Scegliere le vele giuste a seconda del vento con il metodo Safe Navigation

vele safe navigationPer sfruttare al meglio tutte le potenzialità della nostra barca occorre sapere qual è il miglior assetto di vele in ogni range di vento e andatura. Ecco perché è importante sviluppare apposite tabelle e tenerle sempre bene in mente. Questo metodo, chiamato Safe Navigation, è stato sviluppato dal navigatore Luca Sabiu che in questo articolo ce ne svela il funzionamento.

Il metodo Safe Navigation per scegliere le vele giuste

Far navigare bene la propria barca dà una soddisfazione enorme al velista. Non solo restituisce il giusto feeling con il mezzo, come se fossimo un tutt’uno con lo scafo, ma permette di sfruttarne al meglio tutte le potenzialità e aumenta il senso di sicurezza in navigazione. Insomma ci si sente dei veri velisti, consapevoli, in completa armonia con il mare e la barca. Sempre più spesso incontro diportisti che nonostante navighino solo con la famiglia, con gli amici, in equipaggio ridotto o comunque inesperto, sarebbero felici di migliorare la conduzione della propria barca.

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Flow, il Class 40 di Luca Sabiu

Interpretare correttamente il meteo, distribuire in modo ottimale i pesi a bordo, avere il giusto timing nelle manovre, assegnare al meglio i ruoli a bordo, sono tutti elementi che contribuiscono ad aumentare le prestazioni della nostra barca. Ma ancora prima, ciò che davvero fa la differenza tra un neofita e un velista esperto è scegliere la giusta configurazione di vele in un dato range di vento e in una determinata andatura.

Navigare con la barca in assetto è la vera competenza a cui aspirare

Sembra banale, ma non lo è. Su quali vele issare e come regolarle al meglio ancora oggi molti armatori vanno a istinto o a memoria, se riescono a pescare dalla propria esperienza. Ma l’assetto giusto di una barca sul “motore” che deve spingerla, ossia le vele, per esempio con 8 nodi di bolina, non può essere lasciato all’improvvisazione. Si tratta del vero banco di prova su cui si misura il nostro essere abili velisti o meno, la nostra capacità tecnica, il nostro ruolo di skipper e comandante della barca. Tutto parte da lì, anche per alzare in seguito ancora di più il livello di navigazione, migliorare le prestazioni e dare il massimo in ogni situazione.

Quello che serve per smettere di improvvisare e cominciare a navigare sul serio è costruire un metodo, il nostro personale modo di stare in barca e curarne l’assetto più efficace in ogni situazione. Si tratta in altre parole di sperimentare i vari tipi di vela che abbiamo in dotazione in tutte le condizioni e in tutte le andature e nello stesso tempo registrare tutto, prendere appunti, farsi delle vere e proprie tabelle. Questi strumenti o promemoria diventeranno decisivi per orientare le nostre navigazioni future, aumentare le prestazioni della barca e farci sentire sempre a proprio agio. In altre parole ci aiuteranno a migliorarci come skipper.

Le domande che ogni armatore dovrebbe farsi

Trovare un assetto corretto quando si naviga non è così facile e scontato. Navigando per esempio solo poche settimane l’anno è giustificato avere una certa apprensione quando si incontrano 25-30 nodi. Ma la domanda da porsi è: stiamo utilizzando la giusta configurazione di vele? Se navighiamo di bolina, a quanti nodi prendiamo la seconda mano di terzaroli alla randa? E se invece stiamo al lasco? Ma il Code Zero che mi sono regalato a Natale esattamente a quale angolo smette di essere efficiente?

A queste domande dovremmo avere delle risposte chiare e immediate. Sarebbe bello leggere una tabella con tutte queste indicazioni chiare e comprensibili, magari redatta dal produttore delle nostre vele oppure dal cantiere che ha costruito la nostra barca. La nostra percezione mentale è “se seguo una tabella giusta, sto facendo la cosa giusta“.

Nella realtà però il problema è che quella tabella non solo non esiste, ma anche se esistesse sarebbe totalmente generica, ossia non costruita su misura sulle nostre reali competenze, il nostro equipaggio, il nostro modo di navigare. E quindi seguendola potremmo legittimamente sentirci inadeguati.

