Il migliore italiano all’Europeo J/70: “Ho festeggiato il compleanno planando”

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J/70
L’Acina Sailing Team in regata all’Europeo J/70 a Hyeres. Paolo Acinapura, l’armatore, è in primo piano

Barche tutte uguali, niente tempi compensati, zero possibilità di “magheggi” di rating. Nelle classi monotipo vince il migliore. Ed è per questo che i velisti più competitivi, con la mente orientata alla regata, le amano.

J/70, in 88 all’Europeo di Hyeres

Una delle classi monotipo di maggior successo è certamente il J70: lo testimoniano le 88 barche che hanno preso parte all’ultimo Campionato Europeo, a Hyeres (Francia).

Sette prove combattutissime con equipaggi da tutto il mondo, anche non europei, che hanno visto l’equipaggio inglese di Calypso trionfare davanti agli statunitensi di Rowdy e ai turchi di Eker Kayak (primi tra i Corinthian, ovvero senza professionisti a bordo).

Europeo J/70 - 1
La flotta sotto gennaker all’Europeo J/70 di Hyeres

Migliore degli italiani, all’ottavo posto overall (sesto tra gli europeo) è stato l’Acina Sailing Team di Paolo Acinapura, vicepresidente della Compagnia della Vela di Venezia. L’equipaggio di Acina, portacolori della CdV, era composto da Salvatore Eulisse (timoniere), Francesco Ivaldi (tattico), Alberto Grippo (tailer 1), Nicolò Cavallarin (tailer 2) e Paolo Acinapura (prodiere).

“Il mio regalo di compleanno? Planate pazzesche!”

Ecco cosa ci ha raccontato Acinapura: “La settimana scorsa ho festeggiato il mio 36esimo compleanno regalandomi la partecipazione con un top team al Campionato Europeo J/70 a Hyères.

Un regalo un po’ diverso dal solito, perché il risultato di una regata non è mai scontato. Un bel ricordo ma anche una vera soddisfazione frutto di passione e tanti sacrifici. A mente fredda, dopo una settimana di riflessione, non posso negare di essermi divertito, su un campo di regata molto difficile, sotto condizioni di vento estreme che ci hanno portato a fare delle planate pazzesche!!!

Se dovessi tracciare un riassunto di questi ultimi 365 giorni, è stato per me un anno molto ricco di gioie e soddisfazioni. Questo risultato a Hyeres ne fa sicuramente parte… Il risultato è da incorniciare ma abbiamo ancora ampi margini di crescita. Dopo un inizio non troppo aggressivo, abbiamo infilato una serie di risultati positivi in top ten. Purtroppo la meteo non è stata clemente e il forte maestrale di venerdì e sabato ci ha permesso di fare una sola prova con raffiche oltre i 30 nodi”.

Europeo J/70, gli altri italiani

Gli altri italiani in classifica overall: 11. Viva (Alessandro Molla, Tommaso Pavan, Niccolò Bianchi, Nicholas Dal Ferro, Carlo Fracassoli); 18. Five for Fighting 4.0 (Tommaso De Bellis Viti, Andrea Airò, Raffaello Perrini, Giulia Conti); 20. White Hawk (Gianfranco Noè, Giuliano Chiandussi, Matija Succi, Giacomo Conti, Sara Zuppin); 23. Ciclone (Yann Inghilesi, Francesco Marrai, Stefano Angeloni, Filippo Buti); 30. La Femme Terrible (Paolo Tomsic, Filippo Baldassarri, Matteo Morellina, Mauro Brescadin); 35. YCI Bulla (Lorenzo Donati, Silvia Galuppo, Cesare Massa, Michele Cutaia, Giacomo Frongia); 45. Baby Birichina (Paolo Trevisan, Guglielmo Frangi, Tommaso Cenci Campani, Pietro Frangi, Filippo Giuri); 87. PP Alphazer (Federico Siringa, Marco Baradaldi, Luca Riccobene, Federico Asioli, Marco Ascari).

Tutte le classifiche complete

J/70, perché piace così tanto?

Lanciato nel 2013, ennesimo progetto vincente di Alan Johnstone il la barca sportiva a chiglia J/70 (6,93 x 2,25 m, 795 kg di dislocamento per 21 mq di superficie velica di bolina) ha conosciuto una rapidissima diffusione con più di 1.500 barche naviganti in più di 25 paesi.

Quali sono i segreti del suo successo? In primis uno scafo pensato bene in termini di accessibilità economica… e fisica. Ad esempio, il costo per una barca usata pronta a regatare (quindi con vele in dacron – sono banditi i laminati per regolamento – e carrello per il trasporto), indicativamente, è intorno ai 30-35 mila euro. Si tratta di cifre più basse rispetto a monotipi di pari fascia. Ma è anche possibile charterizzare le barche affittandole per la stagione.

Il fatto che sia leggermente sottoinvelata la rende meno impegnativa e alla portata anche di chi ha qualche annetto sulle spalle, in tre si conduce tranquillamente (anche se l’equipaggio ideale è composto da quattro persone).

Il J/70 non è un “derivone”, ma un piccolo cabinato: una caratteristica importante che ha contribuito al suo successo. E’ facile, è una barca molto marina e che “perdona” parecchio, è divertente e in Italia ha un circuito seguito e ben organizzato. E, last but not least: permette a chiunque di regatare contro i campioni: il circuito internazionale J/70 ha visto nomi come Paul Cayard, Francesco De Angelis, Hugo Rocha solo per citarne alcuni.

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