Superyacht Challenge Antigua, le storie delle grandi barche (e dei loro armatori)

superyacht challenge antiguaAlla Superyacht Challenge Antigua (dove, purtroppo, è mancato un velista come vi abbiamo raccontato qui) c’era la nostra reporter Maurizia Falone Percivale, che ci porta alla scoperta delle grandi barche e dei protagonisti della kermesse caraibica. Dalla barca dell’uomo più ricco del Texas a quella del fondatore di Netscape.

Le grandi barche e i protagonisti della Superyacht Challenge Antigua

E’ notte. Un vento inquieto passa veloce, attraversando bouganville e frustando le alte foglie delle palme.

In questa settimana, in Antigua West Indies, a tratti, il tempo è stato duro, feroce, talvolta crudele; non il consueto vento caldo e accogliente tra i 15 ed i 18 nodi, con onde lunghe e regolari, cieli ricchi di nuvole che al mattino si infittiscono per aprirsi in temporali secchi e forti per poi lasciare al sole il compito di asciugare vele e magliette.

Un cielo grigio e pesante ha avvolto, con stupore, la Marina gioiosa di Falmouth Harbour. Lì, come splendidi puledri, si distendono morbidamente i lunghi scafi che partecipano alle competizioni. Argo, Scorpio, Comanche e dozzine di altre si tengono compagnia dopo la RORC Caribbean 600 – come amiche che si ritrovano intorno ad un thè. Pronte a mostrarsi i denti appena i loro capitani ed armatori le lanciano nella mischia.

E domani è l’ultimo giorno di regata della splendida Superyacht Challenge Antigua. La più preziosa delle isole dei Caraibi.

Soltanto 11 barche. Alcune tra le migliori creazioni dei cantieri navali europei, si stanno sfidando fino allo stremo, durante quattro giorni di regate, dall’8 al 13 marzo 2022, divise in tre classi: Bucanieri (per gli Sloop da crociera), Corsari (per gli Sloop ad Alta performance) e Privateers (per i Ketch-Rigged).

Abbiamo perciò (in uno scontro immaginario tra Maserati, Ferrari e Bentley):

1) Action (poi Kawil e Zig Zag); 2) Nilaya (incalzata da Hanuman – la Royal Huisman in vendita al leggiadro importo di 14.900.000 dollari- e Freya). 3) Hetairos (inseguita da Rebecca e Kamaxitha).

Paul Deeth, co-ideatore della regata

Come è nata la Antigua Superyacht Challenge

Da 11 anni questo incontro si ripete in un evento inventato, sognato, organizzato e realizzato da due amici: Paul Deeth (figlio dell’organizzatore della celebre Antigua Sailing Week, nel 1968) e Stan Pearson. Nomi e cognomi storici su questa isola di poco più di 66.000 abitanti, al centro dell’arco delle Antille – le isole scoperte da Cristoforo Colombo – immerse nell’ intenso blu del Mar dei Caraibi.

Nel mese di marzo vi era una un’atmosfera lievemente assonnata qui ad Antigua. Schiacciati tra due grandi eventi, la RORC 600 a febbraio e la CLASSIC quasi ad aprile, mancava un evento che potesse rianimare l’isola, restituire interesse agli armatori. Così mi è venuta in mente l’idea di creare una regata speciale, unica; senza sponsor, senza vincoli pubblicitari: una regata semplice, per le barche, per gli equipaggi e per gli armatori. L’idea ha funzionato. Nonostante le restrizioni dovute al Covid 19 negli anni passati, il piacere di riprendere il mare e di tornare a competere ha preso il sopravvento e poco alla volta sono riapparse le grandi vele” racconta Paul Deeth, esperto di mare, di ospitalità e di competizioni nel maestoso Admiral’s Inn, storico complesso del XVIII° secolo costruito da Nelson quando arrivò come Capitano a bordo del “Vento del Nord” cioè la H.M.S. BOREAS.

Le grandi vele sono qui. E mentre gareggiano per l’ultimo barile di rum (uno dei premi della regata) noi andiamo a conoscerle meglio.

Le più significative, le belle del ballo, sono indubbiamente Hetairos, Rebecca e Hanuman.

