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VIDEO Come salvare una barca che fa acqua e il suo equipaggio

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Se la sono vista davvero brutta a bordo di questo Hanse 588 che ha iniziato ad imbarcare acqua mentre stava navigando verso Poole (nel Dorset, in Inghilterra). Erano le cinque meno un quarto del pomeriggio quando i crocieristi (in barca tre adulti e un ragazzino) hanno chiamato la Guardia Costiera che ha allertato la RNLI (Acronimo di Royal National Lifeboat Institution). E’ proprio dei volontari della RNLI il video dell’intervento, con tanto di pompe per per arginare il flusso d’acqua in entrata.

Guarda il video dell’intervento

Per fortuna che c’è la RNLI

Per fortuna che c’è la RNLI, dicono gli inglesi e gli irlandesi. Acronimo di Royal National Lifeboat Institution, è un ente fatto da volontari con un unico scopo. Salvare vite in mare. I suoi volontari forniscono un servizio di ricerca e salvataggio 24 ore su 24 lungo le coste del Regno Unito e della Repubblica d’Irlanda: la RNLI, indipendente dalla Guardia Costiera inglese (vive grazie alle donazioni private), gestisce 238 stazioni nel Regno Unito e in Irlanda e più di 240 unità di salvataggio sulle spiagge del Regno Unito e delle Channel Island. Da quando la RNLI è stata fondata nel 1824, i suoi volontari hanno salvato oltre 142.700 vite.


Acqua in sentina, sapete come comportarvi?

Traiamo spunto da quanto accaduto in Inghilterra per capire cosa fare in caso di via d’acqua in sentina.

In crociera come in regata, la non tempestiva gestione dell’acqua a bordo rimane ancora una delle principali cause di naufragio per le imbarcazioni. Ecco perché diventa essenziale gestire quel momento con determinazione e sicurezza ma soprattutto con uno schema mentale metodico e ben collaudato.

L’acqua a bordo

Mai come in questa situazione una distrazione può portare a compromettere irrimediabilmente la possibilità di cavarsela i minori danni possibili. Vi spieghiamo come gestire l’emergenza in caso di acqua dalle prese a mare. Poi, una volta arginato il problema internamente, con barca ferma e in sicurezza con una cima scendete a sistemare il problema dall’esterno portandovi un cono e un po’ di pasta. La presa a mare impattata sarà facilmente riconoscibile perché il cono interno spunterà dallo scafo. Procedete quindi allo stesso modo sulla murata esterna con cono e pasta a sigillare. Potrete quindi finire di svuotare la sentina.


1.
Quando ci si accorge di avere acqua a bordo solitamente è perché il livello ha già superato il pagliolato e quindi è già molto tardi. Contrariamente a quanto ci verrebbe naturale fare, non cambiate assetto alla barca. Un cambio di mure (e il conseguente spostamento del livello dell’acqua sulla parte di barca che era ancora asciutta) potrebbe ridurre il tempo che abbiamo a disposizione per agire, o precluderci una possibile via di fuga.


2.
Assaggiate immediatamente l’acqua per capire subito se la fonte del mio problema è interna alla barca (potrebbe essere danneggiato un serbatoio di acqua dolce) o esterna (e quindi più problematica)


3.
Accendete la pompa di sentina (se per qualche motivo la pompa di sentina non dovesse funzionare, in equipaggio ridotto o in solitario dovrete rimandare la parte di rimozione dell’acqua – a questo punto con una pompa a mano – a un momento successivo e dedicarvi prima alle altre fasi).


4.
Lanciate subito un “Pan Pan” senza esitare, comunicando che avete un problema di acqua a bordo che sto cercando di risolvere ma che non sto affondando. E’ molto importante capire l’essenzialità di questa comunicazione e non sbagliarne il tempismo. Questa potrebbe essere l’ultima chiamata prima che l’acqua arrivi alle batterie (che si trovano nel punto più basso della barca). Da quel momento avrete condiviso il vostro problema con chi per mare ci lavora e vi potrà aiutare in caso la situazione degeneri e diventi ingestibile.


5.
Ora concentratevi sulla falla. In caso il problema sia stato generato da un colpo preso in navigazione, dirigetevi verso la zona che pensate sia stata colpita altrimenti, se la barca non ha preso colpi evidenti, andate direttamente sulle prese a mare e iniziate un lavoro di ispezione sequenziale da prua a poppa, risparmiando tempo ed essendo così sicuri di isolare mentalmente porzioni di barca. Bagni, trasduttori del log e dello speed, lavandini e per ultimo il vano motore.


6.
Potrete avere due tipologie di problemi sulla presa a mare: A. Presa a mare aperta e tubo staccato dalla fascetta (in quel caso chiuderete la presa a mare dedicandovi al ripristino del tubo dopo aver svuotato l’acqua dalla sentina). B. Presa a mare saltata sul passascafo (inutile chiudere la valvola).


7.
Nel caso della situazione B, recuperate vostra grab bag un cono turafalle e uno stick di pasta turafalle tricomponente. E’ importante avere entrambi perché il cono da solo, con la sua superficie liscia, non sarà perfettamente aderente al foro generato che è invece zigrinato, ecco che allora la pasta farà il resto.


8.
Staccate un pezzo di pasta turafalle, lavoratelo con un po’ di acqua e incastratelo energicamente a sigillare le fessure rimaste. In pochi minuti la pasta sarà completamente catalizzata e indurita.

 


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2 Comments

  1. Luca Ranzetti ha detto:

    Mah, rimango perplesso sul fatto che ci si debba accorgere dell’acqua a bordo solo quando supera il pagliolato. Io tengo sempre la pompa di sentina attivata che, ovviamente, ha il suo galleggiante. Se solo gli arriva un bicchiere di acqua al pescaggio, lei si attiva ed è quasi impossibile non sentirla.
    In alternativa, se fosse particolarmente silenziosa, basta aggiungere in parallelo un allarme sonoro o visivo da mettere al carteggio.
    Per il resto mi pare tutto corretto.
    Buona serata.

  2. Baffomuffo ha detto:

    e non dimenticate di controllare anche la marmitta di scarico del motore ! A me è capitato che la marmitta si sia rotta in navigazione a motore acceso. Da lì l’entrata d’acqua.

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