Lampedusa, bella e selvaggia: 10 motivi per scoprirla a vela

Fuori dalle rotte più gettonate dai crocieristi, Lampedusa è uno dei pochi luoghi ancora incontaminati del Mar Mediterraneo. Con le sue spiagge uniche, la miriade di grotte e calette, un mare strepitoso e la sua atmosfera unica di isola d’alto mare non potrà che conquistarvi.

Lampedusa è più famosa per le rotte dei migranti che per quelle dei velisti in crociera. Pur essendo al centro del Mediterraneo è infatti l’ultima propaggine d’Italia. Anzi a livello geologico appartiene all’Africa e dal “continente nero” prende anche la luce, dura e accecante. La sua atmosfera invece è quella tipica delle isole d’alto mare, luoghi isolati dove la vita è ancora scandita dai capricci del meteo, dagli scorci selvaggi e con un senso di sospensione del tempo malinconica e maestosa.

Da sempre terra di pescatori, essenziale e genuina, solo dall’inizio degli anni 2000 quando Claudio Baglioni iniziò a portare Vip e musica a Lampedusa con il suo famoso festival O’Scià, l’isola è diventata più conosciuta e frequentata. Ma rimane ancora oggi molto distante dal vortice turistico velico. Insomma a Lampedusa in crociera bisogna volerci andare. Non sono le Eolie, gettonatissime e zeppe di turisti, ma nemmeno le più discrete Egadi o la lunare e chic Pantelleria. A meno che non ci si trovi sulla rotta per la Tunisia o si torni dalla Grecia con un giro largo, Lampedusa è difficile incrociarla, se non per il desiderio di scoprirla in tutta la sua meravigliosa bellezza. Gli stessi servizi nautici a terra sono ridotti all’osso. C’è un solo porto, sempre affollato da unità da pesca e da diporto locali. Comunque un posto di ormeggio o un ancoraggio si trova anche ad agosto. E la ricompensa per chi sceglie di andarci è enorme. Difficile infatti trovare un mare più blu e ricco di pesci, spiagge incontaminate di sabbia bianca, una cucina semplice ma appetitosa e tante altre suggestioni capaci di incantare il velista curioso. In questo articolo abbiamo condensato le 10 ragioni per cui Lampedusa può essere una destinazione top per la crociera a vela.

Esplorare la Riserva Marina delle Pelagie

Insieme alle piccole isole di Lampione e Linosa, Lampedusa fa parte dell’Area Marina Protetta delle Isole Pelagie istituita nel 2002 e amministrata dalla provincia di Agrigento. Una posizione strategica nel Mediterraneo per questo arcipelago che racchiude un tesoro naturalistico che ha pochi uguali e che va preservato. Non a caso il mare di queste isole è stato classificato uno dei più limpidi al mondo. In questi fondali di straordinaria bellezza si trovano pesci di ogni genere tra cui aragoste, cernie, murene, pesci spada, tonni, ricciole, pesci serra, triglie e code di pavone.

Date le forti norme restrittive per la tutela di queste acque e le loro coste, prima di navigare e fare ancoraggi in baie e calette è bene informarsi circa i regolamenti e le ordinanze locali presso la Guardia Costiera o il sito ufficiale della Riserva Marina.

Ammirare l’Isola dei Conigli

Una delle meraviglie di Lampedusa è l’Isola dei Conigli che si trova nella costa Sud Ovest. Sorge al centro di un’ampia baia da sogno, immersa in un’atmosfera incantata, con un’incredibile fauna marina e un’acqua trasparente dalle mille sfumature azzurre. Gli utenti di Tripadvisor l’hanno eletta la spiaggia più bella del mondo. Controversa è l’origine del nome dell’isolotto. In una carta dell’ammiraglio Smith (1824) si legge per la prima volta “Rabit Island” e nelle cartografie successive tale toponimo venne impropriamente tradotto dall’inglese “rabbit”, ossia coniglio. Appare però più verosimile la sua derivazione dal termine arabo “rabit”, cioè “che lega”, “che collega”, suggerendo un riferimento all’istmo che si forma tra l’isolotto e la costa.

