Sono stato in barca alle Azzorre e mi sono (quasi) divertito

azzorre
In navigazione alle Azzorre

Marco Zanini è un nostro appassionato lettore che si lancia spesso in crociere “non convenzionali” e ci manda dettagliati resoconti. Dopo averci raccontato delle sue navigazioni in Bretagna (puntata 1, puntata 2 e puntata 3) e alle Isole Lofoten, ha condiviso con noi questo suo diario di bordo, appena tornato dalle Azzorre.

Ha dovuto affrontare nebbia, pioggia, vento irregolare, navigazioni non sempre facili, acque trafficate, onda lunga e cambi di programma repentini. Ma chi va in barca lo sa. Basta navigare. E il tempo non lo puoi comandare. Ecco il racconto della sua avventura. 

Deciso! Quest’estate ce ne andiamo in barca alle Azzorre

Le Azzorre non erano previste. Tutto è partito a gennaio scorso, quando con il mio amico Mauro Bona avevamo in programma di andare in Islanda. Troviamo una barca in un noto sito, network in contatto con le compagnie mondiali di charter, ad un prezzo abbordabile (3700 euro); versiamo la caparra. Dopo una settimana ci informano che il prezzo era errato e potevano darci la stessa barca a 7000 euro a settimana.

Decliniamo e li mandiamo a spendere per la mancanza di correttezza dimostrata, per fortuna che non avevamo ancora comprato i biglietti aerei, era questione di giorni! Proviamo ad optare per le isole Fær Øer, ma purtroppo le uniche due barche per quel periodo erano occupate.

A Mauro vengono in mente le Azzorre: detto fatto, prenotiamo un Dufour 380 Grand Large a 2600 euro a settimana tramite Filovent. Ecco l’equipaggio: io con mia moglie Maurizia, Mauro con Manuela, sua moglie e Marco, suo figlio di 5 anni. Con noi si aggregheranno gli amici Andrea Vernocchi detto Chubeka e Danilo Biagini. Totale a bordo: 7 persone.

Presi i voli dalle nostre amiche della Zenzero viaggi di Bologna (che voglio ringraziare per la pazienza dimostrata visto che ci eravamo già fatti fare le tratte per Islanda e Fær Øer!) non mi resta che prepararmi la navigazione. Si procede al acquisto della guida delle Azzorre che non esiste ma è implementata nella guida “Atlantic Island” della Imray.

Decidiamo di procedere a grandi linee e con Mauro optiamo per partire dell’Isola di San Miguel, da dove partirà il noleggio, per poi dirigerci verso il gruppo di isole centrali e ritornare.

Ponta Delgada, capoluogo delle isole Azzorre e porto dove ci attende il Dufour 380 GL, dista un centinaio di miglia dal gruppo centrale, quindi si prospettano anche due notti di navigazione da affrontare per accorciare i tempi che sono abbastanza stretti.

Azzorre – Si parte!

Arriva il giorno della partenza, venerdì 24 giugno 2022. Abbiamo deciso di prendere una notte in hotel sia all’andata che al ritorno, per non dover correre troppo o rischiare ritardi con aerei che in questo periodo sono la prassi. Con un volo da Bologna con scalo a Lisbona, nel pomeriggio del venerdì siamo a Ponta Delgada.

L’arrivo in aereo ci mostra subito la situazione meteo che troveremo per i restanti 7 giorni. Atterraggio con nubi bassissime e pioggia non intensa. Fuori la temperatura è mite, ci sono una ventina di gradi e rispetto ai 38 di Bologna si sta veramente bene!

azzorre
La cattedrale di Ponta Delgada, capoluogo delle Azzorre, sull’isola di San Miguel

Mauro e famiglia sono già lì da mezzogiorno, essendo partiti da Milano prima di noi. Si va a cena e ci si organizza per imbarco nel pomeriggio del sabato. Sabato chiamo il charter che ci informa che potremmo imbarcarci nel tardo pomeriggio.

azzorre
La vegetazione lussureggiante all’interno di San Miguel

Decidiamo di prendere due taxi e fare il giro del lago vulcanico nell’interno di San Miguel, prima del imbarco.

azzorre
Il lago vulcanico all’interno di San Miguel

Con 60 euro a taxi ci portano in giro per più di due ore, facendoci vedere i vari posti di interesse, compreso un “ecomostro” di hotel abbandonato dove salendo sul tetto si ammira un panorama mozzafiato.

dell’albergo abbandonato a Sao Miguel
Gli interni dell’albergo abbandonato a Sao Miguel, alle Azzorre

Con calma si mangia, si va a prendere le valigie in hotel e ci si presenta all’imbarco.

