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YYachts, viaggio nel cantiere dove nascono i megayacht del futuro

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Il nuovo Tripp 90, lungo 29,77 mt, è l’ultima barca custom varata da YYachts, un superyacht su misura,
in carbonio, pensato per la crociera di lusso ma senza nulla di superfluo, come nella visione di Michael Schmidt.

Pioniere della costruzione di barche da regata, broker, skipper e timoniere vincitore dell’Admiral’s Cup, creatore di un grande marchio di yacht e ora direttore fondatore del pluripremiato cantiere YYachts – Michael Schmidt è uno dei più grandi “tuttofare” del mondo della vela, con cinquant’anni di esperienza. Perché mai ha creato un nuovo cantiere quando potrebbe godersi una comoda pensione? Ce lo ha spiegato lui stesso.

“Beh, alcune cose si sono unite tra loro”, dice. “Se come me hai navigato per tutta la vita, e poi hai costruito migliaia di barche a vela, hai un certo bagaglio di esperienza” racconta. “Hai quindi un’idea di come uno yacht debba navigare, come dovrebbero essere gli interni e come dovrebbe funzionare la tecnologia a bordo. Quando qualche anno fa avevo tempo e cercavo una barca per me, non c’era nulla che mi soddisfacesse. Così ho iniziato a far costruire uno yacht secondo le mie idee. Lorenzo Argento e Sir David Chipperfield hanno progettato insieme a me l’80 piedi Cool Breeze” racconta il fondatore di Y Yachts.

DIETRO LA NASCITA DI Y YACHTS

Come ha fatto quel singolo progetto personalizzato a trasformarsi nella creazione e nel lancio di un intero nuovo cantiere? “Quello è arrivato un po’ dopo”, dice. “Quando ho navigato con Cool Breeze, lo yacht ha attirato l’attenzione di diversi armatori.

La mia idea di yacht leggeri, facili da manovrare, minimali eppure lussuosi sembrava piacere non solo a me. Sono arrivate richieste per una barca gemella e ho capito che questo poteva essere un business. Nel 2016 così ho fondato YYachts a Greifswald”.

Quel concetto di base, ‘semplice eppure lussuoso’, è diventato il principio fondante del marchio YYachts. In un momento in cui la maggior parte dell’industria nautica è così concentrata a fare l’esatto contrario – aggiungere il lusso allo yachting utilizzando sistemi sempre più complessi – cosa intende Schmidt per semplificare?

“C’è questa citazione attribuita a diversi pensatori famosi: ‘Ti scrivo una lunga lettera perché non ho avuto il tempo di scriverne una breve’. Uno yacht deve essere gestito in modo intuitivo, quindi bisogna ripensare e semplificare molti dettagli, il che costa tempo ed energia”, spiega. Un buon esempio dell’eccessiva complicazione delle cose, dice, è l’attuale moda di equipaggiare le cambuse dei grandi yacht con piastre a induzione e forni a ventilazione elettrica. Perché la cucina elettrica deve essere usata su uno yacht a vela? Per questo ho bisogno di una connessione a terra o di un generatore. Perché non cucinare con il gas? È sicuro e facile. Quando la bombola del gas è vuota, la sostituisco” racconta Schmidt.

Schmidt adotta un approccio pragmatico e marinaresco nato da una lunga esperienza che favorisce la semplicità, robusta e affidabile, rispetto all’aggiunta di funzionalità extra che non sono strettamente necessarie.

“Perché l’elettronica deve essere completamente collegata in rete e rischiare così tante potenziali fonti di guasto? Alla YYachts, ci siamo posti queste domande e molte altre. Abbiamo evitato un alto livello di complessità e quindi vulnerabilità e alti costi di manutenzione. Questo intendo per semplificazione”. La crisi del coronavirus ha messo a dura prova molte imprese nautiche, ma YYachts è cresciuta nonostante le sfide imposte dalla pandemia. “Stiamo ricevendo molte richieste”, dice l’amministratore delegato Dirk Zademack. “Potremmo vendere un numero più grande di barche, ma abbiamo deciso di non espandere troppo la produzione per concentrarci sui singoli proprietari e le loro esigenze. Non è facile  poi trovare personale che soddisfi i nostri standard di qualità”

Fin dall’inizio YYachts ha puntato anche sulla sostenibilità, al di là della natura intrinsecamente sostenibile della vela. “Il nostro concept parte dall’idea di sostenibilità”, spiega Schmidt. “Per esempio, ricopriamo la coperta con legno proveniente da fonti sostenibili, installiamo finestre verticali per ridurre al minimo l’uso dell’aria condizionata e ci concentriamo sulla costruzione leggera per favorire la navigazione a vela. Gli YYachts sono fatti in carbonio, gli allestimenti interni sono ottimizzati dal punto di vista del peso e comprendono parti realizzate con materiale ottenuto da bottiglie in PET riciclate. Vedrete altre idee sui nostri yacht, ma implementeremo solo cose in cui crediamo”.

Il cantiere ha già consegnato quattro barche quest’anno. Il primo è stato l’Y8 Vegas Baby, un progetto di Lorenzo Argento con interni di Design Unlimited. Poi ci sono stati due Y7. YYachts ha poi continuato la collaborazione di successo con Bill Tripp.

