PROVA Jeanneau Yachts 65: la nuova ammiraglia del cantiere francese

Cannes ci accoglie per le annuali prove in mare organizzate da Jeanneau in un pomeriggio di inizio primavera sferzato ancora da correnti invernali, con un vento da sud ben oltre i 20 nodi che promette di rendere frizzante la nostra uscita in mare. Le barche ci aspettano già pronte e ormeggiate ai pontili, e il Jeanneau Yachts 65 è facilmente riconoscibile da lontano. Non solo per la lunghezza della barca, dato che si tratta della nuova ammiraglia, ma anche perché il cantiere ha optato per farci provare sul 65′ l’opzione del pozzetto quasi totalmente coperto. Il Jeanneau Yachts 65 viene offerto anche in questa con figurazione, con il rollbar e una copertura semi rigida del pozzetto, ma apribile in alcuni punti, e il meteo della nostra giornata da questo punto di vista era quello ideale per provare questa configurazione. Questo 65 piedi, che è stato progettato da Philippe Briand, Andrew Winch e dal Design Team Jeanneau, è un cruiser puro dedicato principalmente alla crociera armatoriale o al charter. Oltre a essere la nuova ammiraglia, fa parte della linea Yachts di Jeanneau: quella che il cantiere vuole dedicare alla crociera di lusso, con barche sopra i 50 piedi. Modelli sui quali sono più ampie le possibilità di personalizzazione rispetto ai Sun Odyssey e Sun Fast, gli altri due brand del gruppo. A proposito della copertura del pozzetto, per esempio sul 65 è possibile scegliere tra l’opzione da noi provata e una a pozzetto classico e aperto con il solo rollbar. Ma sono diverse le soluzioni che si possono personalizzare, soprattutto per quanto riguarda gli interni, e non solo, come vedrete.

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La prova del Jeanneau Yachts 65 in mare

Al momento dell’uscita in mare il vento ha rinforzato fino a circa 25 nodi, con raffiche superiori, con un’onda piuttosto corta e ripida. La barca della nostra prova era equipaggiata con randa avvolgibile in laminato, non steccata, e fiocco autovirante. Abbiamo navigato con la randa aperta a circa il 70% e il fiocco prima allo stesso modo poi tutto aperto quando il vento è stato meno rafficato. La barca è facile da condurre anche con vento sostenuto, grazie alla doppia pala del timone le cui ruote sono dotate di un’ampia demoltiplica che le rende leggere anche a barca sbandata. Le manovre sono collocate tutte a poppa vicino ai timoni, la posizione è comoda per poterle avere a portata di mano mentre si resta alla conduzione. Tuttavia avere tutte le manovre a poppa non sempre semplifica la situazione, dato che ci costringe ad avere tutte le “code” delle cime nello stesso posto. Per questo motivo è stato posizionato adiacente alla batteria di winch e stopper un gavone porta cime, che ovvia almeno in parte al problema. Un piccolo prezzo da pagare per avere però di contro però la zona living del pozzetto completamente sgombra da cime o manovre. Con vento tra 20 e i 25 nodi la barca non ha fatto fatica a camminare tra i 9,5 e i 10 nodi con un angolo tra i 60 e 65 gradi di reale. Quando si stringe di più il vento la velocità diminuisce intorno agli 8 e in generale la barca non sembra amare gli angoli stretti, almeno in questa con figurazione di vele. La larghezza pronunciata, il dislocamento importante, e la copertura totale del pozzetto del resto non sono caratteristiche che si sposano bene con una bolina stretta. Probabilmente nella versione con solo rollbar e senza copertura del pozzetto, attrezzandola con una classica randa steccata con lazy bag, la barca migliorerà in modo sensibile anche in quest’andatura. Consigliabile in tal proposito scegliere l’opzione a pescaggio più profondo, più idonea a migliorare la navigazione di bolina.

Ecco come sono il pozzetto e la coperta del Jeanneau Yachts 65

In generale la copertura totale del pozzetto, se si apprezza a livello di temperatura e riparo dalle intemperie, fa perdere qualcosa in termini di conduzione della barca se vogliamo stare al timone, dato che la visuale verso prua viene in parte sporcata. Un assetto che può essere funzionale se facciamo navigazioni molto lunghe lasciando la barca sotto autopilota. Si può decidere però di aprire le finestre laterali della copertura, in parte o del tutto, o quelle superiori per avere più visuale. Si tratta in fin dei conti di una scelta da fare in base al nostro stile di vita in barca. La postazione del timoniere risulta comunque molto comoda e confortevole, con un’altezza ben calibrata rispetto alle ruote. Dal timone poi si accede direttamente, senza scalino, al corridoio che ci porta verso prua, una delle soluzioni che Philippe Briand ha inaugurato già nei precedenti modelli del cantiere e che  risulta perfetta per la vita in crociera ma anche in navigazione. La pecca nella zona del timone è la mancanza di un vero puntapiedi, che avrebbe reso la posizione ancora più comoda. In pozzetto i due tavoli possono essere abbassati elettricamente per trasformare la zona in un’area ancora più grande. Altro punto forte, la coperta senza scalini e le sartie esterne rendono il movimento dalla piattaforma di poppa alla prua sicuro e senza ostacoli.

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La vera chicca del Jeanneau Yachts 65: gli interni

Non c’è alcun dubbio che gli interni siano il pezzo forte del Jeanneau 65, sia come volumetrie, decisamente over size, sia come possibilità di differenti layout. È possibile scegliere tra un’ampia lista di finiture e materiali, il team che ha lavorato alla progettazione ha deciso di puntare su un grande classico per le barche di queste dimensioni: in due dei 4 layout disponibili si è deciso di spostare la cabina armatoriale a poppa. Qui, sfruttando la larghezza maggiore della bara rispetto a prua, è possibile realizzare infatti una spettacolare armatoriale XXL lussuosa e dotata di ogni comfort e dettaglio. Qui troviamo un letto a penisola, un divanetto laterale e dalla parte opposta una scrivania con seduta dedicata. Ai due lati del letto comodini con cassetti e due librerie. Intelligente anche la scelta della soluzione a prua: il bagno è stato collocato nell’estremità anteriore della barca, così da arretrare leggermente la cabina e realizzarla in una zona dove il baglio è comunque molto importante. Si può scegliere tra la cabina di prua singola, che è quasi un’altra armatoriale, o le due cabine che restano comunque di dimensioni generose. In alternativa c’è anche la possibilità della classica armatoriale a prua più le due di poppa, o anche una versione a 4 cabine dedicata più al charter. La zona da pranzo è rialzata rispetto al resto degli ambienti, per sfruttare al massimo la visuale e la luminosità che offre la tuga, in stile quasi raised saloon grazie agli ampi punti luce.

Mauro Giuffrè


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