizzata. Quindi sul sito del Ministero le istruzioni sono obsolete! Affido la pratica a una Agenzia.

Il giorno 25 ottobre vengo convocato in una caserma della Guardia di Finanza dove mi viene consegnato un “Verbale di Contestazione e Notifica” che reca una “Sanzione Amministrativa” nella misura ridotta di 600 euro! Seicento euro per un rinnovo senza controllo della funzionalità, insomma un mero controllo burocratico.

Credo che sia opportuno che la vostra redazione ricordi ai suoi lettori il rinnovo decennale dell’inutile licenza. Ho raccontato l’episodio ai miei amici naviganti e nessuno, come me, sapeva di dover rinnovare la licenza.

Cordiali saluti”. Enzo Avallone

La legge, si sa, non ammette ignoranza, ma scoprire una propria mancanza in questo modo, con una sanzione quanto meno spropositata e soprattutto essere lasciati in balia delle istituzioni, come è capitato al Signor Avallone è molto frustrante. A lui va tutta la nostra solidarietà.

Vhf

Cosa dice il Codice della Nautica in materia di Vhf

Raccogliamo dunque il suo invito a rammentare a tutti i velisti quanto è previsto attualmente dalla normativa nautica italiana in materia di Vhf e relativa Licenza RTF (Licenza di Esercizio Radioelettrico). Innanzitutto ricordiamo che la disciplina degli apparati ricetrasmittenti di bordo, Vhf compreso, è contenuta nell’art. 29 del Codice della Nautica secondo il quale l’apparato ricetrasmittente Vhf è obbligatorio a bordo delle unità da diporto che navigano oltre le 6 miglia dalla costa, come del resto confermato nella “tabella” dei mezzi di salvataggio e dotazioni di sicurezza al V del Regolamento al codice.

Per utilizzare un apparecchio Vhf è necessario che questo sia dotato di Certificato Limitato di Radiotelefonista, una sorta di “patentino” e Licenza di Esercizio (RTF), entrambi rilasciate dal Ministero dello Sviluppo Economico (Mise).

Vhf

Un Decreto Ministeriale del 2013 ha introdotto la scadenza

L’intera materia riguardo proprio alla Licenza di Esercizio (RTF) è stata modificata da un apposito Decreto Ministeriale da parte del Ministero dello Sviluppo Economico (Mise) entrato in vigore il 4 aprile 2013 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2013 con il titolo “Norme relative alla richiesta di rilascio, rinnovo e aggiornamento della licenza di esercizio e per il passaggio di gestione tra le società affidatarie delle stazioni radioelettriche di bordo”.

Secondo il nuovo Decreto agli articoli 2, 3 e 4, la Licenza di Esercizio (RTF) scade dopo 10 anni e va rinnovata al decorso del termine. Così come deve essere rinnovata in caso di cambio di proprietà dell’imbarcazione e aggiornata in caso di:

  • variazione della denominazione dell’unità
  • variazione del porto di iscrizione
  • variazione del numero di matricola
  • aggiunta o sostituzione degli apparati

La mancata consapevolezza da parte di molti armatori poco aggiornati sulla nuova normativa nasce dal fatto che mentre su tutti i nuovi certificati rilasciati dopo il 2013 è evidenziata la scadenza di 10 anni della Licenza RTF, questa non viene menzionata sui documenti rilasciati prima di quella data. Nulla tuttavia il Decreto accenna a eventuali sanzioni per il mancato rinnovo, né sulla procedura di rinnovo.

