Orche ammazzabarche. Cosa sta succedendo

Un cabinato a vela francese di 14 metri è quasi affondato lo scorso 1° novembre dopo essere stato assalito da un branco di orche al largo del Portogallo. Un fenomeno in crescita quello degli assalti di orche a barche e yachts che mette in allarme autorità marittime, biologi marini e diportisti. La storia del Guia III si ripete.

Ancora un attacco di orche ai danni di una barca a vela. Lo scorso 1° novembre un cabinato francese di 14 metri con a bordo quattro persone è stata assalito da un branco di orche mentre navigava al largo di Viana do Castelo, in Portogallo. Uno dei cetacei ha colpito il timone della barca danneggiando l’asse e creando una via d’acqua all’interno dello scafo. Lo skipper dell’imbarcazione, resosi subito conto della gravità dell’incidente, ha attivato immediatamente le pompe di sentina. Ma presto si è reso conto che il dispositivo non riusciva a smaltire la grande quantità d’acqua imbarcata. A quel punto verso le ore 12 ha deciso di lanciare il mayday che è stato ricevuto dal centro assistenza marittima di Viana do Castelo.

Nel frattempo tuttavia quando ormai la barca, riempitasi d’acqua, affondava per due terzi, tutti e quattro i membri dell’equipaggio sono stati tratti in salvo da un’altra imbarcazione di passaggio. Quando la motovedetta “Atento” della Guardia Costiera portoghese è arrivata sul luogo dell’incidente è stata in grado di trainare il relitto in porto in modo da evitare qualsiasi forma di inquinamento. È finita bene, ma la paura a bordo è stata tanta.

Attacchi orche

Una lunga sequenza di attacchi negli ultimi 2 anni

L’incidente è solo l’ultimo di una lunga serie di assalti che negli ultimi anni vedono branchi di orche con sempre più frequenza assaltare barche a vela, yachts e pescherecci lungo le coste di Spagna e Portogallo. Gli attacchi registrati sono stati oltre 200 a partire dal 2020 con i predatori marini che prendono di mira soprattutto i timoni delle barche. In qualche caso provocando l’affondamento degli stessi. Un fenomeno anomalo soprattutto per la periodicità sistematica con cui avviene e che ha messo in allarme le autorità marittime locali. Il governo spagnolo già nei mesi scorsi ha interdetto la navigazione in alcune zone delle sue coste. E la Guardia Costiera Portoghese sta cercando di monitorare le orche lanciando allarmi in tempo reale sulla loro posizione.

Due le ipotesi dietro questi attacchi da parte della comunità scientifica. Alcuni biologi marini ritengono che gli attacchi alle imbarcazioni siano in realtà una forma di gioco. Le orche infatti non ci considerano una preda e non hanno mai attaccato le persone, neppure quando queste sono finite in mare. Altri studiosi invece sostengono che gli attacchi siano un comportamento di difesa. Una reazione probabilmente legata a una brutta esperienza vissuta dal branco o al fatto che le barche abbiano invaso il loro territorio interferendo con gli spostamenti, le interazioni sociali oppure ancora con la ricerca di cibo.

Attacchi orche

Anche la barca di Vittorio Malingri scampata a un assalto

Nel frattempo però le segnalazioni di questi incidenti aumentano, così come le preoccupazioni dei diportisti. Tanto che sono state create pagine web e gruppi social per consentire a chi naviga in quei tratti di mare di scambiarsi informazioni e avvistamenti. Nel frattempo anche istituzioni e specialisti hanno aperto un sito ad hoc e stanno raccogliendo quanti più dati possibile per capirci qualcosa in più su questo fenomeno senza precedenti.

Alcuni di questi recenti attacchi di orche hanno avuto come protagoniste anche barche famose, come per esempio Huck Finn III, un Gallant 53 del celebre navigatore Vittorio Malingri. L’attacco, ad opera di diversi esemplari, è avvenuto la scorsa estate, questa volta alle porte di Gibilterra, e l’equipaggio ha addirittura immortalato il momento dell’assalto in un video. Lo stesso Malingri ha commentato così l’incidente: “Sono stati 10 minuti di morsi al timone facendo girare in tondo la barca, poi testate, botte da paura e barca fuori controllo. Alla fine però il timone è ok e sembra anche diritto. A Barbate c’é un pontile pieno di barche senza timone, compresi catamarani di produzione. Poi i piú si chiedono perché per navigare ci vogliono barche serie”.

