Che barca è Teasing Machine, vincitrice della Rolex Middle Sea Race della bonaccia

teasing machine
Teasing Machine, il 16 metri vincitore della Rolex Middle Sea Race

La 43ma edizione della Rolex Middle Sea Race ha un vincitore.

Teasing Machine vince la Rolex Middle Sea Race

In attesa che si delineino le classifiche complete, è il NMYD 54 (Nivelt-Muratet Yacht Design) Teasing Machine dell’armatore francese Eric de Turckheim il vincitore overall IRC di una delle edizioni della regata più sofferte.

La Middle Sea è di certo il “Fastnet del Mediterraneo”, 606 miglia con partenza da Malta, giro della Sicilia in senso anti orario lasciandosi a sinistra le isole di Stromboli, Favignana, Lampedusa e Pantelleria, con arrivo ancora a Malta. Ma quest’anno è mancato il vento, causando tantissimi ritiri (e ci sono barche ancora in regata).

Teasing Machine, nata per correre in IRC

Vediamo che barca è Leasing Machine, di proprietà del vice commodoro del Royal Ocean Racing Club, Eric de Turckheim (72 anni) e con a bordo anche un italiano, Gabriele Olivo (bellunese, classe 1978, con Luna Rossa alla Coppa America 2003, in qualità di progettista e alla Volvo Ocean Race 2008/09 a bordo di Telefonica Blu). Intanto cominciamo col dire che ha già sfiorato, più volte, il colpaccio. Nel 2017 arrivò terza assoluta e prima di classe, nel 2019 fu seconda di classe, terza nel 2020 e di nuovo seconda lo scorso anno.

La barca, varata nel luglio del 2017 nei cantieri King Marine di Valencia (grandi specialisti del composito che hanno di recente costruito anche FlyingNikka, la prima barca d’altura volante) è un prototipo nato per andare più veloce nell’ambito del regolamento di regata IRC. E’ lunga 16,54 m e larga 4, con una lunga chiglia che pesca 3 m.

L’ha progettata uno studio famosissimo che una volta si chiamava Joubert-Nivelt e che nel 2016, scomparso il fondatore Michel Joubert, l’altro socio dello studio Bernard Nilvelt ha mandato avanti cooptando il migliore dei suoi progettisti, Alexis Muratet.

Chiglia fissa e camminare

La coperta assomiglia molto ai VO65 della Ocean Race, con una configurazione molto simile caratterizzata dal pozzetto aperto. Il suo vero segreto, per vincere in IRC, è la sua chiglia: non è basculante, non è retrattile. Una cara vecchia chiglia fissa, tra l’altro senza bulbo ma con una pinna pesante. L’ideale per guadagnare in termini di rating in IRC, dove a grandi prestazioni corrispondono grandi penalizzazioni in compensato, ed è necessario trovare il giusto bilanciamento tra performance e rating.

“Non è una barca da crociera, è una barca da regata, ma abbastanza confortevole”, aveva raccontato de Turckheim. “Hai l’acqua calda, un forno, due frigoriferi. È molto “cattiva” quando guardi dentro, ma è davvero comoda da usare in termini di cuccette, cucina, doccia. I piccoli dettagli che non trovi su una barca da regata”.

Ad ogni modo, linee tiratissime, costruzione sofisticatissima, equipaggio di bravi velisti con senso tattico hanno fatto sì che si destreggiasse al meglio tra refoli e brezze.

“Come una maratona”

“Vincere la Rolex Middle Sea Race è una grande emozione”, ha affermato de Turckheim. “È la nostra prima vittoria sulle 600 miglia in assoluto, dopo aver ottenuto diversi podi in tutto il mondo. Inoltre, la Middle Sea è sicuramente la nostra “600” preferita per via della complessità del percorso, e dei venti”.

de Turckheim ha una vera e propria passione per le lunghe sulle 600 miglia (come Fastnet e Sydney Hobart): nato in una famiglia di amanti della vela, il suo sogno fin da ragazzino erano le regate come la Sydney Hobart. “È come correre una maratona. Non devi mai mollare, 24 ore su 24, contano la resistenza e il lavoro di squadra. Questa Middle Sea Race era la nostra settima regata su questa distanza e l’esperienza alla fine si è fatta sentire”.

Rolex Middle Sea Race, le classifiche

A livello di classifica IRC overall, Teasing Machine ha vinto davanti al Botin 65 Spirit of Lorina di Barjon e al Reichel Pugh 60 Wild Joe dell’ungherese Marton Jozsa. Primo degli italiani, al quinto posto, il Mylius 60 CK Cippa Lippa X di Guido Paolo Gamucci.

In ORC, Wild Joe vince su Spirit of Lorina, al terzo posto il TP52 Red Bandit.

QUI LE CLASSIFICHE IN AGGIORNAMENTO

QUI IL TRACKING


ENTRA NEL CLUB DEL GIORNALE DELLA VELA
Ti piace il nostro punto di vista sul mondo della vela? Allora non devi far altro che entrare nel club e iscriverti alla nostra newsletter gratuita, per ricevere ogni settimana le migliori news di vela selezionate dalla nostra redazione. Inserisci la tua mail qui sotto, accetta la Privacy Policy e clicca sul bottone “Iscrivimi”.


Una volta cliccato sul tasto qui sotto controlla la tua casella mail

Privacy*


C’è di più! Sul nostro canale YouTube ti aspetta tutta la vela, minuto per minuto. Ma in video!

ISCRIVITI GRATIS

ABBONATI E SOSTIENICI

Hai visto quanta carne al fuoco? Se apprezzi il nostro lavoro abbonati al Giornale della Vela. Non solo ricevi a casa la rivista ma ti facciamo un regalo unico: accedi all’archivio storico digitale del Giornale della Vela e leggi centinaia e centinaia tra i migliori articoli apparsi sulle pagine del GdV dal 1975 ai giorni nostri!

ABBONATI SUBITO


 

Condividi:

Facebook
Twitter
WhatsApp

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Scopri l’ultimo numero

Sei già abbonato?

Ultimi annunci
I nostri social
In evidenza

Può interessarti anche

Ecco come funziona la prima barca a vela a idrogeno

Lo skipper britannico Phil Sharp ha di recente presentato il suo nuovo Imoca “OceansLab”, la prima barca a vela da regata che integra un sistema di energia elettrica a idrogeno. E con questa tecnologia “green” parteciperà al Vendée Globe 2024.

Torna su