Nautica e burocrazia folle. Quattro casi emblematici

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burocrazia dufour 37
Burocrazia impazzita. Il nuovo Dufour 37 è un natante senza targa se batte bandiera italiana. Non potrebbe navigare in Slovenia, Croazia e Albania.

Se pensavate che finalmente la burocrazia nella nautica avesse messo la testa a posto, leggete qui. Scoprirete che ci sono gli incentivi per l’elettrico ma non si sa come ottenerli. Vi renderete conto che per navigare in regola basta una ricevuta e che in Slovenia se non hai la targa ti buttano fuori.

Burocrazia/1. Incentivi per l’elettrico…forse

Arrivano, forse, gli incentivi per chi cambia il motore sostituendolo con uno elettrico. Diciamo forse perché il decreto legge c’è ma, come al solito mancano ancora le norme attuative. L’agevolazione, che stanzia 1,5 milioni di euro per il 2022/2023 prevede il rimborso del 40% delle spese sostenute per l’acquisto di un motore elettrico e del parco batterie, dimostrando la contestuale rottamazione del vecchio propulsore a combustibile.

Burocrazia/2. Se non c’è la licenza

Chi ha acquistato una nuova barca o deve rinnovare la licenza di navigazione se batte bandiera italiana lo sa. I tempi per averla sono lunghi, lunghissimi. Il rischio è quello di non poter navigare nel frattempo. Per ovviare alla lentezza burocratica è stato esteso da 20 a 60 giorni la validità della ricevuta che sostituisce la licenza di navigazione.

Burocrazia/3. Non vai in Slovenia, Croazia e Albania con le piccole

Anche quest’estate chi si è avventurato in Slovenia, Croazia e Albania con una barca non immatricolata ha rischiato di essere buttato fuori dalle acque di quei paesi. Si tratta di una assurda norma di un anno fa delle capitanerie dell’Adriatico orientale che proibisce l’ingresso e lo stazionamento alle barche senza targa. Ma, come si sa, i natanti con lunghezza scafo sino a 10 metri con bandiera italiana, non sono immatricolati e quindi sprovvisti di targa. Il caso più esilarante è di una barca che ha mostrato una targa fasulla…ed è stato accettato!

Burocrazia/4. Non mi rinnovano la patente nautica!

Sono in tanti i diportisti che quest’estate si sono rovinati le vacanze perché non sono riusciti ad ottenere in tempo il rinnovo della patente nautica. Ci sono casi di gente che dopo cinque mesi dalla presentazione della documentazione da parte di agenzie nautiche non aveva ancora ricevuto la patente rinnovata. E’ la dimostrazione che le Capitanerie di porto che emettono anche le patenti sono in affanno e non riescono ad evadere le pratiche nautiche che comprendono anche cambi bandiera e immatricolazione.

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20 commenti su “Nautica e burocrazia folle. Quattro casi emblematici”

  1. Burocrazia/3. Non vai in Slovenia, Croazia e Albania con le piccole:
    Articolo che fa solo confusione:
    1) Se è un natante (realtà solo italiana) non può inalberare la bandiera della Marina Mercantile
    2) L’Italia è l’unico Paese che permette a barche inferiori a 10 metri di non essere immatricolate, quindi non si può risalire al proprietario ed al Paese di provenienza. La La Convenzione di Montego Bay non consente ad unità nautiche di navigare in alto mare ad unità che non siano immatricolate. Con tale presupposto i natanti italiani non sono autorizzati a navigare in Paesi esteri.
    Anni fa non facevano entrare neanche in Francia, poi c’è stato un accordo bilaterale che lo ha consentito.
    Il problema non è italiano ma specificatamente il fatto che in Italia esistano unità non registrate
    Giuseppe Accardi

    1. Bravo Giuseppe perfetto, purtroppo chi non sa nulla parla, scrive, e fa le norme o non cambia l’ assurda norma di non immatricolare i natanti!!!!
      Fabrizio

      1. Antonio Serafino

        Fabrizio mi dispiace contraddirti, i natanti si possono immatricolare e quindi diventare imbarcazioni. All’occorrenza su richiesta del proprietario essendo lunghi meno di 10 metri possono anche essere disimmatricolati e ritornare nello status di natante.

    2. Non proprio. E’ vero che non possono navigare in alto mare, ma nessuna convenzione internazionale impedisce loro di navigare in acque estere. Semplicemente, in quel caso, sono soggette alla Legge dello Stato dove navigano, che quindi può, come nei casi citati, vietarne la navigazione.