Azzorre, da San Miguel a Terceira (buona la seconda!)

Ad accoglierci un ragazzo molto gentile che si chiama Mauro (del charter www.puresailazores.com), per mostrarci tutto e fare check in per poi partire. La barca, come anticipato, è un Dufour 380 GL (11,19 x 3,85 m), equipaggiato perfettamente per navigazione oceanica. Radar, AIS, cartografico doppio, lifeline e zattera di salvataggio con bidone stagno contenente teli termici, radio VHF e acqua. Il tender invece è sgonfiato in un gavone sotto la timoneria, molto comodo e non è in mezzo ai piedi come di solito capita.

azzorre
Il Dufour 38 GL affittato da Marco Zanini

Si cena con un panino e si parte per Terceira, sono 90 miglia ed è la tratta più corta per il gruppo di isole centrale. Sono le 7 di sera, vento leggero sui 10 nodi di bolina larga, si procede con una buona andatura sui 5 nodi.

La gente non va a dormire, sopratutto Danilo e Chubeka che non hanno ben chiaro come ci si debba comportare nelle navigazioni d’altura. Lo capiranno.

Intanto, man mano che procediamo verso NW, e lasciamo la punta W di San Miguel inizia ad arrivare un’onda lunga in piena poppa che ci rallenta di un nodo e ci costringe ad ogni calo di vento a chiudere il fiocco e procedere a motore.

azzorre

Sono le tre del mattino e siamo a circa 30 miglia da Ponta Delgada.

Manuela che aveva iniziato ad accusare mal di mare già da un paio d’ore non ce la fa più e deve vomitare. Decidiamo di rientrare in porto, e lei deciderà di prendere un volo che la porterà a destinazione senza sorbirsi 20 ore di navigazione.

Rientriamo a Ponta Delgada, diversi sono giù a dormire come volevasi dimostrare e per le 8 di mattina siamo in porto a fare colazione.

Manuela e figlio prenderanno un volo il giorno dopo ossia lunedì 27 per il primo pomeriggio e noi partiremo alla stessa ora per Terceira.

azzorre
Il parco marino con isolotto e laguna interna di fronte al porto di Vila Franca.

Intanto per passare la giornata andiamo a Vila Franca do Cambo, altro porto a circa 15 miglia a est di Ponta Delgada, dove c’è un isolotto parco naturale con laguna centrale, ottima zona per fare il bagno e stare all’ancora fino a sera. Raggiungiamo il porto dove ormeggiamo per un’oretta, il tempo di fare spesa, per poi raggiungere l’isolotto antistante e farci un bagno.

Buttata l’ancora abbiamo la fortuna di avere anche qualche ora di sole ideale per asciugarci dalle acque non proprio calde  ma in fin dei conti piacevoli dell’oceano.

Nel pomeriggio rientriamo a Ponta Delgada per la cena al ristorante, per il tour gastronomico locale: ne vale veramente la pena!

Lunedi 27 Giugno, sbarcati i viaggiatori aerei, prepariamo il tutto e partiamo per Terceira, ci aspettano circa 20 ore di navigazione.

Il pomeriggio procede tranquillo con un vento di bolina non proprio ideale che ci farà fare qualche bordo per non dover troppo scendere verso sud. La prima parte della nottata addirittura rinforza fino a 15 nodi e ci permette di stringere senza dover fare virate. Questa volta ho imposto i turni, che partiranno dalle ore 23 alle ore 8 del mattino.

Verso le 4 del mattino il vento cala a pochi nodi, decidiamo di chiudere il fiocco e con randa al centro puntare diretti sul porto di destinazione, recuperando quelle 5 miglia di acqua perse verso sud.

Dopo un paio d’ore riprende il vento: ora è al traverso e ci permetterà, salvo qualche periodo di calma, di procedere fino a Terceira senza usare troppo il motore.

azzorre

In mattinata, a circa 10 miglia dall’arrivo, un branco di delfini ci affianca per diversi minuti.

