151 Miglia, polemica sul sistema di rating che ha falsato le classifiche?

151 migliaE’ stata una 151 Miglia emozionante e ricca di colpi di scena (come vi abbiamo raccontato QUIInvece QUI il focus sul modello che ha vinto in ORC Overall, il Grand Soleil 40), con 263 barche al via, corsa in condizioni che gli anglosassoni definiscono “challenging”, per equipaggi e tattici.

E sono proprio queste condizioni variabili di intensità e direzione del vento che hanno dato adito a polemiche riguardo alla scelta del sistema di calcolo dei tempi compensati adottati per la regata. Come racconta un armatore che ha preferito restare anonimo e che circostanzia il perché il sistema Performance Curve Scoring non era, secondo lui, quello corretto da utilizzare in una regata “lunga”.

Dopo averla letta, fateci sapere cosa ne pensate con un commento.

Noi “beffati” alla 151 Miglia dalla scelta di un sistema di rating errato

Gentile redazione del Giornale della Vela,

Sono un vostro affezionato lettore da tanti anni, nonché un appassionato armatore e regatante con una frequentazione dei campi di regata italiani e non che definirei… rilevante. Ho letto il vostro report sulla 151 Miglia 2022 e ho notato con piacere che avete segnalato l’enorme stortura che si è creata con le classifiche in tempo compensato.

Il sistema Performance Curve Scoring

Ritengo che l’utilizzo del sistema di calcolo Performance Curve Scoring in una regata di 151 Miglia sia un pasticcio di cui non si sentisse affatto il bisogno, soprattutto dopo quanto successo già alla Regata dei Tre Golfi a Napoli.

Per farla breve il PCS, come da voi spiegato, prevede che ogni barca abbia un rating differente a ogni step di vento: per esempio con 6 nodi la mia barca avrà un determinato rating, con 8 un altro e così via, in base alle previsioni di velocità che il sistema ORC e il VPP fanno della barca.

Come si fa stabilire il “vento medio” in una regata d’altura come la 151 Miglia?

Un sistema che tra le boe, con un campo di dimensioni contenute dove il CDR possa rilevare al meglio il vento e verificare che il sistema giri bene, quasi funziona, ma che diventa ingestibile in altura. Come si fa a stabilire quale sia stato il vento medio esatto su una regata di 151 miglia? Praticamente impossibile.

In teoria ci penserebbe in automatico il sistema ORC a farlo, prendendo il riferimento cronometrico della prima barca in tempo reale sul traguardo, e calcolando da quello l’intensità di vento ipotetica avuta sul percorso. Ma si tratta di un sistema di calcolo che non tiene conto di molti fattori che si incontrano durante una lunga. Per esempio la prima barca è arrivata sul traguardo svariate ore prima delle altre, che potrebbero benissimo avere incontrato nel frattempo condizioni di vento radicalmente differenti.

LEGGI QUI LA REPLICA UFFICIALE DEL COMITATO ORGANIZZATORE DELLA 151 MIGLIA

La regata per il Comitato si è corsa con 6 nodi d’aria ma ci sono stati anche 25 nodi!

Sta di fatto che per la 151 Miglia 2022 il sistema ha stabilito che la regata si fosse corsa con 6 nodi. Quando abbiamo appreso questo numero all’arrivo non sapevamo se metterci a ridere pensando che fosse uno scherzo o se fare una protesta ufficiale contro il Comitato.

Vi do qualche dato: abbiamo doppiato la Giraglia con 25 nodi di vento, in una situazione in cui eravamo indecisi se dare o meno una mano di terzaroli, cosa che alcune barche hanno per esempio fatto. Abbiamo navigato verso l’Elba alternando fiocco medio e fiocco 3, con vento sempre sopra i 15 nodi. Anche sotto l’Elba, quando il vento è calato, non ci siamo quasi mai fermati.

I rating per i 6 nodi imponevamo ai grandi della flotta di dovere dare un distacco molto importante ai piccoli, margine che era fisicamente impossibile da ottenere nelle condizioni, spesso di vento fresco, che abbiamo incontrato. Se ci fossero stati realmente 5-6 nodi la cosa sarebbe stata, forse, fattibile, ma con la media d’intensità avuta, con tutta la flotta che ha avuto pochi stop, era praticamente impossibile per noi fare risultato.

Non conosco le ragioni per le quali il 30 maggio gli organizzatori abbiano comunicato che sarebbe stato usato questo sistema di calcolo, ipotizzo recependo un’indicazione da parte dell’ORC o dell’UVAI.

LEGGI QUI LA REPLICA UFFICIALE DEL COMITATO ORGANIZZATORE DELLA 151 MIGLIA

Ci sono valide alternative al sistema, perché non usarle?

In ogni caso i certificati ORC danno delle valide alternative, come il numero All Purpose Time On Time che sarebbe particolarmente adatto alle lunghe dato che fa una media delle performance delle barche in tutte le andature e diventa quindi più vicino alle situazioni che si incontrano in una lunga.

Inutile dire che la beffa c’è: usando un altro sistema di calcolo la classifica sarebbe stata completamente stravolta, provate per credere e vedrete che quanto vi scrivo corrisponde a verità. Barche che sono finite sul podio della classifica overall forse non sarebbero neanche nella top 10 in alcuni casi, basta scorrere anche la classifica non ufficiale di YellowBrick per farsi un’idea di cosa sarebbe potuto succedere.

So che quanto scrivo suonerà antipatico a molti, e passerò per il solito armatore del “barcone” che frigna perché non ha avuto la sua coppetta. Della coppetta in realtà me ne frega poco o nulla, anzi per i miei gusti ci sono troppi premiati in queste regate, quello che mi interessa quando faccio un’attività sportiva, quale ritengo sia regatare, è che ci siano regole chiare e il più possibile “fair”.

Una classifica che sminuisce anche chi ha vinto?

Una classifica così fatta sminuisce anche il valore del risultato di chi ha vinto, verso cui, ben inteso, va tutto il mio rispetto e i miei complimenti per avere portato a termine una regata niente affatto banale. Questa non è una polemica grandi contro piccoli, non voglio essere frainteso, ma è una richiesta di chiarimento verso chi organizza le regate e verso chi gestisce il sistema dei certificati di stazza.

Detto ciò l’anno prossimo parteciperò alla 151 Miglia, e alle regate offshore, solo previa precisa indicazione del sistema di calcolo che verrà adoperato. Non è una faccenda di convenienza o meno ma di equità. So che l’ORC e i sistemi di compensi in generale sono dei parametri perfettibili, ma se chi organizza le regate ci mette anche del suo per creare questi pasticci i meriti sportivi finiscono per passare in secondo piano, e allora regatare così non mi interessa più.

Se voglio andare a passeggiare posso farlo anche senza mettere a punto un team di decine di persone, senza spendere cifre importanti per preparare la barca, nonché energie fisiche e mentali per affrontare una stagione impegnativa come quella che stiamo facendo.

Per ragioni di privacy preferisco rimanere anonimo e non rivelare il nome della mia barca, ma spero comunque che abbiate voglia di pubblicare questa mia e che chi di dovere la legga e ne recepisca il messaggio.

Cordialmente,

Un Armatore Deluso

LEGGI QUI LA REPLICA UFFICIALE DEL COMITATO ORGANIZZATORE DELLA 151 MIGLIA


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