Vhf

Come rinnovare la Licenza di Esercizio (RTF) scaduta

Per ottenere il rinnovo della Licenza di Esercizio (RTF) occorre rivolgersi al Ministero dello Sviluppo Economico e in particolare all’Ispettorato Territoriale avente la giurisdizione sul luogo in cui il richiedente ha la residenza. In una apposita sezione del sito ufficiale del Ministero dello Sviluppo Economico si può scaricare l’apposito modulo. https://ispettorati.mise.gov.it/images/documenti/lic_imb_v23.pdf

I documenti da allegare alla richiesta di rinnovo della Licenza di Esercizio (RTF) sono:

  • Fotocopia di un documento di identità in corso di validità;
  • Busta formato 16,2×22,9 cm con scritto l’indirizzo del richiedente e preaffrancata per 7,40 euro necessari per l’invio della licenza con posta raccomandata. Se si ritira la licenza allo sportello la busta non è richiesta;
  • Dichiarazione di conformità e notifica di immissione sul mercato italiano prescritte dalla direttiva 1999/05/CE e/o dichiarazione di conformità alla direttiva 96/98/CE (nel caso sia previsto) e/o certificato di omologazione degli apparati;
  • Fotocopia delle pagine della licenza di abilitazione alla navigazione da diporto contenenti i dati nave, i dati del proprietario e quelli dell’utilizzatore.
  • Due ulteriori marche da bollo (una per la licenza di esercizio provvisoria, rilasciata su richiesta dalla Capitaneria e una per la licenza di esercizio definitiva).

Per ulteriori informazioni, consigliamo di consultare il sito del Ministero dello Sviluppo Economico relativamente al Servizio Radioelettrico Marittimo.

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40 commenti su “Mi multano per il Vhf, ma non sanno come mettermi in regola”

    1. “La Legge non ammette ignoranza” ma ammette le carognate da parte di quattro falliti che la dovrebbero fare “rispettare”.
      Normalissimo in Italia.
      Carogne.

      1. Dopo ci domandiamo perché si voglia mettere la bandiera estera, con tutta la burocrazia che abbiamo quasi ci impongono a cambiare per evitare tutti i balletti che ci sono in Italia

      2. L’inutile, assurda, pazzesca burocrazia italiana! Condita con la rigidità di chi fa rispettare le leggi (come, quando e chi vuole) ed emette pesanti sanzioni. È la politica dello stato padrone che abbiamo visto, purtroppo, in azione in questi ultimi anni. Serve un fronte comune per riportare lo stato a servizio dei cittadini!

      1. In che senso va fatto con lo STED? Bisogna allegare alla domanda copia dello STED o bisogna andare “quasi” obbligatoriamente ad una Agenzia con i costi soliti di 350 € ?

        1. Grazieeee. Infatti avevo mandato , circa una settima fa, rihiesta di rinnovo licenza vhf per subentro all’ispettorato di riferimento. Io possiedo un natante di 10 metri ed a quanto pare la richiesta e differente da imbarcazione come si evince sulla domanda in alto a destra del PDF.

        2. Anche con bandiera francese credo ci sia la scadenza, ma in caso di controllo (rarissimissimo, a differenza che in Italia) in territorio francese i controllori francesi invece di cercare soldi ti aiutano a metterti in regola

      1. Grazieeee. Infatti avevo mandato , circa una settima fa, rihiesta di rinnovo licenza vhf per subentro all’ispettorato di riferimento. Io possiedo un natante di 10 metri ed a quanto pare la richiesta e differente da imbarcazione come si evince sulla domanda in alto a destra del PDF.

  1. E’ stupendo avere il vessillo della propria nazione che sventola a poppa…mi fa sentire orgoglioso…(io ho issato una bandiera di grandi dimensioni) … però ci fanno passare la voglia, posso capire che immatricola all’estero.

    1. L’errore più grosso fu passare dalla bandiera francese a quella italiana alla scadenza del leasing.. dopo nemmeno due anni l’Italia mi ha fatto passare la voglia e sono tornato alla bandiera francese. In 16 anni di bandiera francese mai una volta fermati in mare per controlli, in due anni di bandiera italiana ci hanno fermati per.controlli almeno 15 volte (in mare, in rada, nei porti sardi, una volta la gdf venne perfino al porto di Menot Garavan, accompagnata dalla Gendarmeria francese, e controllò tutte le barche con bandiera italiana!)