  • HETAIROS

  • Dal greco antico “Compagno. Amante.”
  • L’armatore tedesco Otto Happel, (ex proprietario della GEA, azienda alimentare tedesca, e non solo,) oggi 74enne, nel novembre 2003 commissionò al cantiere navale Baltic Yachts un Ketch di 66.7 metri (218 piedi), adatto a contenere 10 ospiti ( e 10 persone di equipaggio); capace di effettuare le più lunghe traversate e competizioni nel minor tempo possibile; inoltre che fosse capace di transitare nel Canale di Panama ( come noto… mooolto stretto). In sintesi: voleva avere una “winning boat”: cioè una barca vincente!

Venne disegnato da Dykstra Naval Architects. Nello specifico da Erik Wassen che è il responsabile delle sue linee e della sua realizzazione. Inoltre si avvalsero di Rhoades Young Design per gli interni (abbastanza sobri e certamente poco holliwoodiani).

Costo: 35 milioni di dollari.

Tempo di consegna: 2011. (Facendo due conti… otto anni dopo) (!)…

La barca ha registrato una velocità massima di 25.7 nodi proprio nel 2011 prendendo la line honours (arrivando prima, per intenderci) nella Transatlantic Superyacht Regatta e Maxi Yacht Cup 2011.

A tutt’oggi la barca non è in vendita e non è disponibile al charter, nonostante la spesa annuale di mantenimento ammonti al 10% del suo costo iniziale: 3.5 milioni di dollari.

Anche oggi, ad 11 anni, questa barca ha vinto la Superyacht Challenge Antigua 2022, nella sua classe.

Bella soddisfazione per Her Otto Happel.

E per oggi fermiamoci qui. Ma la rivedremo tra poco, tra pochi giorni, alla Bucket 2022, in Saint Barthelemy.

  • REBECCA

Rebecca è la Bellezza allo stato puro.

Disegnata con la consueta eleganza e raffinatezza dal grande German Frers, il ketch di 42 metri (139 piedi) è stata costruita nel 1999 da Pendennis, il cantiere olandese fondato nel 1949 ad Haarlem.

Lo scafo è in alluminio e la sua velocità massima sarebbero 12 nodi. Lo yacht può ospitare 8 persone (con un equipaggio di 8).

L’armatore texano Charles Butt, (nato nel 1938) è presidente ed azionista di maggioranza di una catena di supermercati HEB.

Risulta essere l’uomo più ricco del Texas, secondo i pettegoli di Forbes. Ma anche un filantropo attivo. E per Rebecca queste caratteristiche sono essenziali.

Di certo una barca curata ed amata in modo così attento ha trovato un corteggiatore delicato e appassionato.

  • HANUMAN – J CLASS 6 –

Un dio scimmia Hindu, Hanuman, erede del dio del vento Pavana, ha dato il nome ad una spettacolare interpretazione della J Class 6, Endeavour II, del 1936.

Scafo nero con una fascia d’oro, ha lo scafo e la coperta in alluminio, la tuga in fibra di carbonio rivestita in teak, gli accessori sabbiati…: uno splendore.

Il proprietario è il californiano Jim Clark, fondatore di NETSCAPE, e la barca è stata costruita e completata nel 2009 dai cantieri olandesi Royal Huisman su disegno di Dykstra Naval Architects.

Di Hanuman si possono narrare le continue e ripetute sfide con Ranger, la sontuosa J Class 5 del georgiano (di Atlanta) John Williams, che riprendono le antiche “battaglie sul mare” delle due J Class originali, prima della Seconda Guerra Mondiale. Emoziona pensare che dopo quasi un secolo si sia riusciti a ricostruire barche e anche, in qualche modo, i sentimenti che abitavano in Sir Tommy Sopwith e Harold Vanderbilt, la vecchia Inghilterra contro la giovane e già tecnologica America.

Ma di questo continueremo a parlare. Siamo soltanto all’inizio del viaggio.

E qui è già mattina.

QUI LE CLASSIFICHE DELLA REGATA

Approfondimento. I cantieri e le barche alla Superyacht Challenge Antigua

  • 3 yacht a vela costruiti dai cantieri navali olandesi Royal Huisman:

Kamaxitha 55 metri, Hanuman 42 metri, Action 37.3 metri.

  • 2 da Baltic: Hetairos 67 metri e Nilaya 34.13 metri.
  • 1 da Pendennis: Rebecca 42.4 metri.
  • 1 da Sparkman & Stephens: Kawill 34 metri.
  • 1 da Southern Wind: Farfalla 31.8 metri.
  • 1 da Nautor’s Swan 90: Freya 27.71 metri.
  • 1 da Oyster 82: Zig Zag 24.99 metri.

 

Maurizia Falone Percivale


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