“Comprare la barca è un atto irrazionale? Chi se ne frega!”

comprare la barca
Comprare la barca – Un atto “folle”? Forse, ma ne vale la pena. In questo articolo ve lo raccontano direttamente gli armatori (nella foto, l’Arpege di Manuele Micocci)

Comprare la barca a vela è, per definizione, un atto irrazionale. Come dicono gli inglesi, la vela “è stare vestiti sotto una doccia fredda strappando biglietti da 50 sterline”.

Mi sono deciso a comprare la barca e ora sono felice

Qualche tempo fa ce lo siamo chiesti: cosa spinge tanti appassionati a fare il grande passo, spesso contro i pareri della famiglia, fregandosene dei vincoli di bilancio? Così abbiamo pensato di rivolgerci direttamente ai velisti, nelle varie community social dedicate alla vela.

Ci sono arrivate tantissime testimonianze: c’è stato chi mi ha inviato solo una frase, chi ha scritto un “romanzo”. In calce trovate quelle che ci hanno colpito di più. Sono tutte storie di straordinaria passione, che vi riproponiamo con piacere.

Abbiamo bisogno di storie come queste: mandateci la vostra testimonianza all’indirizzo mail speciali@panamaeditore.it! Pubblicheremo le migliori! E se volete fare di più… allegate una foto di voi a bordo della vostra barca!


Armatore… grazie a un libro dal successo inaspettato (Massimiliano Gatti)

Sono tra quelli che “hanno fatto la cazzata” assieme a due amici. Prima avevamo un Jez27: 4 anni di gioie. Era il mitico uccelletto di razza, vincitore della Roma per 2 negli anni 90. Ora avendo fatto la giusta esperienza siamo passati ad un Canados 33, una meraviglia.

Contro tutto e tutti… problemi economici, logistici, di tempo, di famiglia che si oppone… Ma da 7 anni si naviga con gioia. E il tempo ci ha dato ragione. Una elegante ragazza di 39 anni che naviga benissimo!

Volete sapere come mi sono potuto permettere la mia quota del Canados? Ho scritto la mia storia in un libro (“Io Non So Nuotare: Storia Di Un Mezzo Marinaio“), tanto per condividerla, due anni fa. Chi se l’aspettava che avrei venduto più di 4.000 copie! Con i proventi, ho comprato la barca! E’ stata un gioia immensa, non credevo ai miei occhi. Pensate che alla presentazione, avvenuta alla LNI di Ostia sono venuti a sorpresa Matteo Miceli, Tullio Picciolini, Oscar Campagnola e Carlo Auriemma! Ho raccolto più di 20.000 euro senza un editore. Era nel mio destino, a questo punto mi piace vederla così.


Spendo tutto per lei (Guido Pasolini)

Sono un ragazzo di 29 anni, appassionato di vela da sempre e regatante fin da bambino.
Ho comprato il Querida 2 (un Vismara 40, barca che ha vinto un sacco di regate negli anni 97-2000) anni fa e diciamo che tutto quello che guadagno lo spendo per lei, per ridonarle il suo splendore originale. E appena posso esco con gli amici e ci vado in vacanza.

Hai presente quando vedi una barca e dici è lei !!! Sei consapevole di tutti i problemi e i disagi che può avere, ma non ti interessa. Tutti ti dicono lascia stare è una barca invendibile, scomoda mancano un sacco di cose per andare in vacanza etc. etc. E tu preso da una irrazionalità completa la compri.


Come una storia d’amore (Frankie GP)

Ho la barca da 14 anni e non c’è stato giorno che io non sia stata contenta del mio acquisto, neanche quei giorni in cui fatica e maltempo ti logorano nel profondo!! E’ ovvio che è una cosa costosa, che è un impegno enorme economico e di tempo, ma se è la passione che ti anima non ci sarà euro speso meglio ripagato! E’ come una storia d’amore..se quando inizi non sei così pazzo da pensare che durerà per sempre e sarà per sempre meravigliosa cosa la inizi a fare!! Quindi: conviene comprarla. Non per le tasche ma per l’anima..che vale senza dubbio di più.


Tre cuori e un meteor (Dino Lucci)

La nostra esperienza di acquisto è modesta ma piena di soddisfazioni, abbiamo comprato un Meteor in 3 amici, poco più di 1000 euro a testa e poche centinaia di gestione annua.