Il mio metodo Safe Navigation: tabelle giuste e su misura

E allora la soluzione è questa: farla noi la tabella di configurazione ottimale dell’assetto della nostra barca. Con due obiettivi. Il primo è quello di riuscire a condurre la nostra imbarcazione sempre meglio, magari anche un pochino più veloce e quindi anche in modo più sicuro. Non dimentichiamoci che è una barca lenta non è più sicura. In mare non funziona come con le automobili in strada dove vale il principio “più vado piano e più sono sicuro”.

In navigazione essere veloci vuol dire anche aumentare la sicurezza a bordo, perché la barca è assettata a dovere, ha le vele giuste e il comfort va di pari passo con le prestazioni. Il secondo obiettivo è di farci sentire degli skipper più consapevoli e centrati nella situazione. In mare le condizioni cambiano continuamente e a ogni variazione dobbiamo fare nuove valutazioni, possibilmente corrette. Ci serve allora una base da cui partire.

Il mio personale metodo di costruire tali tabelle l’ho chiamato “Safe Navigation”, si articola in tre step e voglio condividerlo con voi per costruire il vostro quando siete a bordo. Si tratta concretamente di riportare su un semplice diagramma il tipo di andatura e i nodi di vento e quindi la configurazione ottimale delle vele che abbiamo sperimentato a bordo per ognuna di quelle situazioni. Tutto si basa sull’esperienza concreta e naturalmente è un gran lavoro. Ci servirà del tempo per ottenere uno strumento fatto su misura per noi perché non è sempre facile trovare tutte le condizioni che andremo ad analizzare. Ma, credetemi, è davvero divertente e importante perfezionare la propria Safe Navigation.

Safe Navigation – Step 1: la tabella di assetto base

Prepariamo la prima tabella base, quella che ci darà un idea di massima su come far andare meglio la barca. In questa prima tabella consideriamo una barca da crociera di 42 piedi con equipaggio famigliare e una dotazione di cosiddette “vele bianche” più un Code Zero allestito su frullone, una vela sempre più in uso dai diportisti per la sua grande facilità di utilizzo. È solo un esempio naturalmente, e ognuno inserirà i propri valori. In questo primo schema non consideriamo nemmeno il True Wind Angle (TWA, angolo reale al vento), ossia l’angolo tra l’asse longitudinale della barca e la direzione del vento reale). Inseriamo semplicemente le andature più comuni a tutti.

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Safe Navigation, step 1. La creazione della tabella base. TWA (Angolo del vento); TWS (Intensità del vento reale in nodi)

Obiettivo di questo primo step è creare la nostra prima Safe Navigation, sicuramente sintetica, ma che ci apre la via. Quindi a ogni andatura e range di vento annotiamo il migliore assetto con cui configurare la nostra barca. Come possiamo notare, è lontana da una performance di regata, ma è un buon inizio per scremare e farci fare il primo passo. Quando si rilevano dati inoltre è importante considerare sempre lo stesso tipo di equipaggio o similare. Un gruppo di amici che vanno in barca da molto tempo non possono essere equiparati a un equipaggio familiare con tre bambini a bordo, non dimentichiamolo.

Safe Navigation – Step 2: aggiungiamo l’asimmetrico

Nella seconda tabella della nostra Safe Navigation oltre alle vele bianche e al Code Zero per il nostro cruiser di 42 piedi inseriamo anche una vela asimmetrica, ossia un gennaker (A4) con la calza (snuffer) che in questo caso utilizzeremo nelle andature portanti, più comode. Ognuno poi modificherà i dati in base alle sue competenze. Anche in questa seconda tabella non consideriamo non il Wind Angle.

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Safe Navigation – Step 3: Tormentina e True Wind Angle

Nella terza tabella aggiungiamo ancora qualche elemento. Oltre al Code Zero e al Gennaker A4 con la calza, inseriamo anche una Tormentina che molti diportisti hanno a bordo e armano intorno al genoa avvolto. Ma soprattutto in questo caso oltre alle andature comuni iniziamo a considerare anche il True Wind Angle e ad analizzare più intensità separate del vento.

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Come si può notare da tutte e tre le tabelle, le configurazioni si susseguono seguendo una scala progressiva. È importante infatti prendersi il giusto tempo per scoprire la nostra Safe Navigation. Nel tempo vedremo che la stessa cambierà e prenderemo più sicurezza nel seguirla perché quei dati li abbiamo scritti noi e la nostra mente lo tiene in considerazione.

Safe Navigation – Compilare, stampare e tenere sott’occhio le tabelle

Costruire queste tabelle su misura è un passo fondamentale per conoscere realmente il comportamento della nostra barca e avere sempre sott’occhio il migliore assetto possibile che ci fa navigare al meglio, essere veloci e in piena sicurezza.

