Cronaca dell’attacco dei pirati al trimarano di Philippe Poupon

trimarano lakota copia 

  • Qui Alabama nave cargo disarmata, barche con intrusi armati dirigono verso di noi, potenziale situazione di pirateria.
  • Ricevuto Alabama, allertare l’equipaggio e pronti con le pompe antincendio.
  • Tutto qui?

Questo è il dialogo tra il “Capitano Philips – Attacco in mare aperto” e il centro di sicurezza marittima internazionale che fornisce assistenza alle navi in difficoltà. È l’inizio dell’iconico film Captain Phillips che ha per protagonista Tom Hanks nei panni di un comandante di una nave cargo che subisce un attacco dei pirati; il film basato sul dirottamento di Maersk Alabama del 2009, racconta la storia dell’omonimo capitano Richard Phillips, preso in ostaggio dai pirati somali.

Attacco pirata al trimarano che fu di Florence Arthaud

Ma la realtà può essere ben diversa se invece di trovarsi a bordo di un’immensa nave cargo ci si trova a bordo di un’imbarcazione da diporto assaliti da ignoti pirati, che, durante un trasferimento, viene attaccata a largo delle coste dello Yemen.

Florence Arthaud

Questo è proprio quanto accaduto al trimarano Lakota, un’imbarcazione di 60 piedi che in passato con il nome di Pierre 1er ha trionfato alla Route du Rhum del 1990 con al timone Florence Arthaud. La barca, di proprietà del famoso velista francese Philippe Poupon, era in trasferimento dalle Filippine e destinata al porto bretone di Saint Malò. L’attacco dei pirati, avvenuto il 19 maggio scorso nel Mar Rosso al largo della costa di Hodeidah (Yemen), sarebbe fortunatamente fallito e non vengono segnalati al momento feriti, anche se le notizie restano ancora frammentarie.

I racconti sono degni di una sceneggiatura Hollywoodiana.

Infatti, l’equipaggio formato dall’ex armatore Philippe Brillault, un co-skipper e un marinaio, si stava occupando del trasferimento. A lanciare l’allarme, la mattina di giovedì 19 maggio, è stato Maurice Ugen, il routier che ne stava monitorando la rotta e che dopo aver constatato un’anomala deviazione verso la costa yemenita, ha ricevuto una chiamata tramite il telefono satellitare di bordo nel quale l’equipaggio lo informava dell’incalzare minaccioso di due motoscafi con uomini armati di kalashnikov e lanciagranate. Pirati che si ritiene siano miliziani Houthi.

Alcune fonti di intelligence citate dalla Associated Press, riferiscono che l’equipaggio ha risposto al fuoco e respinto più di un tentativo di abbordo da parte di uomini armati di granate. L’attacco a Lakota è avvenuto pochi giorni dopo che gli Houthi hanno dirottato un’altra nave nel Mar Rosso, che consegnava cibo alle truppe governative nella città di Medi, nella provincia settentrionale di Hajjah.

L’equipaggio del trimarano ha respinto gli attacchi e ha continuato a risalire il Mar Rosso verso il Canale di Suez. Pescatori yemeniti nelle acque vicine hanno visto l’equipaggio del Lakota rispondere al fuoco degli aggressori. “Sono stati fatti diversi tentativi per salire a bordo”, ha detto la società di intelligence marittima Dryad Global. “I rapporti indicano che è riuscita a scappare”; infatti i dati di localizzazione satellitare hanno mostrato il Lakota appena ad ovest delle isole Hanish nel Mar Rosso tra Yemen ed Eritrea, sulla costa del Corno d’Africa, assumere una rotta anomala che ha richiamato l’attenzione del Maritime Information Cooperation and Awareness Center, che ha fatto scattare subito l’allarme.

Il ruolo della fregata Carlo Bergamini

Il 60 piedi Lakota è stato velocemente raggiunto dalla fregata Carlo Bergamini e scortata fino a Gibuti. Il Carlo Bergamini, impegnato nella sicurezza marittima internazionale, è una fregata missilistica della Marina Militare, prima unità dell’omonima classe navale. Grazie alla scorta della nave, ammiraglia della missione Eunavfor Somalia-operazione Atalanta, e dei suoi elicotteri, la barca è riuscita a seminare gli inseguitori e a riparare a Gibuti.

Che (super)barca è il trimarano Lakota

Il Lakota, un trimarano di 62 piedi (19 metri), è stato recentemente acquistato dal famoso velista francese Philippe Poupon ad un prezzo di circa 300.000$. Costruito nel 1990, un tempo era di proprietà del magnate e avventuriero americano Steve Fossett, tra il 1993 e il 2000, proprio con skipper Fossett ha battuto 12 record oceanici.

Poupon avrebbe acquistato questo trimarano nelle Filippine con l’obiettivo di trasferirlo in Francia, dove è previsto un periodo di lavori presso il cantiere Mer Agitée, la struttura di Michel Desjoyeaux. Qui il trimarano verrà rimesso a nuovo per la Route du Rhum del 2022, a cui Poupon ha intenzione di partecipare il prossimo 6 novembre. L’imbarcazione in passato, con il nome di Pierre 1er, è stata di proprietà di Florence Arthaud, prima donna a vincere un giro del mondo e grande amica di Poupon.

Il trimarano protagonista di un film

Il trimarano, inoltre, sarà anche protagonista di un film su Florence Arthaud, navigatrice scomparsa nel 2015, diretto dalla stessa moglie di Poupon. È nota, infatti, l’amicizia che univa Philippe Poupon, sua moglie Géraldine Danon e la velista Florence Arthaud e proprio per questo sua moglie dirigerà “Flo”, un film dedicato alla donna che era molto più di un geniale marinaio.

https://en.wikipedia.org/wiki/Philippe_Poupon#/media/File:Philippe_Poupon.jpg

Chi è Philippe Poupon

Philippe Poupon, è uno dei velisti oceanici di maggior successo con tre vittorie in Figaro al suo attivo, vincitore dell’Ostar, della Route du Rhum, della Route of Discovery, del record dell’Atlantico, e può vantare una prima partecipazione al Vendée Globe nel 1989-1990 dove è stato salvato da Loick Peyron, mentre in seguito è arrivato terzo nell’edizione del 1992-1993. La sua prima esperienza è stata in equipaggio per Eric Tabarly a bordo della Pen Duick VI per la Whitbread Round the World Race 1977-1978. Dal 2009 è impegnato nella sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla protezione degli oceani.

Alberto Morici

 


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