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Carrello randa questo sconosciuto: come gestirlo con poco e tanto vento

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Il carrello della randa sembra quasi andato fuori moda nelle moderne barche da crociera eppure resta la manovra più efficace e precisa per gestire la potenza della randa e in particolare la forma della balumina.

Il carrello è una manovra che, spostando la scotta della randa lungo il suo asse, sopravvento o sottvento, va a modificare l’angolo di incidenza della vela rispetto al vento e la forma della balumina. Più porteremo il carrello sopravvento più avremo una randa potente che darà una tendenza orziera alla barca. Viceversa quando lo portiamo sottovento la randa ha una minore incidenza al vento e sarà meno potente.

COSA FARE CON VENTO LEGGERO

Con poco vento occorre portare gradualmente il carrello sopravvento rispetto al centro barca. Ma per avere non avere la balumina eccessivamente chiusa, occorre contemporaneamente lascare un po di scotta, così da svergolare leggermente la parte alta della vela e dare potenza al profilo. Se facciamo le due operazioni nella giusta misura noteremo che la barca prenderà una leggera tendenza orziera anche se c’è poco vento. Viceversa se tiriamo sopravvento il carrello senza lascare un po’ di scotta è facile che la randa vada in stallo e la barca inizi a perdere velocità.

COSA FARE CON VENTO FORTE

Con vento teso il carrello starà sottovento rispetto al centro barca. Occorre però prestare attenzione a tenere comunque almeno un 50% di vela che porti e non scaricarla completamente, a quel punto farebbe solo inutile resistenza all’avanzamento. Quando porteremo il carrello sottovento è facile che la randa faccia una grossa “bolla” sventata vicino all’albero, causata dal’uscita del canale d’aria del genoa/fiocco e dalla poca tensione di scotta. Per questo motivo quando portiamo il trasto sottovento serve avere l’accortezza di cazzare un po’ di scotta al fine di trovare un equilibrio che non penalizzi l’avanzamento della barca. Qualora risulti impossibile cazzare un po di scotta perché la barca sbanda troppo occore valutare l’opportunità di terzarolare la randa.

Mauro Giuffrè

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