“Abbiamo quasi vinto la Round Aeolian Race su una barca del 1981. Divertendoci come matti”

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joshua II Round Aeolian Race
Joshua II, lo Ziggurat 995 di Salvatore Caradonna, terzo overall (secondo di categoria) in crociera/regata alla Round Aeolian Race. E’ la barca protagonista del bel racconto di Andrea Barbera

Scendere dai Figaro 3 di ultima generazione dotati di foil per salire a bordo di un vecchio Ziggurat 995 del 1981 e divertirsi come dei matti alla quarta edizione della Round Aeolian Race, la regata offshore che circumnaviga l’arcipelago delle Eolie organizzata dallo Yacht Club Capo d’Orlando, in Sicilia.

La vela ha tante anime, e lo skipper Andrea Barbera, che conosciamo bene (è stato il marinaio più votato al Velista dell’Anno TAG Heuer 2020, vincendo il premio del pubblico “Most Voted”) ce lo racconta in questo articolo che ha scritto una volta conclusa la RAR, al terzo posto overall (secondo di categoria), davanti a barche molto più competitive e “tirate” del Joshua II, questo il nome dello Ziggurat 995 di Salvo Caradonna. Alla fine dell’articolo le classifiche della regata.

Se c’era Moitessier si divertiva anche lui

A Mezzogiorno ricevo una telefonata, dall’altra parte del telefono con accento palermitano c’è Salvatore Caradonna, l’armatore di uno Ziggurat 9,95 dal nome importante, Joshua II (il Joshua era la barca di Bernard Moitessier, ndr). 

Con Salvo ci conosciamo di vista e sui social, ci siamo incontrati in altre edizioni della RAR ma non abbiamo mai avuto occasione di stringere amicizia, mi chiama per propormi di partecipare alla Round Aeolian Race 2022 con la sua barca, mi racconta un po’ di Joshua, e da come ne parla capisco che ne è profondamente innamorato. Mi descrive come è attrezzata, che vele ci sono a bordo, mi parla degli altri componenti dell’equipaggio, poi finisce il discorso con, “nn’ama divertiri” (in siciliano “ci dobbiamo divertire”), quest’ultima frase mi colpisce e non esito ad accettare la sua proposta.

Salvo Caradonna e Andrea Barbera
L’armatore dello Ziggurat 995 Joshua II Salvo Caradonna (in primo piano) e lo skipper Andrea Barbera

“Ma su che barca sono finito?”

Il giorno prima della partenza, il 28 settembre parto per Capo d’Orlando e mi incontro con Salvo: mi dice “vieni a bordo che ti faccio vedere la barca”, saliamo su Joshua e mi sembra di fare un salto nel passato (l’ultima regata che ho fatto ero a bordo dei Figaro 3 dotati di foil, al “Nastro Rosa Tour”).

Lo Ziggurat è ormeggiato in uno dei pontili dello splendido marina di Capo d’Orlando dove lavoro con il charter tutto l’anno, il rosso dello scafo è un po’ sbiadito e fa sembrare la barca ancora più anziana, il pozzetto piccolo e scomodo (avevo dimenticato come era su queste barche), interni minimal, stopper vecchiotti di quelli che se non metti in tensione la manovra non si aprono, winch selftail che avrebbero bisogno di essere cambiati, strozzatori a guancia che a volte non tengono e le manovre scivolano, manovelle corte e senza cuscinetti a sfera.

JOSHUA II
Il Joshua II in regata a una passata edizione della VELA Cup di Capo d’Orlando.

Però tutto sommato la barca ha delle belle vele anche se non per tutte le andature, tre fiocchi, una randa e tre spinnaker, le drizze sono in dyneema, rinvii vari, in fondo è abbastanza attrezzata per essere una barca del 1981,  Salvo ha cercato di renderla il più possibile una barca da regata, l’elettronica è essenziale direi quasi assente, niente di sofisticato, un anemometro in testa d’albero, windex, log con elichetta,  una bussola con il vetro opaco, niente tablet, computer, per le interfacce si fa alla vecchia maniera.

Arrivano a bordo anche gli altri ragazzi dell’equipaggio, Lorenzo Falletta il prodiere, Antonio Gitto alle drizze e Giulia Arezzo che sarà il tailer.

Noi contro le “astronavi” alla Round Aeolian Race

In banchina osservo le barche dei nostri avversari, scafi moderni, alcune astronavi, budget stratosferici, decine e decine di sacchi nuovi di vele, frullini, code O, tessuti ultralight, equipaggi agguerriti, professionisti, abbigliati di tutto punto, nella testa penso “quelli sì che fanno sul serio”.

