Vela e sci sono la stessa cosa. Lo rivela uno studio

vela e sci
Foto di Adriano Gatta

Vela e sci, si sa, vanno a braccetto. Sono due sport che esprimono gli stessi concetti: natura, libertà, scenari maestosi, analogie di apprendimento.

Vela e sci sono la stessa cosa. Lo dice uno studio

Ma nessuno aveva pensato ad accostare vela e sci alla fruizione turistica. Lo ha fatto un’interessante ricerca ricerca anglo-americana sugli sport acquatici che afferma: “Vela e sci sono vissuti allo stesso modo. La maggior parte degli sciatori, ogni anno sceglie la località dove andare in vacanza, affitta l’attrezzatura, e parte. Tutto questo più volte all’anno. Così deve essere anche per i velisti. Si naviga cambiando barca e località, magari più volte all’anno. Senza dover pensare ad altro che a fare il weekend o la crociera”.

Questa illuminante analogia vela e sci, traccia nuovi scenari per la pratica della vela e del turismo nautico.

Chi possiede una barca è un vecchio? No!

Ma non è finita, finalmente la ricerca anglosassone sfata un altro falso mito: “Al di fuori dell’industria nautica si descrive il proprietario di una barca come maschio, bianco, di età avanzata, stanco. E danaroso. Oggi non è più così. Soprattutto dopo la pandemia, sono arrivati nuovi armatori giovani”.

E ricorda il dato del mercato statunitense del 2021, dove il 34% dei 420.000 nuovi acquirenti di una barca nuova o usata, l’ha acquistata per la prima volta.

Solo i ricchi hanno una barca? No!

La ricerca sugli sport acquatici sfata un’altra percezione errata sul mondo della nautica. Afferma che: “Il modello tradizionale di proprietà della barca si sta evolvendo. Le nuove generazioni, complice lo sviluppo di piattaforme tipo Air BnB nel mondo delle case vacanza, cercano una barca da affittare per una giornata, un weekend, una settimana senza avere nessuna esperienza nautica”.

La tendenza quindi è quella di rompere uno dei colli di bottiglia allo sviluppo della nautica. La necessità di avere o un patrimonio rilevante o entrate costanti e cospicue per potersi permettere una barca. La ricerca evidenzia la rottura del circolo vizioso che vuole l’acquisto della barca e il suo uso vincolato al dover comprare la barca, l’attrezzatura e così via. Con un esborso iniziale che non tutti si possono permettere. 

Il modello che sta prendendo piede, sostiene la ricerca, è quello di superare la barriera dell’esborso iniziale con la formula “senza vincoli, paghi come vuoi”, passando da una barca all’altra.

Adesso scegli dove andare in giornata

Negli Stati Uniti la tendenza non riguarda più solo la formula di acquisto “boat management”, in Italia “barca in gestione”, dove il capitale versato per la barca ti viene restituito da chi usa la tua barca al posto tuo. Si parla anche di uso della barca come si affitta una vacanza in un albergo.

Negli Stati Uniti prosperano poi i “Club delle barche”, dove in un’unica piattaforma on line trovi offerte di barche vela e a motore gestite appunto dal Club. Puoi decidere di prenderla anche lo stesso giorno, guardi cosa c’è disponibile nella località desiderata. Così il gioco è fatto, l’impulso viene soddisfatto.

Chi se ne frega se non so andare in barca

E arriviamo a ciò che pensano i giovani riguardo alle abilità e capacità velistiche. La generazione dei 20/40enni non ritiene più necessario saper andare in barca per andarci. La ricerca suggerisce un futuro più che prossimo in cui le persone che usano la barca per vacanza non vengono addestrate prima di partire. C’è lo skipper che “guida” la barca, superando il concetto che, per andare in barca in vacanza, si deve imbarcare qualcuno “che ne capisca”.

Se la noleggio poi magari me la compro

Ed ecco un altro mito da sfatare, quello che il noleggio di una barca cannibalizza l’acquisto. E’ stato preso in esame ciò che è accaduto ai 50.000 membri della società “Borrow a boat”. Il 90% dei soci all’atto dell’iscrizione al club ha dichiarato di non avere intenzione di acquistare un’imbarcazione. La stessa domanda gli è stata posta due anni dopo. Il 30% ha dichiarato di avere intenzione di acquistare in futuro una barca. Ed ecco sfatato il fatto che l’affitto cannibalizza la proprietà.

Basta villa sul mare, meglio uno yacht!

L’ultima tendenza, riguarda poi il noleggio di barche di lusso: “Le persone, dopo l’esperienza claustrofobica della pandemia, spendono di più per le vacanze e sono più avventurose, con un deciso passaggio dalle ville di lusso al noleggio di barche”.

Ma siamo pronti a seguire queste tendenze?

Tutte buone notizie per l’evoluzione della nautica da diporto per i prossimi anni, seguendo i risultati di questa ricerca anglo/statunitense. Un’unica perplessità però ce l’abbiamo. L’industria nautica italiana e del Mediterraneo è pronta a migliorare i servizi per supportare queste tendenze? Non ne siamo così certi. Per ora e salvo smentite.

Luca Oriani


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2 commenti su “Vela e sci sono la stessa cosa. Lo rivela uno studio”

  1. Fantastico sillogismo!!
    La barca si noleggia. Gli sci si noleggiano. Allora “vela e sci sono la stessa cosa”
    Tipo: mio nonno girava con 2 gambe e un bastone, gli sgabelli hanno 3 gambe = mio nonno e uno sgabello sono la stessa cosa
    Non vi bastava Napoleone skipper …

    Ah Luca, riguardo il tuo dubbio: “L’industria nautica italiana e del Mediterraneo è pronta a migliorare i servizi per supportare queste tendenze? Non ne siamo così certi. Per ora e salvo smentite.”
    Tranquillo: ho già fatto installare il portasci sopra il bimini. Lo shipchandler mi ha detto non fa a tempo a ordinarlo che si esaurisce subito!
    Un sacco di richieste da tutta Italia, dai grandi Marina tipo quello di Madonna di Campiglio fino ai porticcioli come all’Abetone o Roccaraso
    E il velista mi ha detto che tanti sciatori stanno finalmente passando al gennaker in 3Di per affrontare meglio i fuori pista con pendenze inferiori ai 30°

  2. La produzione nautica si riversa in buona parte nel Mediterraneo, che è uno spazio limitato e fragile, non in grado di assorbire grandi quantità. Avendo questo in mente credo non sia proprio il caso di spingere per creare nuove fette di mercato col solo fine di aumentare la produzione.

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