Barca a vela travolta da barca a motore all’Argentario: un morto e un disperso

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Vahiné - Beneteau First 45F5
Vahiné – Beneteau First 45F5 (foto: FB) – Nella foto la barca travolta dall’impatto con il Fairline

Nella giornata di ieri un terribile schianto tra un Beneteau First 45F5 e una barca a motore (probabilmente un Fairline Targa 40) avvenuto nelle acque dell’Argentario ha provocato 1 morto, 1 disperso e 4 feriti. A bordo di Vahiné, una barca a vela di 14 metri, si trovavano tre coppie romane, un uomo è morto e una donna, la moglie dell’armatore, risulta attualmente dispersa dopo essere caduta in mare.

Incidente Argentario – Schianto tra una barca e vela e una barca a motore

Incidente Argentario – La dinamica dell’incidente

Secondo le prime ricostruzioni nella giornata di ieri, sabato 23 luglio 2022 intorno alle 17:20 la barca a vela, che viaggiava a circa 6 miglia nautiche dall’Argentario, a metà strada tra la costa e l’Isola del Giglio, sarebbe stata colpita sul lato destro della poppa da un Fairline Targa 40. A bordo della barca a motore di 18 metri battente bandiera danese viaggiavano 4 cittadini danesi, tutti sentiti dalla Guardia Costiera, che non hanno riportato ferite gravi. Ancora ignoti i motivi che hanno impedito al motoscafo di evitare l’impatto con la barca a vela. Sembrerebbe che la barca stesse viaggiando a velocità sostenuta con il pilota automatico inserito, e che nessuno fosse alla postazione di comando al momento della tragedia. Nel frattempo entrambe le imbarcazioni sono state poste sotto sequestro, la barca a vela, che non è affondata, si trova a Porto Santo Stefano, mentre la barca a motore è stata trasferita a Porto Ercole. Si tratta solo dell’ultimo di una serie di incidenti che, anche quest’estate, stanno accadendo in mare.

Incidente Argentario – 1 morto e 1 disperso, 4 i feriti

Purtroppo in seguito all’impatto è morto Andrea Giorgio Coen, 58 anni, una delle persone che si trovavano a bordo di Vahiné. La salma è stata estratta con difficoltà solo questa mattina dalla chiglia della barca, stando alle ricostruzioni le cause della morte sono da ricercare nell’impatto con l’elica di uno dei motori. L’uomo che si trovava al timone della barca a vela, Fernando Manzo, 61 anni, si trova attualmente all’Ospedale di Grosseto, dove è giunto in elicottero in condizioni gravi dopo aver visto la moglie cadere in mare. Anna Claudia Cartoni, 60 anni, risulta ancora dispersa e i sommozzatori dei Vigili del Fuoco proseguono le ricerche anche con l’ausilio di un robot subacqueo. Gli altri feriti sono stati portati all’Ospedale di Orbetello, due donne che sono state già dimesse ieri sera e un uomo ancora in osservazione. Sull’accaduto è stato aperto un fascicolo per naufragio, omicidio colposo e lesioni. La  Guardia Costiera e le autorità competenti sono al lavoro per chiarire le cause dell’incidente.

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4 commenti su “Barca a vela travolta da barca a motore all’Argentario: un morto e un disperso”

  1. Purtroppo molte barche sembrano fatte apposta per non vedere bene a prua…
    Possibile che le barche a motore tanto costose e veloci non abbiano un allarme per prevenire gli impatti e che non “Mollino” i motori se nessuno reagisce, qualcosa di simile alla frenata automatica che c’è sulle auto, ormai anche a bordo delle utilitarie !!!

  2. Francesco Salghetti Drioli

    Forse se è un targa 40 sarà intorno ai 12 o 13 mt,…non 18. E se era 18 mt la barca a vela non esisteva più…
    Non servono sistemi che ti avvertono…servono marinai sulle barche e non montanari, come non servono marinai in montagna…. dimentichiamoci l’elettronica e riappropiamoci del cervello..è l’unica cosa che serve.
    Dobbiamo ricominciare a pensare e smetterla di affidarci a dei chip…che tra l’altro creano falsa sicurezza che è la cosa più deleteria. Quello che scrive il sig. Ingenito creerebbe ulteriore falsa sicurezza.

  3. In alcuni casi effettivamente rinunciare all’elettronica sarebbe positivo.
    Ma l’orientamento, anche per le auto, è sempre maggiore elettronica e allora sfruttiamola almeno per la sicurezza.
    Si potrebbe fare come per le auto, ad esempio ogni minuto se non si è attenti, si viene avvisati ed in caso non si reagisce un poco alla volta si toglie potenza ai motori.

  4. Tante parole e supposizioni di responsabilità quando anche ad uno sprovveduto sembrerebbe lampante l’accaduto , e comunque a nove mesi dall’accaduto ancora non se ne sa nulla , l’udienza è stata rimandata già ben tre volte , e la moglie ed i figli di Andrea Coen aspettano ancora una risposta dal giudice per poter riavere il corpo del loro caro . Spero che tramite il vs. magazine possiate sollecitare quanto sta accadendo e stimolare chi di competenza che si inizi effettivamente a far luce sulla vicenda .

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