  2. Se volete fare un grande regalo a voi stessi e alla vostra barca, dismettete la bandiera italiana e mettete quella francese. In quel paese la burocrazia nautica è al servizio del cittadino e non contro il cittadino, non c’è proprio paragone.
    Io penso che se tutti facessero così, anche il più incompetente dei nostri “governanti”, forse, si farebbe qualche domanda giusta…

    1. Sono immatricolato in Francia da 20 anni. Un giorno mi è arrivata una simpatica lettera che mi annunciava che non dovevo più pagare la taxe de francisation… causa vetustà della mia barca, che aveva poco più di tre lustri di vita. Ci sono molti altri vantaggi.

  3. tommaso de mola

    alla luce dell’allucinante protervia dei burocrati italiani, chiedo se per il Patentino RTF sia richiesto il rinnovo o, come sapevo, non ce n’è bisogno.
    Grazie

  4. volevo aggiornare la licenza RTF, sono stato al Mise, mi hanno mandato in Capitaneria di Porto, dove mi hanno detto che che devo rifare tutta la licenza di navigazione secondo il nuovo standard. aggiungendo la X ..tempo del procedimento 90 giorni…questo a ottobre 22, non so se nel frattempo è cambiato di nuovo qualcosa

  5. Io faccio charter e non posseggo natante, uso 2 o più apparecchi miei perchè non mi fido di quelli imbarcati. Ovviamente batto bandiere diverse e regolamenti diversi, la mia licenza è italiana ma se mi chiedono a quale imbarcazione appartengono che faccio? boh

  6. michele giammona

    Io ho avuto per 10 anni un gommone di 10 metri, con la bandiera italiana, avevo i problemi di tutti i diportisti. Nel 2012 a malincuore mi decisi a cambiare bandiera, prima quella olandese e poi quella belga. Una volta registrate, insieme al certificato della barca, mi hanno mandato anche quello dellapparato radio.
    Vi consiglio di cambiare bandiera, non vi daranno piu’ fastidio, perche’ non conoscono le normative delle altre bandiere e la legge italiana nn si applica a bordo di barche di altra nazionalita’. Quindi al fine di evitare di fare figure diciamo “magre” , manco si avvicinano. Dal 2012 al 2020, anno in cui ho venduto il gommone, nn si e’ mai avvicinato nessuno. Tengo a precisare che essendo un Capitano di Lungo corso le dotazioni di sicurezza a bordo erano di gran lunga superiori a quelle previste dalle leggi. Safety first

  7. la burocrazia italiana e’ una selva di complicazioni, cavilli, cambiamenti, ignoranza e obsolescenza… E’ demoralizzante, anche quando con fatica pensi di essere a posto c’e’ sempre qualche cosa che ti puo’ sfuggire e per piccolezze le multe nel settore nautico sono altissime. Veramente deprimente e demotivante !!!

  8. Giornale della Vela, perché non predisponente e pubblicate un bel vademecum su tutti (ma proprio tutti) gli adempimenti e/o evidenze “burocratiche” da considerare per chi possiede o vuole condurre una imbarcazione/natante nelle acque territoriali italiane e/o in quelle internazionali? Magari accompagnato sul sito da FAC per eventuali delucidazioni? Diverreste i nostri eroi!!

  9. La mia licenza RTF scade a fine dicembre 2022, oggi è 18 novembre, si può inviare la richiesta di rinnovo prima della scadenza?

  10. Ma se la licenza è obbligatoria oltre le 6 miglia e l’imbarcazione in questione si trovava ancorata a 200 mt….perché l’hanno multato?

  11. Scusate, ma è stato controllato in rada “entro le 6 miglia dalla costa”: NON AVEVA OBBLIGO DI VHF e, pertanto, la licenza, scaduta o meno, era irrilevante!
    Le dotazioni di sicurezza sono relative alla navigazione EFFETTIVAMENTE effettuata! Ecco perchè il “Bollino blu” è una presa in giro.
    Un ricorsino al Prefetto e passa la paura……

  12. Con la bandiera straniera praticamente non ho avuto controlli in molti anni. Però concordo che anche questo sia assurdo. D’altra parte i controlli sono sempre su cazzate di burocrazia, mai di sostanza. Anche le multe non sono proporzionate. I comportamenti vessatori non mancano. Famoso il verbale fatto a decine di diportisti la scorsa estate al porto romano di Ventotene.