Prima della partenza della Round Aeolian Race 2022: all’edizione di quest’anno hanno partecipato tante barche “tirate”

Non demordo con Salvo e i ragazzi prepariamo la barca, passiamo le scotte, montiamo i circuiti, da bordo scarichiamo quello che non serve, facciamo cambusa imbarchiamo i nostri borsoni e ci andiamo a rilassare davanti ad una buona birra.

Le Eolie in senso orario

Qui approfittiamo per dare un occhiata al meteo sui vari siti internet con i nostri smartphone, con Salvo concordiamo che se le previsioni fossero confermate l’opzione da scegliere sarebbe quella della circumnavigazione delle Eolie in senso orario (la RAR è, assieme all’Elbable all’isola d’Elba, l’unica delle  regate “palindrome” del Mediterraneo e può essere percorsa nei due sensi, orario e antiorario, a discrezione degli equipaggi). 

round aeolian race
L’equipaggio del Joshua II alla Round Aeolian Race 2022

La sera c’è il briefing e subito dopo una cena a buffet per gli equipaggi, un ottima organizzazione come sempre da parte dello Yacht Club Capo d’Orlando che quest’anno ho l’onore di rappresentare come atleta, queste occasioni le considero uno dei momenti più piacevoli di una regata, si scherza, si ride, si scambiano quattro chiacchiere con gli altri team, ci si confronta, in fondo la vela è anche questo, socializzazione e convivialità.

Partenza lenta e spi incaramellato ma…

L’indomani usciamo un po’ tardi dal porto e non abbiamo molto tempo per provare qualche manovra, il nostro equipaggio è nuovo, in fondo non ci conosciamo bene ma troviamo subito una quadra, arriviamo qualche minuto prima dietro la linea di partenza, la leggera brezza presente si azzera quasi e stentiamo a tagliare la linea, subito in assetto però riusciamo a prendere il passo e confermiamo la nostra scelta, giro orario, puntiamo Alicudi, una decina di barche fanno la stessa cosa, il resto della flotta punta Vulcano e gira in senso antiorario.

A bordo di Joshua II alla Round Aeolian Race 2022
A bordo di Joshua II alla Round Aeolian Race 2022

Abbiamo onda lunga al mascone di circa un metro e vento sui 15 nodi la barca in assetto viaggia bene di bolina larga mure a dritta, poi il vento ruota da dietro e decidiamo di alzare lo spinnaker, dopo un ora mentre siamo in recupero della flotta una distrazione al timone e un onda di troppo ci sgonfia lo spi e si incaramella attorno allo strallo, in tre a prua cerchiamo di liberarlo ma il vento lo tiene sotto pressione e una drizza un po’ lenta in testa d’albero si attorciglia attorno e rende la cosa ancora più difficile, dopo mezz’ora riusciamo a liberarlo ma il resto delle barche ormai si sono allungate, giriamo Alicudi e al tramonto doppiamo Filicudi restando senza vento per un po’ a causa della copertura dell’isola.

… mai demordere

Siamo quasi fermi, ci posizioniamo tutti sottovento, sbandiamo la barca il più possibile e riusciamo ad uscire e a riprendere il passo, navighiamo bene e a mezzanotte recuperiamo sul gruppo sotto l’isola di Salina, sono tutti lì impantanati senza vento e noi gli piombiamo addosso a sei nodi e mezzo, usciamo dal canale tra Lipari e Salina e restiamo nuovamente senza vento.

Gli altri sfruttano delle brezze e riescono ad  allungarsi verso Panarea e poi Stromboli, piano piano facciamo due poi tre cambi vele, i ragazzi non si fermano un attimo, la barca è scomoda, gli spazi a bordo sono angusti e non facilitano i cambi vele, ma noi le proviamo tutte, finalmente riprendiamo il passo e arriviamo anche noi sotto la sciara di Stromboli, usciamo dal sottovento del Vulcano e prendiamo il tanto atteso vento da Sud est che era previsto.

Andrea Barbera a bordo del Joshua II
Andrea Barbera a bordo del Joshua II

Doppiamo l’isola e con 17/19 nodi, boliniamo su un bordo unico, prima doppiando Panarea e poi verso le bocche di Vulcano, io e Salvo ci alterniamo al timone, i ragazzi fuori alle draglie non si danno un attimo di tregua, sono straordinari, sempre attivi e pronti ad ogni manovra, passiamo le bocche e ci dirigiamo veloci verso l’arrivo posizionato a largo del porto di Capo d’Orlando dove scopriamo che la flotta davanti a noi è ferma senza vento e riusciamo ad avvicinarci al gruppo viaggiando a quasi sette nodi.