Questa baia è un patrimonio non solo dal punto di vista dello spettacolo naturale, ma anche per le ricche e rare forme di vita animale. Qui vivono e nidificano infatti circa 100 coppie di gabbiani. Ma soprattutto è uno dei posti preferiti in cui le famose tartarughe “Caretta caretta” depongono le uova. Vi sono peraltro zone recitante e volontari di Legambiente a presidiare i nidi e le uova deposte da questi animali.

Andare a zonzo tra baie e calette

Le baie di acqua turchina, le spiagge di sabbia bianca e le calette spesso a forma di fiordo sono il punto di forza di Lampedusa. Partendo dal porto e procedendo verso Ovest s’incontra l’insenatura che ospita la celebre spiaggia cittadina della Guitgia. Il tratto di costa successivo è caratterizzato da baie altrettanto suggestive, come Cala Croce e Cala Madonna, particolarmente profonde, e poi ancora Cala Greca e Cala Galera. Sotto un tratto di costa più alta si apre poi la maestosa Baia della Tabaccara, che prelude allo splendore dell’Isola dei Conigli. Subito dopo si trova la deliziosa Cala Pulcino.

Il versante settentrionale dell’isola è caratterizzato invece da coste alte e frastagliate. Superata Punta Parise, si trovano gli Scogli di Pignolta, di Sacramento e il Faraglione, seguiti da Punta Muro e Punta Cappellone che scende a strapiombo sul mare. Poi ancora Cala Ruperta, Punta Taccio Vecchio e Punta Alaimo che marcano un lungo litorale selvaggio. Altro punto d’interesse è il faro di Capo Grecale, dal quale costeggiando una grande baia, detta del Mare Morto e frequentatissima dagli amanti di immersioni, si giunge a Punta Parrino. Da Punta Sottile sul versante meridionale si aprono altre baie di rara bellezza, tra cui Cala Francese.

Entrare nelle grotte dell’isola

Poche isole del Mediterraneo hanno una rete così fitta di grotte marine, comprese quelle sommerse. Lampedusa è meta privilegiata di appassionati subacquei, ma anche di speleologi che si occupano di mappare e studiare queste cavità. Le più grandi si trovano nei pressi di Capo Ponente, nell’estremità occidentale dell’isola. Qui infatti la costa è un’alta parete scoscesa e ospita le imponenti Grotte del Sacramento dove il mare turchese si tinge di sfumature rosa e lilla delle rocce. Subito oltre Cala Pisana c’è la Grotta del Teschio che cela al suo interno una spiaggia di 10-15 m di lunghezza.

Altre grotte da esplorare sono quella del Bue Marino, con un passaggio stretto e profondissimo che termina con una spiaggia proprio sotto la pista dell’aeroporto. Ma anche la Grotta dell’Acqua, quella degli Innamorati e quella del Taccio Vecchio.

Fare whale watching e immersioni tra squali e delfini

Il mare di Lampedusa è tra i più ricchi di cetacei. Sono presenti tre specie di delfino: il Tursiope, la Stenella e il Delfino Comune. Uscendo in barca per un normale giro dell’isola è facile imbattersi in branchi di esemplari e ammirarne le evoluzioni. Esistono anche tour di whale watching per osservare da vicino questi incredibili animali. Nel periodo tra marzo e aprile si possono inoltre ammirare la Balenottera Comune, un gigante che può raggiungere oltre 20 metri di lunghezza e 50 tonnellate di peso, così come la Balenottera Minore e il Capodoglio.

Grazie ai numerosi siti di immersione, alle limpide acque che consentono un’ottima visibilità fino a 40 metri di profondità e alla rara presenza di correnti, le immersioni subacquee a Lampedusa sono ideali anche per i principianti, gli appassionati di fotografia subacquea e di snorkeling. Se poi amate le emozioni forti potete immergervi con gli Squali Grigi nelle acque dell’isolotto di Lampione, un luogo unico in tutto il Mediterraneo dove è possibile avere un contatto diretto e ravvicinato con queste affascinanti creature.

