“Incredibilmente vivi! Non sappiamo come ma ce l’abbiamo fatta”

poncet e janichon
Poncet e Janichon della tempesta. Il disegno, pubblicato sul numero di novembre 1975 del Giornale della Vela, è del grande fumettista Ferdinando Tacconi.

Nel 1969, dopo essersi costruiti con le loro mani il 10 metri in legno Damien, i poco più che ventenni Jerome Poncet e Gerard Janichon partono per il Giro del mondo in barca. Resteranno per mare 5 anni e 50.000 miglia passando dai ghiacci della Groenlandia alle calde acque delle Antille.

Ci sono stati momenti drammatici. Come quello in cui Poncet e Janichon attraversano una tempesta forza 10 al 56° parallelo sud.

copertina vela
La copertina del numero di Novembre del 1975 da cui è tratto l’articolo che segue

In questo estratto dell’articolo pubblicato sul Giornale della Vela numero 5, del novembre 1975, i due navigatori francesi raccontano i momenti più drammatici dell’esperienza. La barca compie tre “360°” su sé stessa in due ore.

Poncet e Janichon: “Tre 360° in due ore”

“Damien è capovolto per la terza volta, imbarca acqua e resta a testa in giù, ecco le sensazioni che i due marinai francesi provano, intrappolati sottocoperta, inermi nel pieno della tempesta:

Per un marinaio è una bella fine. Finire con la propria barca. Abbiamo pronunciato il nostro addio, parole di amicizia.

Le lunghe frasi sono inutili fra noi e non siamo qui par fare del cinema…A poco a poco il torpore ci avvolge…mi addormento. Non possiamo agire o reagire perchè non c’è nulla da fare con una barca che ha la chiglia per aria, con l’acqua che penetra non si sa da dove, con la volontà che non esiste già più…Nella cabina del Damien c’è un senso di estranietà.

vivi per miracolo

Un senso capovolto. Provate a immaginare il vostro mondo di tutti i giorni, rovesciato: e voi che camminate sul soffitto, al buio…

Come può una barca vela con una zavorra di 1600 kg rifiutarsi di recuperare immediatamente il suo equilibrio normale? Basterebbe un’inezia affinché il braccio di leva della zavorra entrasse in funzione e facesse ritrovare allo scafo la logica del centro di gravità…la barca si agita: l’acqua che c’è all’interno si mette a sciabordare.

E poi il tumulto e Damien ridiventa Damien e si raddrizza sulla sinistra. è durato un secondo solo, con aggressività selvaggia, come per il grido del neonato all’atto di nascita.

Ed è una nascita! Lottiamo febbrilmente contro l’annegamento, l’acqua ghiacciata s’insinua dappertutto. Ci vogliono alcuni secondi per renderci conto che siamo vivi, che la barca galleggia”.

Damien, la barca dell’avventura di Poncet e Janichon, oggi è monumento storico francese.


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Ti è piaciuta la storia di Poncet e Janichon? Clicca sulla copertina qui sotto per sfogliare la versione integrale dell’articolo pubblicato sul numero di novembre 1975 del GdV.

1975 Anno 1 n. 5 novembre pag. 4-7

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1 commento su ““Incredibilmente vivi! Non sappiamo come ma ce l’abbiamo fatta””

  1. A parte qualche numero che (per un qualche motivo) non ho avuto la possibilità di acquistare, ho già tutti i numeri del Giornale della Vela nella mia biblioteca…

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