Il Tripp 90

Gli interni del Tripp 90 con le loro influenze scandinave

La divisione Custom del cantiere di Greifswald ha varato infatti il Tripp 90. Questo yacht custom è uno dei più grandi a vela mai costruiti in Germania ed è stato ordinato da un cliente americano che lo utilizza sia per le regate che per le crociere in tutto il mondo. L’obiettivo nello sviluppo del Tripp 90 era la performance in regata, combinata con un comportamento in navigazione confortevole. Questo obiettivo è stato raggiunto grazie al consueto risparmio di peso nella costruzione e nella finitura dello yacht: lo scafo, la coperta, la struttura interna e il sartiame del 90’ sono realizzati in carbonio.

L’armatore ha dato importanza al design della tuga, il suo desiderio era quello di poter guardare il mare mentre era seduto in salone. Tripp ha quindi disegnato un quadrato vetrato che inonda l’interno di luce naturale. Il design interno è stato realizzato da Winch Design di Londra. L’interno spazioso è minimalista e a pianta aperta. Trae ispirazione stilistica dalla costa orientale degli Stati Uniti e dalle influenze scandinave della metà del secolo, come la pelle morbida e il legno di quercia chiaro, l’ambiente trasuda di un’eleganza sobria.

Il team di Winch Design ha speso una quantità enorme di tempo per trovare la giusta tonalità dei materiali, per garantire un’armoniosa miscela di finiture. L’armatore ha selezionato un Anigre fiammato che è stato tinto per ottenere il giusto contrasto con il pavimento in rovere, così come i legni d’accento come il Macassar, il noce e i pannelli in legno di rosa. Il team interno di Y-Yachts ha tradotto tutto questo in un bellissimo selezione di impiallacciature dai migliori fornitori in Europa.

L’obiettivo di YYachts è di diventare un attore globale nel mercato delle barche a vela full-carbon fino a 100 piedi entro i prossimi anni. Dopo il Cannes Yachting Festival, dove il Tripp 90 ha celebrato la sua prima mondiale, l’interesse è cresciuto. Quattro 90 piedi sono stati venduti da allora e negli ultimi mesi, YYachts ha anche ampliato la sua rete di Preferred Partner. Le new entry includono uffici in Russia, Norvegia e Malesia, nonché una struttura rinnovata in Italia. In totale sono 14 le filiali in tutto il mondo.

E ora l’Y9

Come tutti i modelli YYachts, l’Y9, la prossima barca al varo, è costruita in carbonio.

Michael Schmidt la presenta così: “Con la sua lunghezza di 90 piedi, lo yacht ha un rating interessante ed è in grado di competere alla St Barths Bucket, alla Superyacht Cup o alla Maxi Rolex Cup”. L’Y9 ha un garage per il tender disposto trasversalmente a poppa e dispone addirittura di un “appartamento” separato per il proprietario, composto da un salone privato, uno spogliatoio, una camera da letto e un bagno con doppio lavabo e doccia separata. Le cabine dell’equipaggio sull’Y9 sono state progettate extra large, con un vano di stivaggio e un salotto aggiuntivo. L’interno dell’Y9 è stato sviluppato congiuntamente da due studi di design. Norm Architects di Copenhagen e Design Unlimited di Lymington hanno unito la loro esperienza e hanno creato per lo Y9 un look elegante, scandinavo, che segue il principio del “soft minimalism”.

Il nuovo Y8

Sarà più di un’evoluzione del modello del 2016 (FOTO sopra). Il cliente si è ispirato agli IMOCA 60 e vuole raggiungere le più alte velocità possibili. Pertanto, è stato sviluppato un piano velico diverso, la vela di prua è stata ingrandita e l’albero è stato posizionato più a poppa. A causa di questi requisiti, il nuovo Y8 ha anche una poppa più larga e quindi più volume. In combinazione con diverse installazioni tecniche, questo ha aperto possibilità nuove per il design degli interni. Gli interni sono sviluppati in-house, mentre la costruzione è fornita dal premiato studio Surge Project che ha già vinto molti trofei nel mondo delle regate.

YYachts e l’italia

Dal 1° settembre, Massimo Pelati Perelli gestisce le attività di vendita e post-vendita del marchio in Italia. Dalla sua sede di via Cosimo del Fante a Milano, Perelli si occuperà di altri tre partner italiani di YYachts: Nel nord-est, si tratta di Nautigamma a Lignano; nel centro Italia, Ocean Freedom a Firenze; e nel sud, Pietro Paolo Parascandola di Napoli. Perelli, che lavorerà a stretto contatto con il management di YYachts, è un avvocato e ha grande esperienza nella scena delle regate dei maxi yacht – sia come timoniere che come trimmer o tattico. Ha commentato così il suo inserimento nel team: “È un’opportunità fantastica rappresentare YYachts in Italia. Gli yacht sono costruiti in modo superbo e soprattutto leggero e sono belli da vedere. Questi sono tutti attributi apprezzati dai clienti italiani”.  YYachts ha sempre combinato i “geni” della Germania e dell’Italia, il 40% dei dipendenti nella progettazione e nello sviluppo provengono dall’Italia.

GLI YYACHTS SONO “SMART”

La barca è ormeggiata in sicurezza in caso di maltempo? Quanto sono pieni i serbatoi dell’acqua? E il vino bianco è ben raffreddato? Con Y On Watch, la nuova applicazione digitale di cui saranno forniti dli YYachts, i proprietari possono monitorare la loro barca a distanza e gestirla da soli tramite smartphone o smartwatch. Un modo per fornire agli armatori uno strumento utile, semplice, che aiuti nella gestione delle funzioni essenziali della barca. www.yyachts.de

A cura di Mauro Giuffrè

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