Scorrazzare a bordo di una Mehari

Basta sbarcare a Lampedusa per vederne in giro tante. Gialle, verdi, rosse, bianche, blu, azzurre. Con targhe da ogni parte dell’Italia e di qualunque annata. Sono le Citroen Mehari, vetture cabrio per il tempo libero nate nel lontano nel 1968 e che qui su quest’isola dal caldo africano hanno trovato il loro habitat ideale. Gli abitanti locali raccontano che i primi modelli arrivarono a Lampedusa intorno agli Anni 80, nel periodo in cui l’isola iniziò ad essere frequentata dai primi turisti. Poi a poco a poco gli isolani se ne innamorarono e cominciarono ad utilizzarle, anzi a “sfinirle”. Tanto che ci sono meccanici specializzati in grado di riparare qualsiasi danno a queste simpatiche e iconiche vetture. Non a caso la Mehari è ancora oggi il mezzo preferito da prendere a noleggio per tutti coloro che girano Lampedusa.

Passeggiare lungo Via Roma

Imperdibile per coloro che sbarcano a Lampedusa è la passeggiata nella via centrale dell’isola, Via Roma, dove si può gustare nei tanti bar e locali all’aperto ogni tipo di specialità locale: dalla granita con brioche ai pasticcini al pistacchio, dalla caponata di melanzane alla pasta alla norma. Ci sono anche diverse botteghe di prodotti artigianali o di abbigliamento, assolutamente deliziose. Il corso si anima fin dalle prime ore del mattino fino a notte inoltrata quando ogni locale offre intrattenimenti di ogni tipo, dal karaoke ai concerti dal vivo. C’è anche un’arena all’aperto dove vengono trasmessi film e documentari d’autore.

Visitare il Museo delle Migrazioni

In oltre 20 anni Lampedusa ha visto sbarcare circa 400.000 migranti provenienti dalle coste tunisine e libiche. Si ritiene che almeno 15.000 abbiano perso la vita in mare nel tentativo di raggiungerla. Sull’isola è stato costruito un centro di accoglienza temporanea da 800 posti, gestito dal ministero dell’Interno, che provvede all’identificazione dei migranti e al loro trasferimento. La memoria di questo fenomeno sociale e umano è custodita dal 2012 nel Museo delle Migrazioni che raccoglie un’esposizione permanente di vestiti, libri, scarpe, foto, lettere e utensili appartenenti ai migranti.

La collezione include i legni delle barche recuperate sulle spiagge lampedusane, ma anche di quelle che non sono mai giunte al loro approdo. Un’esperienza da non fare a cuor leggero, ma importante per conoscere da vicino una realtà che si conosce solo attraverso le storie sui social o le pagine dei media.

 

Gustare il pesce d’alto mare

Trattandosi di un lembo di terra siciliana, a Lampedusa il cibo è qualcosa di unico. Parliamo soprattutto di pesce fresco che si trova in ogni specialità locale. Il tonno su tutti, ma anche il pesce spada, preparato secondo tradizione all’acqua di mare. E poi i gamberi, serviti in una speciale insalata profumata di menta, così come la bottarga per insaporire la pasta e il gustosissimo Cous Cous di pesce e verdure. In molti apprezzano anche le busiate con le triglie alla Lampedusana e gli ziti con sarde e finocchietto.

Sull’isola i posti in cui mangiare non mancano. Si trovano principalmente sul lungomare, nella zona del porto e nel centro della città. Ma anche nelle spiagge più frequentate c’è almeno una trattoria o un ristorante di pesce. Interessante anche il mercato allestito sulle banchine del porto di fronte ai pescherecci che alla mattina tornano a terra con il pescato della notte.

Farsi un selfie sulla Porta D’Europa

La Porta d’Europa è un’altra delle esperienze imperdibili da vivere a Lampedusa. Realizzata per mano dell’artista Mimmo Paladino, è stata voluta da Amani e Arnoldo Mosca Mondadori. Si tratta di un’opera realizzata in ceramica refrattaria e ferro zincato, alta 5 metri d’altezza e lunga 3 metri. Esiste dal giugno 2008 ed è stata posizionata sull’ultimo promontorio dell’isola. I materiali con cui è stata realizzata la porta sono stati scelti affinché assorbissero e riflettessero luce, sia del sole che della luna, divenendo una sorta di faro visto dal mare. Per chi arriva dall’Africa, si tratta della prima parte di terra visibile. Simbolo di apertura, ospitalità e accoglienza.

 

 

 

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