Svergolare le vele: quando, come e perché si regolano così

Svergolare le vele è un’espressione che spesso si legge o si sente dire in barca, ma cosa significa esattamente e quando e come le vele vanno svergolate?

Partiamo dalla definizione: una vela è svergolata o twistata quando la sua parte alta in balumina è più aperta rispetto alla sua porzione inferiore. In pratica la testa della vela ha la balumina meno tesa rispetto alla parte bassa, questo crea l’effetto twist/elicoidale.

Quando e come svergolare le vele

Normalmente le vele vanno twistate di bolina con poco vento, per cercare di tenere la testa più aperta e la vela più potente. Per il fiocco si portano i carrelli un po più avanti del solito, si cazza verso l’interno il barber se presente,  e si tiene la scotta leggermente più lascata per fare respirare la parte alta. Avremo la parte bassa della balumina tesa e piuttosto interna al punto di scotta, con la testa del fiocco aperta. Operazione simile con il genoa: carrello avanti e scotta con un po meno tensione del dovuto. La randa si svergola invece portanto il carrello quasi al massimo sopravvento, lascando un po di scotta e tenendo il vang quasi scarico. Visivamente vedremo la parte bassa della balumina che sarà in linea o leggermente sopravvento alla mezzeria della barca o al paterazzo, e la testa della vela invece più aperta sottovento.

Un effetto simile sul fiocco lo si ricerca anche con vento molto forte, ma la regolazione è diversa. In questo caso  non avremo il carrello avanti ma piuttosto indietro, e sarà questo a fare aprire la testa della vela perché la scotta invece sarà cazzata al massimo del trim e il barber sarà appena appuntato o scarico. Complessivamente la vela sarà svergolata ma molto più magra rispetto alla situazione di vento leggero. Operazione analoga si effettua col genoa.

Mauro Giuffrè


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