Cosa fare alla barca da crociera per farla partecipare alle regate

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Regatare con la barca con la quale normalmente andiamo anche in crociera non deve essere un taboo, ma può diventare anzi una bella alternativa con cui utilizzarla anche al di fuori delle vacanze estive. Molti pensano che con una barca da crociera sia inutile provare a cimentarsi in regata, ma in realtà per divertirsi basta avere le idee chiare su come preparare il nostro mezzo e partecipare ad eventi che siano alla sua portata. Da dove si comincia quindi per preparare una barca da crociera per le regate, e a che tipo di eventi conviene partecipare?

FARE FUNZIONARE TUTTO

Prima di pensare alle vele e ad operazioni più sofisticate, se vogliamo portare una barca da crociera in regata dobbiamo partire dall’A,B,C, ovvero dalle manovre e dagli accessori di coperta. Se portiamo la barca in regata è verosimile che sarà sottoposta a uno stress maggiore rispetto a quando veleggiamo in crociera, va fatto quindi un check completo di ogni cosa. Tutto deve funzionare al meglio ed essere in buone condizioni: verificheremo allora la tenuta delle drizze, sostituendo quelle che si allungano non appena si alza leggermente il vento.

Delle drizze in dyneema faranno certamente al caso nostro, anche scegliendo una cima che non sia per forza di altissima fascia. Controlleremo se le calze delle drizze presentino punti di usura che potrebbero peggiorare sotto carico, e revisioneremo gli stopper per essere certi che anche con brezza tesa tengano ferme le cime. Simile check andrà fatto con tutti i bozzelli, in particolari con quelli a piede d’albero della drizza della randa, del fiocco e dello spinnaker, ma anche i bozzelli che utilizzeremo come rinvio per le vele da andature portanti andranno controllati. Se abbiamo a bordo bozzelli di qualità entry level è possibile che le plastiche abbiano delle microlesioni causate dal sole, in questo caso la puleggia va sostituita.

TUTTO PARTE DA UN BUON LAVORO DI CARENA

Finita la parte riguardante l’attrezzatura di coperta, è tempo di un’altra operazione basilare, ovvero la preparazione della carena. Si tratta di un argomento troppo spesso sottovalutato, che invece è alla base delle performance di qualsiasi barca a vela, anche di quelle da crociera. La prima cosa da fare è quella di scaricare tutti gli strati di vecchia antivegetativa, portando la carena praticamente al gellcoat. Bisogna infatti eliminare lo scalino che si crea con l’applicazione della vernice stagione dopo stagione se non siamo soliti carteggiarla completamente.

Una volta portata la carena a zero solitamente si applica un primer protettivo sopra il gellcoat, lo si carteggia leggermente dopo che si è asciugato, e si procede ad applicare la nuova antivegetativa. La soluzione migliore è applicare un tipo di vernice che possa essere data a spruzzo. Questo farà si che non avremo vernice in eccesso e lo strato sulla carena sarà il più sottile possibile. Dopo averla applicata e avere atteso che si asciughi, prima del varo si procede a un’ulteriore carteggiata della carena con carta finissima, quasi una carezza, per eliminare eventuali imperfezioni.

La carena, anche se fatta a spruzzo, potrebbe risultare infatti leggermente rugosa, per fare un buon lavoro ogni minima asperità dovrebbe essere eliminata. Se la prima regata che faremo sarà a settimane o mesi dal lavoro di carena, sarà sufficiente un leggero lavaggio, con panno e spugnetta, da parte di un sub prima dell’evento a cui parteciperemo, per garantirci ottime caratteristiche di scorrevolezza.

OCCHIO ALLE APPENDICI

A proposito di carena e appendici, insieme a un costruttore professionista possiamo verificare se ci sia la possibilità di sfinare il bordo d’uscita di bulbo e timone. Spesso sulle barche da crociera il profilo d’uscita è piuttosto abbondante, il che causa vibrazioni quando la barca accelera e maggiore resistenza idrodinamica. Ridurre leggermente il bordo d’uscita della pinna e del timone ci aiuterà ad evitare il problema e migliorerà l’idrodinamica della barca, ma il lavoro va fatto fare a un professionista che ne valuterà la possibilità o meno di eseguirlo.

A questo punto avremo una barca con l’attrezzatura di coperta revisionata e con una carena tirata a lucido. Siamo pronti per il prossimo step.

Mauro Giuffrè

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