Otto anni fa, tenendolo a Luino sul lago maggiore dove all’epoca al campionato invernale partecipavano una ventina di Meteor. Io avevo fatto per anni invernali del Tigullio e di Punta ala e ho scoperto un divertimento mai provato. Avevamo 30 anni e ci siamo pentiti di non averlo fatto prima!


Ti affacci dalla cabina e sei al mare (Alberto Moricoli)

Sul perché conviene comprarla vince più che altro quanto si è disposti a fare per tenerla, visti i costi sostenuti. Sacrifici che incidono economicamente, ma allo stesso tempo regalano soddisfazioni. Io mi ci sono mezzo trasferito: il bello di viversela tutto l’anno è il semplice uscire dalla cabina affacciarsi e essere al mare. È un buongiorno!


Galeotti furono i miei 50 anni (Franco Tuzzato)

Ho sempre avuto barche, seppur a motore, fin dalla giovane età, poi passato alla vela con parecchi anni dedicati a vari corsi per perfezionare la tecnica e poi regate. Dopo molti anni ed a causa di motivi personali dovuti ad una separazione mi allontanai definitivamente dalla vela spegnendo ogni possibilità di praticarla ma evidentemente ed ovviamente non spegnendo la passione che c’era dentro.

Per il mio 50° compleanno e soprattutto grazie alla mia nuova compagna decidemmo l’acquisto di una piccola barca a vela, la nostra prima barca insieme. Iniziammo la ricerca, alla fine la scelta era ricaduta su 2 barche una Dehler 25 del 1976 decisamente datata e trascurata ed una Hunter 26 decisamente più recente e quasi impeccabile e dai prezzi non molto discosti.

Quando vedemmo la Dehler con la sua vecchia linea, il vecchissimo Volvo Penta che girava tranquillo, le vele spesse e sporche, quando entrammo nel piccolo quadrato con la confusione di oggetti ovunque e la troppa sabbia che era penetrata ovunque e che ancora nessuno aveva pulito (forse da qualche anno)….fu amore a prima vista, c’era qualcosa di vissuto e di storia in quella piccola barca che ci colpì molto, aveva una vita, aveva bisogno di raccontarla e di una rinascita come ce l’avevo io.

Fu tutt’altro che un acquisto razionale, nessun elemento neppur minimo poteva avere la giustificazione di un acquisto sano e ragionato, dal prezzo rispetto all’Hunter alle condizioni delle vele ed alla vetustà del motore, dalla scomodità degli interni alle condizioni della coperta; fu “SOLTANTO” un acquisto emotivo, sanguigno, anzi, un regalo di compleanno che mi consentì di ripescare la passione per il mare e per la vela, di ripescare me stesso, un evento la cui valenza è andata al di là della semplice scrittura privata di compravendita a dimostrazione che l’acquisto di una barca a vela non è solo l’acquisto razionale e perfetto di un oggetto bensì un investimento, piccolo o grande, per la qualità della vita e che nella maggior parte dei casi è emotività e quindi per buona parte irrazionalità.

A distanza di 5 anni abbiamo cambiato barca per inseguire un altro piccolo desiderio,l’attuale Zuanelli, ma di sovente riguardo con piacere e quasi con necessità le foto di quella vecchia e piccola grande barca acquistata contro ogni regola razionale.


La barca che… era destino (Luisa Monticelli)

Per la mia “bimba” ho rischiato il divorzio, mi sono giocata l’eredità dei genitori di mio marito, gli amici dicevano che era un chiodo, che non era performante, che, anche da usata, costava un botto ma…. È stato amore a prima vista che dura ancora oggi. Non abbiamo divorziato, appena posso ci vado anche sola e quando devo lasciarla mi spuntano le lacrime.

Ora ha 21 anni, ci costa come una figlia in carne ed ossa ma … come una figlia ne siamo gelosissimi. Se ci ragiono so che mi sarei potuta permettere vestiti, viaggi, cene al ristorante al posto di fare salti mortali per le spese di gestione e per quelle extra, ma vuoi mettere anche solo la soddisfazione di cedere il timone ai miei nipotini e vederli in estasi? Non ha prezzo!

La storia dell’acquisto è stata particolare: estate 2007 facevamo casa-porto porto-casa, stagione in Liguria non bellissima per una barca a motore open da 7mt, prezzo della benzina già alto… stufi della situazione mio marito mi dice “vedi se c’è qualche vela usata”, comincio a navigare in internet e trovo un Sunbeam 39, barca che avevamo già visitato al Salone di Genova nel 2000, in vendita su un sito tedesco che dice che si trova in Sardegna.