      1. Antonio Serafino

        Attenzione Marcello, quello che dici è vero in parte. Se nello stato in cui navighi non prevede la formula del natante e ti vengono richiesti i documenti, se presenti assicurazione e documenti del motore non puoi provare la nazionalità dello scafo pertanto molto probabilmente possono accusati di pirateria o contrabbando

        1. Quello che hai scritto lo so benissimo. ,ma io ho scritto una cosa diversa: nessuna convenzione internazionale impedisce a una barca senza bandiera di navigare in acque estere, ma è solo la Legge di quello Stato (cioè della Stato dove in quel momento si naviga che può decidere se e quali barche far navigare nelle proprie acque territoriali.

    3. Il punto è proprio questo, e per questo anni fa infatti immatricolai il mio barchino di 9,60mt: per poter navigare liberamente e secondo le leggi.
      Credo di essere una mosca bianca

      Francesco

      1. Antonio Serafino

        Attenzione, magari non hanno una sigla identificativa come la Francia ma sicuramente a bordo hanno i documenti dello stato di bandiera che identifica l’unità

    4. Antonio Serafino

      Attenzione, non diamo solo la colpa alla normativa, ma anche a noi. Se uno legge ilnd. Lgs 171/2005 ed il relativo regolamento, la norma prevede la possibilità di poter immatricolare anche i natanti inferiori ai 10 metri, che quindi abbandonano lo status di bene mobile non registrato ed assumono in todo lo status di imbarcazione con un documento ufficiale dello stato di bandiera oltre la matricola d’iscrizione che gli permette di navigare in tutti i mari del mondo. Quindi se l’interesse di un proprietario di un natante è quello di andare all’estero o in acque internazionali può tranquillamente immatricolare la propria unità issando la bandiera italiana

  2. La Montego Bay “non consente di navigare in alto mare” va bene, ma in Slovenia puoi arrivarci benissimo con navigazione entro le 6 miglia.

  3. Fatevi la targa della Laguna Veneta (LV000000). È obbligatoria per girare all’interno della laguna ma nessuno vieta di usarla fuori. Poche decine di euro e avete risolto il problema..
    CIAO

    1. Lo stresso vale per la registrazione obbligatoria per navigare sul lago maggiore.
      E’ da un paio di anni che in Croazia mi danno la “vignetta” presentando quella. Non credo costi nulla.

  4. Apprezzo i ripetuti sforzi di questo giornale di commentare le follie che tormentano i diportisti italiani.
    Potreste aprire le rubriche “strano ma vero”, “forse non tutti sanno che” e una bella pagina di barzellette. Per i rebus basta mettere una qualunque procedura…. Inizierei con l’iscrizione allo STED.

  5. E’ inutile ce la girano sempre come ci fa più comodo, quando si va all’estero bisogna sempre ricordare che si entra in casa d’altri, e con le SUE regole. Inoltre è obbligo informarsi preventivamente delle leggi in quel paese vigenti. Se non vi va bene, immatricolate la vostra imbarcazione !

  6. Il problema dell’immatricolazione satebbe facilmente risolvibile immatricolando i natanti con un registro a parte come si fa per i motorini sotto i 50 cc o per i pescatori. L’alternativa, sempre all’italiana cambiar bandiera. Adesso va di moda quella polacca

  7. Mi dispiace contraddirvi ma in Croazia è assolutamente lecito arrivare con un natante.
    Ve lo dico perché vivo in Croazia da parecchi anni e pochi giorni fa ho portato un’imbarcazione italiana.
    Il problema lo si crea con la Slovenia perché essendo accaduti dei brutti incidenti a causa di alcuni diportisti italiani che con dei gommoni hanno fatto scattare il morto di fatto oggi è vietato attraversare le acque slovene. Se dall’Italia si va direttamente in Croazia non c’è alcun problema nel far entrare un natante.

    1. Giuseppe visto che vivi in Croazia saprai sicuramente che la ” targa ” è obbligatoria, di fatto hanno sempre chiuso un’occhio per favorire il turismo. Saprai benissimo di casi che ad Umago e Cittanova era difficile fare l’entrata venivi respinto e dipendeva di chi trovavi, viceversa a Parenzo e Rovigno si poteva senza alcun problema, casi realmente accaduti.
      La questione dell’immatricolazione nasce da lontano, nasce con il vecchio pagamento della tassa di proprietà, ma in particolare per aggirare l’obbligo delle visite periodiche di sicurezza, quindi tutta burocrazia di cui noi siamo campioni mondiali indiscussi.

      1. Credo che il punto sia proprio questo e non da ultimo, il fatto che per l’Agenzia delle Entrate se possiedi una barca devi avere un reddito da ricco! E se non ce l’hai allora sei un evasore e nulla centra se fai manutenzione con gli amici: per l’ AdE, l’hai fatta in nero.

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