L’arrivo a Terceira

Arriviamo a destinazione verso le 10 di mattina, in porto Manuela e Marco che ci aspettano. Ormeggio nell’unico posto disponibile, quasi all’entrata su un pontile galleggiante, un po’ movimentato ma va bene. In quei giorni c’era la festa del paese appena terminata e il porto era molto affollato.

azzorre
Terceira, Azzorre

Ci prepariamo per fare una bella escursione del paese, con l’ormai consolidato tour gastronomico.

Il tempo è sempre lo stesso, cambia in continuazione dal sole cocente che ti brucia, alla nebbia con pioggia fine fine che non dà poi così fastidio. Serata con cena in una trattoria locale, poi a dormire per ripartire il giorno dopo.

azzorre
Il Bacalhao con papate dolci. Una delle tante prelibatezze assaggiate da Marco e compagni alle Azzorre

Ritorno a Ponta Delgada

Mercoledi 29 giugno, con calma ci svegliamo e si sta in porto fino al primo pomeriggio, sbarcano Manuela con bambino e si riparte per san Miguel.

Purtroppo la tappa ad Horta che dista 70 miglia non si può fare, sarebbe troppo stretta con i tempi in caso di problemi e quindi ci siamo limitati a visitare solo Terceira.

La riparazione del fiocco

Prima di partire decido di tirare giù il fiocco per riparare uno strappo sulla protezione UV lungo la balumina, nulla di grave e strutturale, era già presente, e la vela non era nuovissima, giusto per stare tranquilli che non si rovinasse di più.

Partiamo con un bel vento che ancora è di bolina, sembra la nuvola di Fantozzi, bene o male è sopra i 10 nodi e ci permette di andare a vela, il pomeriggio passa tranquillo.

La cartografia sul Banco di Joao de Castro

Verso le 20 siamo sopra il banco di Joao de Castro, una struttura vulcanica sottomarina che da mille metri sale rapidamente fino ad una ventina di metri scarsa dalla superficie. Ci fermiamo sopra con una mezza voglia di fare un bagno, poi lasciamo perdere, la luce è abbastanza bassa per poter vedere il fondale e fare al limite un paio di video con la GoPro.

Peccato perché dai video su Youtube lo scoglio pare essere ricco di pesce e si poteva fare qualche incontro interessante.

La cena è molto leggera quasi da dieta, giusto un paio di panini e due prugne in croce (non so perché non hanno voluto comprare qualcosa di più sostanzioso).

Verso mezzanotte il vento cala e si va un po’ a motore, poi si riprende con una buona andatura di bolina larga traverso che ci permetterà di fare un buon tragitto anche con medie sopra i 5 nodi. Questa barca non stringe molto, per fortuna che il vento è girato verso traverso lasco.

Quante navi!

I turni procedono come da programma e pare che le persone abbiano assimilato il ritmo. Verso le 3 l’AIS mi segnala una nave di 120 metri proprio sulla nostra rotta a 10 miglia da noi che procede nella nostra direzione a 12 nodi.

Non si vede nulla, quindi accendo il radar, che era tenuto spento visti i consumi non proprio ideali dello strumento.

radar azzorre

La vediamo con il radar e dopo poco si intravvedono le luci di via e bianche, poggiamo di 20 gradi in modo da spostarci da loro, rimaniamo su quella rotta per 30 minuti poi ci riportiamo di nuovo sulla precedente visto che la nave ora è ben visibile e passerà a sinistra a circa un miglio da noi.

Verso le 5 c’è un’altra nave davanti a noi, poi un’altra a dritta che incrocia la nostra rotta, questa volta il radar funziona già, e teniamo sotto controllo la situazione, non necessitiamo di virare e procediamo sulla rotta per Ponta Delgada. L’isola è già ben visibile, fa già luce e scendo a dormire un paio d’ore.

Alle 8 circa siamo di fronte al porto, entriamo e si fa colazione: alle 10 reimbarchiamo il resto dell’equipaggio arrivato in aereo e decidiamo di trovare una rada per fare pranzo e bagno.

