Route du Rhum: meteo da incubo in partenza, gli italiani pronti a dare battaglia

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Le banchine di Saint Malo in fremito per la Route du Rhum

Banchine gremite ed atmosfera elettrica, l’attesa per la partenza della Route du Rhum, in programma domenica 6 novembre, sta per finire. Sono 120 gli skipper pronti a partire per la regina delle transatlantiche in solitaria,  per affrontare le 3.540 miglia da Saint-Malo alla Guadalupa. Sulla partenza incombe la possibilità dell’arrivo di una forte depressione con venti da ovest anche oltre i 40 ore subito dopo lo start, una situazione che ovviamente merita la massima attenzione di organizzatori e velisti. In regata ci saranno gli Imoca 60, i Class 40, i trimarani Ultime, i trimarani Multi 50 e le due classi Rhum aperte a monoscafi e multiscafi con la classifica in tempo compensato.

Gli Imoca 60 schierati a Saint Malo

In regata ci sono ben 4 italiani, tra i Class 40 competeranno Ambrogio Beccaria su Allagrande Pirelli, Alberto Bona su IBSA e Andrea Fornaro con Influence. Tra gli Imoca 60 è pronto a dire la sua Giancarlo Pedote con Prysmian. Andiamo a vedere quali sono le loro chance in quella che si annuncia una regata veramente dura sotto l’aspetto competitivo.

Route du Rhum – Gli Imoca 60 e Pedote

L’Imoca 60 Prysmian di Giancarlo Pedote

Giancarlo Pedote si presenta sulla linea di partenza con la sua Prysmian in parte rivisitata. La prua nuova, pensata per diminuire gli impatti sulle onde, è solo il primo step di una serie di modifiche che verranno fatte alla barca, foil inclusi, prima del Vendée Globe 2024. Pedote, inutile girarci intorno, non parte per vincere perché il mezzo che ha a disposizione ha ormai un gap di performance importante rispetto agli Imoca di ultima generazione.

L’obiettivo sportivo realmente raggiungibile dal toscano è quello di migliorare la sua performance e dimostrare di essere in grado di restare stabilmente tra i primi 10 di una flotta che ha un livello semplicemente siderale. In acqua ci saranno alcuni degli ultimissimi Imoca, come la nuova Charal di Jérémie Beyou, anche se il favorito della vigilia è Charlie Dalin, vero mattatore delle regate Imoca 60 negli ultimi due anni. Vedremo chi proverà a interrompere la sua egemonia.

Route du Rhum – Class 40 e i tre italiani

La crescita tecnica della flotta dei Class 40 negli ultimi anni è stata esponenziale, tanto che capita spesso di vedere in regata sui 40 anche skipper che hanno fatto già esperienza sugli Imoca 60. Per i tre italiani il compito sarà abbastanza arduo, ma si presentano tutti e 3 sullo start con mezzi nuovissimi in grado di essere a livello di quegli degli avversari.

Alla Grande Pirelli, Class 40 di Ambrogio Beccaria

La barca più “estrema” è forse quella di Ambrogio Beccaria, che ha esplorato soluzioni innovative (come il bompresso orientabile, il rake dell’albero molto accentuato e un angolo della lama di deriva piuttosto inclinato verso poppa) ma ha avuto pochissimo tempo per potere testare il mezzo. Difficile potere vedere un Beccaria d’attacco come eravamo abituati a ammirare tra i Mini 650: fisiologicamente avrà bisogno di prendere le misure con la barca in Oceano prima di potere passare all’offensiva. Se Allagrande limiterà il distacco nella prima fase di regata, la più dura, poi potrebbero aprirsi scenari interessanti.

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IBSA, Class 40 di Alberto Bona

Alberto Bona arriva allo start un po’ più “rilassato”, avendo avuto alcune settimane in più rispetto a Beccaria per testare la barca. Dalle dichiarazioni della vigilia (“nella prima fase servirà essere marinai più che regatanti”) traspare la sua prudenza e il senso di responsabilità verso un progetto sportivo importante che è nato con il supporto di un’azienda come IBSA.