  13. Roberto Brasolin

    La legge non ammette ignoranza…..ma chi le fa le leggi…??e qui mi astengo ma capirete il mio disprezzo.
    Se compro una barca la prima cosa che farò e non farla battere bandiera di uno stato borbonico come l’Italia capace solo di vessare i suoi cittadini….non è questione di sicurezza…solo soldi da incassare e piede sul collo al popolo….

  14. Io ho il certificato limitato di radiotelefonista per navi a decorrere dal 2009 mai rinnovato in quanto una volta si diceva che valeva per sempre.
    Non sono proprietario di barche e faccio solo charter. Quindi la variazione della denominazione dell’unità, la variazione del porto di iscrizione, la variazione del numero di matricola e l’ aggiunta o sostituzione degli apparati sono impossibili da dichiarare.
    Che fare?
    Aggiungo che ho il certificato SRC rilasciato da RYA. Penso che sia valido per tutto.

  15. Ho scaricato il modulo. Praticamente il certificato RTF viene ilasciato solo a chi possiede una barca. Chi non possiede barche e quindi le prende in locazione che deve fare? E’ stato fatto presente a chi legifera la porcata in questione?

  16. Un aggiornamento su quanto riportato sopra basato sulla mia personale esperienza. Dopo avere letto l’articolo ho inviato la documentazione all’ispettorato territoriale della mia regione di residenza (Toscana). Naturalmente coda all’ufficio postale, raccomanda RR etc. (siamo nel 2023 e la PEC, per esempio per chi fa il mio mestiere, è obbligatoria). Dopo i consueti “tempi tecnici” la documentazione mi viene restituita per raccomandata con conseguente coda all’ufficio postale per il ritiro, con l’indicazione che l’ufficio competente è quello dove è registrata l’imbarcazione. Ne deduco che il vostro articolo contiene un errore, ci mancherebbe, e ricomincio tutto da capo reinviando la documentazione (code…) all’ispettorato territoriale ligure. Dopo i consueti “tempi tecnici” (sono passati 4 mesi dall’inizio della trafila e la stagione si avvicina), ricevo nuovamente la documentazione con l’indicazione che è competente lo sportello telematico del diportista (STED). In realtà avevo già cercato sul sito dello STED senza trovare niente, ma rinforzato da questa nuova informazione, torno a cercare e non trovo niente. Sicuramente ci sarà, ma mi considero di intelligenza e competenza informatica media e il livello di frustrazione a questo punto è altissimo. Ho scritto all’URP del ministero oggi; vedremo.

  17. Buongiorno,
    opero per uno sportello STED in Toscana, vorrei aggiornare quanto scritto giustamente in questo articolo.
    Le direttive di omologazione degli apparati Vhf sono cambiate, non devono più rispondere alla direttiva 1999/05/CE ma bensì alla direttiva 2014/53/CE.
    Il Ministero della Comunicazioni della nostra Regione infatti non accetta più di rilasciare licenza VHF in pratica per apparati immessi sul mercato prima del 2014. Presto tutti gli uffici regionali si adegueranno. Unica eccezione è la continuità di rinnovo per Licenze non scadute o scadute da poche settimane. Se vengono presentate Licenze scadute da parecchi mesi o oltre.. non rilasceranno il rinnovo. Purtroppo per noi sportelli STED, in qualche modo intermediari tra le amministrazioni ed i diportisti, in molti casi questo aggiornamento comporta il dover comunicare ai clienti che devono “buttare” il vecchio apparato perfettamente funzionante a vantaggio di uno costruito con la nuova direttiva (e quindi immesso sul mercato dopo il 2014).

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