Clima impazzito in Mediterraneo con venti da 225 km/h. Le testimonianze

Fonte immagine: video da Facebook – https://bit.ly/3AdDevC

L’acqua straordinariamente calda del Mediterraneo sta portando, come era logico aspettarsi, a fenomeni meteorologici estremi. L’altro giorno abbiamo visto gli effetti di una tromba d’aria sul trimarano di Soldini, ma ad essere colpita in modo durissimo è stata la Corsica. In redazione sono arrivate moltissime testimonianze di cui alcune sono davvero da pelle d’oca. Ecco cos’è successo in Corsica.

Clima impazzito in Mediterraneo: venti da 225 km/h

Mentre Météo France, nel sud della Corsica, misurava raffiche di 224 km/h a Marignana (Corse-du-Sud), anche il resto dell’isola non se la passava meglio. La prima ci arriva da Vincenzo Onorato, armatore e appassionatissimo velista con Mascalzone Latino.

“Ieri (due giorni fa, ndr) ero a Capo Corso – racconta Onoratoe abbiamo preso una incredibile botta di maestrale: 95 nodi di vento e mare come le montagne. Abbiamo avuto danni all’attrezzatura ed alle vele, spaccatoil  boma, lo strallo di trinchetta, il vang. Addirittura un’onda ha piegato il pulpito di poppa. Inoltre  il vento ha disintegrato la randa e la trinchetta, per il resto tutto ok, ma devo rimettere la barca a posto. E pensare che non ero uscito alla cieca, ma guardando con attenzione i bollettini (ne guardo 6) incluso METEO FRANCE e davano 20 nodi, massimo 30 nodi”.

Lo Swan 65 di Vincenzo Onorato
Lo Swan 65 di Vincenzo Onorato

Altra testimonianza ci arriva da Roberto Beccari, un resoconto davvero impressionante. 

“Avevamo in programma un trasferimento ed è saltato, qui in Corsica è un grande casino meteo. Abbiamo preso un temporale questa mattina con raffiche fino a 50 nodi. L’ancora ha arato e vi lascio immaginare il caos. Ci sono stati altri episodi meno intensi, ma sempre significativi. Speriamo che questa notte sia clemente, siamo stremati e determinati. Poi ho ricevuto una richiesta d’aiuto da una barca di un’amica per rintracciare dei suoi amici, una famiglia in barca come noi in Corsica. Non avevano ricevuto più notizie. Ho provato in vari modi e dato il numero della capitaneria della Girolata dove avevano avuto l’ultimo contatto. Vi inoltro il messaggio che ha mandato la sua amica su quanto accaduto, stesso giorno in cui noi abbiamo avuto il nostro “problema”.

“Siamo vivi per miracolo…vivi e illesi (fisicamente). Abbiamo visto la morte in faccia. Pare abbiano registrato vento 300 km/ora poi è saltato tutto. Siamo fuggiti dalla barca sul gommoncino, il vento ci ha capottato, ci hanno salvato dei francesi su un catamarano poi da lì la capitaneria della Girolata ci ha portato tutti a terra. È stato l’inferno!!! È intervenuto l’esercito e la protezione civile. Dalla spiaggia gli elicotteri hanno salvato i feriti e dal mare hanno poi evacuato tutti. Ci hanno portato a Porto, un paesino vicino dove è saltata l’elettricità e le connessioni, ma almeno con l’acqua. Abbiamo trovato un alberghetto dove stare in attesa di capire cosa fare. I ragazzi sono shokkati, ma dobbiamo vedere se la barca è in condizioni di muoversi. Gli ormeggi hanno tenuto, ma ci sono venuti addosso. C’è ancora un’allerta meteo. Aspettiamo quando sarà possibile tornare e capire i danni. Sono morte 5 persone, anche un bimbo di 3 anni. Eravamo una cinquantina di barche e almeno 20 sono affondate o finite sfasciate sulla scogliera.”

Clima impazzito in Corsica: fenomeno Derecho? Cos’è successo in Corsica

Ampliando l’orizzonte l’evento di giovedì ha investito tutta l’Europa, con la Corsica in prima linea. Il sistema temporalesco che si è abbattuto sull’isola francese e sull’Italia ha avuto quest’impatto devastante anche a causa del mare molto caldo. Nei fatti questo sistema temporalesco a mesoscala è partito dalle Baleari, terminando la sua corsa addirittura in Repubblica Ceca. Le origini vanno rintracciate nel calore che l’anticiclone africano duraturo che ha portato il Mar Mediterraneo a temperature anomale con una superficie del mare di 5°C superiori al normale. Questa è senza dubbio stata la “benzina” che ha alimentato un fenomeno di tale portata.

Numerosi media, nazionali e internazionali hanno poi parlato di fenomeno Derecho, come ipotesi. Riportiamo qui una parte di un servizio di IconaClima, dove Federico Pavan di PRETEMP spiega perché questa ipotesi sia molto plausibile.

“Il Derecho è un termine spagnolo utilizzato negli Stati Uniti che significa “diretto”, “su una direzione”. Il derecho è un particolare e raro fenomeno convettivo che si può classificare come tale quando un Sistema Convettivo a Mesoscala (MCS) mantiene venti di almeno 93 km/h per almeno 400 km (fonte: National Weather Service statunitense). Questo sicuramente lo ha fatto. In particolare, questo si può catalogare come “Serial Derecho”, ovvero un derecho derivante da una linea temporalesca contenente al suo interno più echi ad arco (come successo specie dopo il superamento degli Appennini) e che si forma in presenza di aree di basse pressioni organizzate.”

L’eco ad arco, o bow-echo, è una particolare tipologia di temporale in cui un sistema multicellulare lineare assume una forma arcuata nella sua direzione avanzante, dovuta all’azione di forti correnti in ingresso dalla parte posteriore del temporale (rear inflow jet).

Il derecho in questione” prosegue Federico Pavan “si è formato nel corso della notte intorno all’isola di Maiorca e da lì non si è più fermato: la Corsica è stata investita in pieno, prendendosi venti fino a 224 km/h; tutta la fascia tra La Spezia e Livorno e che si estende fino al confine nordorientale italiano, con venti prima fino a 140-150 km/h sul confine Liguria-Toscana e poi persistenti fino od oltre i 100 km/h (vedasi veneziano); Slovenia, Austria centro-orientale ed infine Repubblica Ceca meridionale. In totale il sistema convettivo ha percorso oltre 1500 km, ma per la classificazione a derecho basta il tratto tra Corsica occidentale e veneziano. Il criterio quindi è abbondantemente rispettato.”

Beppe Boniventi

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