Imbarcati tutti andiamo verso est per ormeggiare alla rada di fronte a Luz Cabo Lagoa, diamo fondo sui 10 m di sabbia (ottima tenuta); di fronte a noi una scogliera ed una spiaggia di ciotoli neri. Il vento soffia sui 10 nodi da terra e finalmente c’è un bel sole che durerà fino a sera con cielo stranamente libero da nubi.

Pranziamo sul posto e “cazzeggio” fino al tardo pomeriggio, per poi rientrare in porto a dormire e cenare in un buon ristorante.

Ultimo giorno pieno alle Azzorre

Venerdi 1 luglio è il nostro ultimo giorno, purtroppo non si possono fare dei gran giri e decidiamo di visitare la costa ad ovest di Ponta Delgada. La giornata è decisamente diversa dal giorno prima, piove, nubi basse vento che va e che viene. Alcuni chiedono di fare l’ultimo bagno, difficile trovare un posto visto che la costa che vogliamo visitare è disseminata di scogli sommersi.

Procediamo con varie andature e virate, il vento è di prua piena, risaliamo per una ventina di miglia poi tra chi ha fame e chi vuole fare il bagno (e il meteo veramente poco attraente), giriamo la prua e ritorniamo verso il porto nel primo pomeriggio.

Prima di entrare in porto andiamo dal benzinaio a fare il pieno, cosa non scontata, visto che non c’è mai e quando c’è ha dei ritmi molto rilassati (comunque persona molto gentile e simpatica), paghiamo il pieno quasi 200 euro (gasolio a 1,77 al litro); evidentemente il motore è stato acceso tante ore, poi ormeggiamo per assestare la barca.

azzorre
Un tipico bar da giramondo a vela a Ponta Delgada alle Azzorre

Serata al ristorante e a bere qualcosa nei locali della zona, Chubeka per non smentire la sua fama di grande nottambulo, ha deciso di fare mattina non so dove, visto che questo posto non è certo Ibiza.

Al sabato verso le 10 come da accordi ci raggiunge Mauro per il check out e ci invita se vogliamo a rimanere a dormire in barca, visto che la settimana successiva non hanno clienti. Purtroppo ho già prenotato hotel e declino l’invito, chiediamo comunque di poter tenere a bordo le valigie ed in serata prima di andare in hotel saremmo andati a prenderle.

Un ultimo bagnetto

Sbarcati decidiamo di prendere un taxi van che ci porti tutti e sette a fare il bagno nelle acque termali di Furnas, nel centro dell’isola.

azzorre
Il bagno alle terme di Furnas

Costo del tragitto in 7 sola andata 50 euro, idem al rientro chiamando un taxi sul posto. Bellissima location in un enorme giardino, molto spartana la sede termale ma veramente bello.

Rientro a Ponta Delgada, Mauro e famiglia avranno il volo alle 19 e noi rimanenti il giorno dopo alle 6 del mattino.

Una settimana è breve, le miglia sono tante

Tutto sommato è andata bene, anche se speravo di visitare tutto il gruppo centrale, purtroppo una settimana è breve e le miglia sono tante. La prossima volta due settimane oppure noleggio su Horta o altro porto, anche se a me piace molto la navigazione d’altura.

azzorre
Marzo Zanini ha scritto per noi questo articolo sulle Azzorre

Colgo l’occasione per invitare chiunque sia interessato a fare navigazioni fuori dalle solite rotte turistiche (si possono fare tante cose in gruppo, basta trovarsi, io ci sono sempre), o a chiunque voglia chiedermi info più dettagliate a contattarmi per mail: zannatrimix@gmail.com

Buon vento a tutti!

Marco Zanini

Condividi:

Facebook
Twitter
WhatsApp

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

In evidenza

Continua a leggere

Swan 55

VIDEO Swan 55 (16m): il bluewater che sa cambiare pelle

Il Cannes Yachting Festival e il Salone Nautico di Genova sono due appuntamenti da non perdere per i cantieri del settore e tutti gli appassionati. La nostra redazione è andata a bordo delle ultime novità, una di queste è il nuovo Swan 55,

sostenibilità

L’abuso della parola sostenibilità nel mondo della nautica

Siamo usciti dai saloni nautici di Cannes e Genova ubriachi di sostenibilità. Sembra, quest’anno, la parola magica da inserire nella comunicazione di ogni cantiere. Va bene, è il tema del momento complice la situazione mondiale. Ma andiamoci piano a sbandierare

Torna su