Video – Alberto Bona saluta i lettori del Giornale della Vela

Ci aspettiamo un Bona che gradualmente andrà alzando i giri del “motore” man mano che la regata andrà avanti, con l’obiettivo principale di finire la prova senza danni alla barca e cercando di stare nelle prime 10-15 posizioni.

Influence, il Class 40 di Andrea Fornaro

Andrea Fornaro è invece l’italiano che ha avuto più tempo per navigare sul suo Class 40 essendo stato il primo a vararlo. Il toscano però si divide tra vela inshore e oceanica, il programma in Class 40 non è quindi il suo unico focus sportivo. Ha dimostrato ai tempi dei Mini 650 di essere uno skipper in grado di far tenere un buon ritmo alle proprie barche e se c’è da fare dei duelli ravvicinati con gli avversari ha le sue carte da giocare. Non parte con la pressione di fare risultato, difficile vederlo in top 10 ma non impossibile.

Route du Rhum – Sfida siderale tra gli Ultim

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SVR-LAZARTIGUE di François Gabart

I maxi trimarani Ultim sono una delle grandi attrazioni della Route du Rhum e gli skipper iscritti promettono un livello semplicemente siderale. François Gabart su Lazartigue, Armel Le Cleac’h su Banque Populaire e Thomas Coville su Sodebo sono i tre osservati speciali di una flotta di 7 Ultime che andranno a caccia del record sul percorso. Il tempo da battere è di 7 giorni, 14 ore, 21 minuti e 47 secondi fatto segnare da Francis Joyon nell’edizione 2018.

Route du Rhum – Un meteo da incubo

La situazione meteo prevista poche ore dopo la partenza non è di quelle che fanno dormire sogni tranquilli agli skipper. Un fronte depressionario importante interesserà il Nord della Francia già in queste ore e condizionerà anche la partenza. Il peggio è previsto nelle giornate di domenica e lunedì, con venti che avranno una base di 20-25 nodi da ovest-sudovest ma con rinforzi annunciati come importanti, anche oltre i 40 nodi e onde over 5 metri. A Saint Malo si sussurra dell’ipotesi di un rinvio, solo un’ipotesi al momento che gli organizzatori vorrebbero fortemente evitare. Probabilmente la giornata di sabato sarà quella decisiva per una valutazione finale.

Gli skipper non premono per partire a tutti i costi, anzi accoglierebbero volentieri uno slittamento di 24 ore, la Direzione della corsa sta prendendo tempo per valutare la situazione. In regate come questa tutti i concorrenti sono coscienti di dovere essere in grado di affrontare venti anche ben superiori a quelli previsti, ma nessun è contento di doverlo fare subito dopo la partenza, con il rischio che un problema tecnico comprometta subito la regata. Saranno ore di riflessione per tutti, se si partirà le prime 24 ore potrebbero essere subito decisive per capire chi avrà il coraggio di osare e di spingersi a ovest, incontro e oltre il fronte, per andare a cercare poi l’autostrada verso sud.

In ogni caso ne vedremo delle belle. Il Giornale della Vela è pronto a raccontarvi dalle banchine di Saint Malo l’atmosfera della vigilia e le impressioni degli italiani.

Mauro Giuffrè

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1 commento su “Route du Rhum: meteo da incubo in partenza, gli italiani pronti a dare battaglia”

  1. Quante cazzate…

    – Se gli skipper pronti a partire sono 120… che ne è degli altri 18? 120+18=138
    – I catamarani Multi 50???… Gli Ocean Fifty possono essere sia trimarani che catamarani, ma ad oggi vi sono solo trimarani.
    – Come mai nella classe Ultim dimentichi di menzionare colui che sarà su Gitana ritenuto l’Ultim da battere?

    scarsino sig. Giuffrè

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