Il barber del fiocco: cos’è, a cosa serve, quando e come si usa

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In questa foto scattata a bordo di un’Italia Yachts 998 si notta come la scotta arancione del fiocco venga “costretta” a spostarsi verso la tuga dall’anello nero del barber. Foto Giuffrè / Giornale della vela

C’è una manovra che nell’epoca dei fiocco a bassa sovrapposizione, con l’attacco delle sartie sempre più esterno in coperta, è ormai diventata indispensabile sulle barche a vela sportive. Stiamo parlando del barber, ovvero di quella regolazione che, se usata correttamente, ci consente di migliorare in modo radicale il passo e l’angolo della nostra barca di bolina.

Cos’è il barber

Come è fatto e a cosa serve? Il barber, da non confondere con il carrello che lavora sull’asse prua-poppa, altro non è che un anello che, grazie a una cima collegata a uno stopper o uno strozzatore, applica una forza perpendicolare alla scotta della vela di prua. Quando cazziamo il barber la scotta della vela e la bugna si sposteranno verso la parte centrale della barca, avvicinandosi o addirittura superando la tuga. In pratica il barber agendo sulla scotta va a modificare l’angolo di incidenza della vela rispetto al vento, consentendoci di stringere di più la bolina, con tutto ciò che ne consegue e vedremo di seguito.

Quando si cazza il barber

Il barber va lavorato quando navighiamo di bolina e in base all’intensità del vento. Con vento sotto i 6-7 nodi la barca andrà fatta accellerare a barber scarico per non chiudere troppo la vela in un momento in cui la barca è ancora lenta e non serve ricercare il massimo angolo di orza. Man mano che la barca accellera inizieremo a puntare il barber con la bugna della vela che si sposterà gradualmente verso il centro della coperta.

Con poco vento è controproducente esagerare con la tensione, rischieremo di avere una vela che ci consente di orzare molto ma con la barca decisamente lenta. Se il vento invece sale dagli 8-9 nodi in su, almeno fino ai 16-18, sarà la fase in cui daremo più carico a questa manovra. Questo perché ci troviamo nelle condizioni di vento medio in cui di solito le barche possono esprimere tutta la loro potenza e non hanno grossi problemi di velocità, è quindi il momento migliore per cazzare il barber e provare a tenere la bolina più stretta possibile.

Risulta utile approntare 3 o 4 segni in coperta con dell’adesivo per avere dei riferimenti, da perfezionare uscita dopo uscita, su dove portare il barber quando lo cazziamo. Esagerare con la tensione, o darne troppo poca, renderà inutile o controproducente la manovra. Il nostro velaio di fiducia potrà aiutarci in questa valutazione.

Sopra i 18 nodi di vento occorre valutare la situazione e capire che carico dare alla manovra. Con aria intensa è fisiologico che il randista debba mollare sovente la scotta della randa: con il barber molto cazzato, l’aria in uscita del fiocco creerà sulla randa un rifiuto enorme e controproducente, dato che arriverà a sventare una porzione anche superiore al 50% della vela. Occorrerà mollarlo un po, facendo così avremo meno rifiuto sulla randa e al tempo stesso la barca sbanderà di meno avendo la vela un angolo di incidenza al vento minore, ne gioverà quindi anche il randista che potrà scaricare di meno la vela. L’effetto complessivo sarà migliore da un punto di vista aerodinamico e quindi di velocità.

Quando la bolina diventa larga

Cosa facciamo col barber se dobbiamo navigare di bolina larga e non ci interessa stringere il vento? Lo molleremo completamente e se possibile appronteremo un punto di scotta volante molto esterno, per avere poco twist sulla vela e una balumina del fiocco sufficientemente chiusa per sviluppare la massima potenza all’andatura larga rispetto al vento. Se tenessimo il barber cazzato, con la scotta lascata per la bolina larga, il risultato sarebbe di avere la vela con la testa troppo aperta e depotenziata, poco efficiente.

Mauro Giuffrè


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