L’idea geniale

Siamo quasi sulla linea dell’arrivo ma il vento improvvisamente abbandona anche noi e rimaniamo a tre miglia dal traguardo, fermi a ciondolare, dopo mezz’ora esce un refolo improvviso e diamo subito lo spi ma cala dieci minuti dopo costringendoci ad ammainarlo, improvvisamente Salvo ha un idea, alziamo il boma di un bel po’ con l’amantiglio e facciamo volare la randa senza il peso del boma che lo tira verso il basso, funziona! Guadagniamo mezzo nodo.

Ci avviciniamo alla fine, vediamo le barche più veloci della flotta lì davanti a noi, addirittura con alcune arriviamo quasi contemporaneamente, pensiamo “cavolo non siamo andati poi così male”. Tagliamo il traguardo dopo 31 ore (il precedente record della RAR) di regata e 145 miglia percorse, stanchi entusiasti e carichi di adrenalina.

“Non mi divertivo così da anni!”

Risultato finale: io non mi divertivo così da anni, un’esperienza che mi ha ricordato molto le prime regate d’altura ai miei esordi, chiudiamo la regata su una barca dell’ottantuno con i suoi limiti, con uno splendido secondo posto nella classe D, davanti a noi solo i favoriti del Dufour 34 Performance Freedom, una barca e un team strapreparato sotto tutti i punti di vista, e terzi in Overall dietro Freedom seconda, e Lisa R, il McConaghy Ker 46 di Giovanni di Vincenzo che stabilisce il nuovo record di percorrenza della regata. 

Dietro di noi in classifica barche dei mostri performanti come J122, Vismara 34, Sly 42, Grand Soleil 43, Pogo, Comet 45s Race, Ice 60, Solaris 40, Italia Yacht 10.98, Adriasail 49 e X-35 One Design. 

Siamo sbalorditi, le scelte e l’impegno a bordo ci hanno premiato, scopriamo che molti sono rimasti fermi in bonaccia sotto Stromboli, noi invece abbiamo navigato quasi sempre bene a parte qualche raro momento di calma piatta, non ci siamo mai risparmiati, i ragazzi hanno dato il massimo persone eccezionali anche caratterialmente, da subito abbiamo trovato un equilibrio a bordo che ci ha fatto stare bene, abbiamo percorso 145 miglia con il sorriso sui nostri visi scherzando tra di noi e rimanendo sempre concentrati sul pezzo

Un’esperienza fantastica, che mi ha permesso di conoscere dei velisti eccezionali con i quali ci promettiamo di rivederci a bordo del mitico Joshua, per nuove avventure, sotto il segno dello spirito del grande Moitessier. Che, ci scommetto, se fosse stato a bordo si sarebbe divertito anche lui.

Andrea Barbera

Tutti i vincitori della Round Aeolian Race 2022

In Categoria Crociera Regata, come già sapete se avete letto il pezzo, la vittoria è andata al Ker 46 Lisa R, ottimo secondo posto per l’imbarcazione di casa Freedom, Dufour 34 Performance di Patrizia Musarra, che si conferma una vera specialista di questa regata. Al terzo posto il Joshua II di Salvatore Caradonna.

Da segnalare anche il primo posto in classe ORC A Corinthian (ovvero senza professionisti a bordo) del Comet 45S Quattrogatti di Andrea Casini.

Tra i multiscafi, vittoria per il Neel 47 Minimole di Aldo Fumagalli che ha avuto la meglio su Met White Whales di Raffaele Brancati.

Nella categoria Cruising con il percorso ridotto da 65 miglia, dopo un testa a testa durato l’intera regata, l’equipaggio siracusano di Le Coq Hardì di Corrado Rizza ha avuto ragione di Shaasa di Francesco Giopato, imbarcazione con equipaggio trevigiano. Terzo posto per la palermitana Le Due Lune di Fulvio Russo.

Info, iscritti e classifiche su https://roundaeolianrace.it/


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5 commenti su ““Abbiamo quasi vinto la Round Aeolian Race su una barca del 1981. Divertendoci come matti””

  1. Peccato non avere detto nulla degli arrivi in reale e delle classifiche nelle classi ORC, il nostro primo posto passato in cavalleria 🙁

  2. Si parla del secondo posto di Joshua in classe ORC D e non del nostro primo in classe ORC A Corinthian – Quattrogatti

  3. Conosco questa barca di simpatici ragazzi, pochi anni fa alla regata torri sarcene da Sorrento a Sapri (100 miglia). Su 40 barche si classficarono primi in overall, poi globulo rosso (Este 31) e noi (stag 32 mahatma) terzi a 7 secondi da quest ultima (sempre in compensato).

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