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Una volta completate, si possono stampare, plastificare e applicare in un punto del pozzetto facile da osservare, per esempio vicino alla seduta del timoniere. In questo modo lo skipper al variare delle condizioni o dell’andatura avrà sempre sottomano la configurazione giusta di vele e gli basterà una veloce occhiata per sapere sempre cosa fare.

Note importanti:

  • Non avere fretta di forzare ogni tabella.
  • Cominciare con una tabella sottostimata (andrà tutto meglio). È formativa, non valutativa.
  • Raccogliere e annotare dati utili ogni volta che si esce in mare. Si possono fare anche delle foto con lo smartphone prima alle vele e poi all’intensità del vento e una volta a terra si trascrivono e si converte tutto in dati utili.
  • Non farsi condizionare da regatanti, vicini di barca o amici: ognuno ha la sua Safe Navigation!

L’evoluzione della Safe Navigation: Polari e Routage

Abbiamo detto all’inizio che una barca più veloce è una barca che naviga meglio e in sicurezza. E questo vale per tutte le barche, non solo quelle da regata. Le tabelle di Safe Navigation ci aiutano a essere consapevoli delle potenzialità della nostra barca, ma anche a migliorare noi stessi come skipper nel tempo, man mano che accumuliamo miglia ed esperienza. Il passo successivo di questa evoluzione sarà inserire in queste tabelle i dati di velocità, così da costruirsi le proprie polari.

polari
Nella tabella, l’esempio di polari di un Italia Yachts 12.98. Il blu è relativo alle prestazioni del fiocco, il verde allo spi simmetrico. A sinistra il diagramma relativo al vento apparente, a destra al vento reale

I limiti dei grafici polari che accompagnano ogni modello di barca sono infatti noti a tutti. Si tratta di curve che sviluppano i progettisti per studiare il comportamento della barca e pur essendo il frutto di sofisticati calcoli svolti dai software di previsione delle performance, rimangono sempre dei diagrammi teorici e quasi mai attinenti con la realtà. Se su una barca da competizione con un equipaggio di professionisti e gli strumenti elettronici di misurazione perfettamente calibrati, le polari possono avere un certo tipo di riscontro, a bordo di una barca da crociera dove pure le polari sono utili alla pianificazione delle rotte, cercare di seguire questi diagrammi teorici può essere frustrante per lo skipper comune.

Una volta però che andiamo a completare e seguire le nostre tabelle di Safe Navigation con i dati verificati e riscontrati di velocità della barca, l’assetto di vele, il range e l’angolo del vento, ecco che le nostre polari sono perfettamente attendibili perché le abbiamo costruite e collaudate noi stessi. Un simile lavoro reale e concreto si potrà fare applicando alle nostre tabelle di Safe Navigation i dati di un eventuale Routage, quindi il complesso di informazioni meteo, modelli climatici e declinazioni locali di previsione, nell’ambito di navigazioni più lunghe e impegnative.

Insomma come navigatore, formatore Mastersail e regatante, per me le tabelle di Safe Navigation sono da sempre un ottimo strumento per conoscere le mie barche, farle navigare bene e raggiungere ottime prestazioni. Inoltre trovo che siano assolutamente utili per migliorarmi come skipper e sentirmi centrato in ogni situazione, dalla crociera in Mediterraneo ai corsi di sailing coaching, dalle regate in solitario alle traversate oceaniche. Sono sicuro che gratificheranno anche voi. Buon vento e buon lavoro a tutti!

Luca Sabiu*

*Chi è Luca Sabiu

Mi chiamo Luca Sabiu, ma chi ha navigato con me mi conosce come il “comandante”.  Svolgo un lavoro meraviglioso: mi occupo di Formazione e sicurezza in mare. Sono Comandante Navi da diporto da una quindicina d’anni, un professionista oceanico con all’attivo decine di migliaia di miglia e navigatore solitario nella Classe Mini.

luca sabiu

Istruttore federale FIV, UISP e dal 2020 Tutor per la Federazione Italiana Vela, ho creato negli anni una personale didattica da Sailing Coach con un lavoro One2One sull’allievo, centrandomi sull’approccio mentale e la gestione dello stress a bordo, diciamo che mi piace lavorare sulla autonomia del velista. Sono Formatore Altura per il Centro Velico Caprera a bordo del mio Class 40 Flow che è la mia “barca laboratorio”. www.lucasabiu.com


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