Dalle fotografie del plotter vedo un Golfo e con le carte nautiche scopro che è il Golfo di Cagliari, in una foto si vede il distributore, con il portolano identifico l’unico porto con il distributore in quella posizione Marina di Capitana. A questo punto chiamo il porto per chiedere se ci fosse una barca in vendita e con chi avrei potuto parlare. Mi mettono in contatto con un broker che conosceva il proprietario e mi procura un appuntamento.

A fine settembre vado giù una settimana e incontro il proprietario che era tedesco di Ludwisburg, con il broker ed una interprete visito la barca, al bar del porto parliamo di soldi, di perizie e di documenti e … la compro! Lo dico a mio marito a sera, lui era rimasto a casa, un po’ perplesso ma in fondo rassegnato.. Sono seguite le perizie, ho fatto fare i documenti ad una agenzia di Lignano perché sapevo più esperti di pratiche non solo nazionali e soprattutto per la lingua.

Alla fine il proprietario mi ha ringraziata anche per questo, ho l’atto notarile in italiano ed in tedesco. La prima cosa che le ho comprato è stata la bandiera italiana e ne sono fiera nonostante tutto! Ultima chicca: Beluga era la stessa barca che avevamo visitato al Salone nel 2000, me l’ha confermato il proprietario che l’aveva messa a disposizione per le visite. Proprio lei … era destino!

Ps.: Non è vero che è un chiodo!


Il maestro di sci che vive in barca (Michele Cortelazzo)

La premessa è che pur non avendo genitori con grandi passioni per il mare, le barche mi sono sempre piaciute, ma non ne ho possedute salvo un piccolo motoscafo che mio padre acquistò per farmi contento all’età di 12 anni e che finì miseramente abbandonato nel capannone di un amico.

Più nulla fino a quando conobbi la madre dei miei figli a fine 2002, una donna che senza il mare non può vivere… Abbiamo fatto parecchie vacanze in barca sia a motore che a vela ospiti da e con amici, ma sistematicamente dopo 12-13 gg di mare scleravo.

Accadde un incidente durante l’ultima vacanza da fidanzati (eravamo solo noi due e lei incinta del primo figlio) con una barca a vela, in cui rimasi ferito fastidiosamente ad una gamba dall’acido rilasciato dalle batterie di una radio che avevamo a bordo. Feci causa alla ditta produttrice ed ottenni un risarcimento. Sentii subito che quei soldi non potevano servire altro che per l’acquisto di una “vera” barca tutta mia A VELA ( i tempi della causa nel frattempo comportarono l’arrivo di due figli).

Subito lei mi chiese sorpresa: Pperché mai se dopo 10 gg di mare scleri, vuoi comperare la barca? Sai che è un impegno importante? Sai che ha dei costi, darsena, manutenzione, ecc..? Se ti stanchi?”

Risposi : “Economicamente parlando andare in vacanza in 4 per 2 settimane a ferragosto in tre anni la pago e per il resto sento dentro di me che se la barca è mia dove posso fare quello che voglio senza l’obbligo di avere estranei a bordo che mi vincolano, il mio desiderio di andar per mare sicuramente aumenterà.., in terzo luogo mi sono sempre arrangiato con lavori di meccanica e varie che sicuramente me ne occuperò con passione personalmente” Lei manifestò con gli occhi un misto di radiosa felicità ad altrettanta titubanza sull’attendibilità delle mie parole, ma non cercò ulteriormente dì dissuadermi.

Accadde dunque che il 28 luglio 2013 acquistai a Monfalcone il mio attuale Elan 33 e con un misto tra entusiasmo, coraggio e spregiudicatezza , il 30 luglio 2013 partii con la famiglia per le vacanze in Croazia in compagnia di un’altra Barca del triestino che me l’ha venduta e di cui sono diventato amico.

La sola preoccupazione erano le manovre d’ormeggio con una barca così grande che non conoscevo (fino ad allora avevo fatto esperienza con una pilotina di 5 ml a motore in laguna dove abito/avo). Non sarei più tornato ed oggi cerco di stare in vacanza almeno un mese.

D’estate vivo in barca, arrivo il venerdì sera esco e mi metto all’ancora in mezzo alla laguna a cenare ed a dormire, sabato veleggiata nei dintorni, rientro domenica sera pieno di energie…. Emozioni a non finire.
Posso dire che è diventata una droga, una droga pulita.
Parola di un maestro di sci…


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