Attacchi orche

Surprise e Guia III, due drammi del passato

In realtà nella storia della navigazione gli assalti a barche a vela da parte di orche e altri grandi cetacei ci sono sempre stati. Provocando in alcuni casi conseguenze anche gravi. Tutti ricordano il Surprise di Ambrogio Fogar che il 19 gennaio 1978 mentre navigava da Buenos Aires a Capo Horn con a bordo anche il giornalista Mauro Mancini venne attaccato da un branco di orche e affondò in pochi minuti. Fogar e Mancini riuscirono a salire a bordo della zattera di salvataggio dove rimasero per 74 giorni alla deriva senza acqua né cibo prima di essere recuperati da un cargo greco. Mancini tuttavia morì subito dopo il salvataggio.

Solo due anni prima, nel 1976, un altro assalto da parte di un branco di orche affondò il celebre Guia III di Giorgio Falck a largo di Southampton, Inghilterra. La barca venne attaccata da un gruppo di cinque orche che si gettarono violentemente contro la carena aprendo un’enorme falla sullo scafo e provocandone l’affondamento in pochi minuti. La drammatica esperienza e le angosciati ore trascorse dai naufraghi sino al momento del salvataggio sono descritte nell’intenso libro “Sos, il Guia affonda” scritto da Giorgio Di Mola.


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24 commenti su “Orche ammazzabarche. Cosa sta succedendo”

    1. O forse bisognerebbe farsi due domande per capire come mai branchi di mammiferi spiaggiano altri attaccano l’uomo ….troppe frequenze???? Sta capitando anche a noi e mi sembra evidente da certe risposte. Auguri.

      1. Questo è un pensiero interessante…forse qualche formazione di pianeti particolare che ci rende aggressivi… a noi uomini, ma per le orche potrebbe essere colpa dei pescherecci. Troppi In quelle zone e tolgono cibo e magari sono trattate male e per questo le
        Orche ci allontanano. O ci aggrediscono.

    2. Vanno prese a fucilate? Ma non ti vergogni a dire bestemmie? Contattami su facebook, visto che sei così coraggioso che organizziamo un incontro, tra noi simili..

      1. LA VITA DELLE PERSONE … PARAGONATE A DELLE ORCHE MARINE ???? TI SEI MAI CHIESTO PERCHE’ LE CHIAMANO : “ORCHE ASSASSINE” ????

        1. Hai guardato troppi film di infima qualità . Magari esiste anche un racconto tra le orche di “uomini assassini” …. Chissà poi se chi metti questi commenti naviga ed ama realmente il mare .

        2. l’orca assassina è chiamata così a causa delle sue note caratteristiche predatorie, che hanno a oggetto i pesci di cui il cetaceo si nutre per vivere.

    3. Addirittura fucilate e agli uomini che le catturano x fargli fare i pagliacci negli acquari cosa dovrebbero fare??? Pensa prima di scrivere certe cose xché chi sta invadendo il loro territorio siamo noi con le nostre barchette pensa se venissero a girare a casa tua saresti contento? Nn credo….

  1. Il sistema più efficace è il pinger anti-predazione di Isifish, €150,00. È specifico per i cetacei e non letale. È utile anche in Mediterraneo per prevenire le collisioni con le balene. Se attaccati, la manovra più efficace è lascare tutto e dare motore indietro in cerchio. Assolutamente NON provare ad arpionare, state certi che tra le cause c’è qualche deficiente che ha attaccato il branco.

    1. Bravissimo, qualche deficiente, come il commentatore delle fucilate. Tutta questa arroganza disumana, in un ambiente che continuiamo ad invadere per puro piacere, senza avere rispetto di niente.. purtroppo mi devo contenere nel linguaggio..

  2. In caso di attacco ad un’imbarcazione si tratta di emergenza e probabilmente saremmo di fronte ad una scelta di sopravvivenza…In quel caso vale tutto: marcia indietro, razzi segnalatori, fucile, arpione…e lo dice un’animalista. Tutte le nostre energie dovrebbero convogliare invece in ricerche scientifiche atte alla comprensione del fenomeno e alla sua prevenzione. Anche perché gli attacchi prediligono barche a vela che sono “green” per definizione…

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