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Riforma nautica, i politici s’impegnano. Promesse da marinaio?

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nautica promesseSembra che i politici si siano improvvisamente innamorati della nautica, fanno promesse di riforme dopo decenni di disinteresse per un settore che quest’anno ha una crescita a due cifre.

Nautica, promesse da marinaio dei politici?

Le impegnative affermazioni sono arrivate durante un convegno romano della Confindustria Nautica. Ecco come politici in posizioni chiave salgono sul carro della nautica e s’impegnano per riformare questo settore.

Il registro telematico? Se ne occupa l’ex direttore di Radio Padania

Ecco cosa ha dichiarato il viceministro delle Infrastrutture della Lega Alessandro Morelli, ex direttore di Radio Padania: “Mi faccio portavoce dell’opportunità di azioni tempestive per quanto riguarda la piena operatività del registro telematico e la definitiva adozione del regolamento di attuazione del codice della nautica.”

Caos concessioni portuali? Ci pensa Buratti

Gli fa eco e rafforza l’impegno il “collega” di governo del PD Umberto Buratti della Commissione Finanza del governo Draghi: “È necessaria una revisione della normativa nazionale, che riconosca la specificità della portualità turistica, non soggetta alla direttiva Bolkestein, e la completa definizione del contenzioso sui canoni demaniali. Da parte mia, m’impegno a portare avanti le istanze dell’Associazione, anche in materia di noleggio. I tempi sono maturi per pensare all’istituzione di un Ministero del Mare, che si faccia carico dei temi specifici ad esso legati e possa snellire procedure e burocrazia.”

Le promesse, cosa non funziona

Parole pesanti quelle dei due politici di opposti schieramenti. Forse hanno letto il nostro appello “Se le riforme le facesse anche la nautica”! Anzi, si espongono ancora di più, arrivando ad ipotizzare un Ministero del Mare, una riforma che auspichiamo da anni. Ma siamo abituati, purtroppo, ad annunci politici che poi si sono tramutati in parole al vento.

Certo, se fosse tutto vero quello che hanno dichiarato il leghista Morelli e il piddino Buratti per noi diportisti ci sarebbe da leccarsi i baffi. Parlano, oltre all’istituzione del Ministero del Mare, del Registro telematico (STED) che, come potete leggere qui è ancora inattuato e causa maggiori problemi di quando non c’era.

Si espongono sul caos delle concessioni portuali turistiche che mettono a rischio decine di migliaia di posti barca, storiaccia che potete leggere qui.

Patente nautica, bandiera italiana… cosa ne sarà?

Ma non è finita, parlano di attuazione del Codice della nautica dove la riforma della patente nautica è un capitolo dolente (leggi qui) visto che negli ultimi 20 anni il rilascio di nuove abilitazioni si è dimezzato. Per non parlare del noleggio di barche, dove le norme italiane sono talmente obsolete e astruse che invece di facilitare gli operatori, li costringono a trovare soluzioni fantasiose pur di tenersi al passo con gli stranieri. Una su tutte, avere uno skipper a bordo.

Nelle affermazioni dei due politici al convegno di Confindustria Nautica manca comunque un altro tassello importante, quello della penalizzazione burocratica e pratica per chi issa bandiera italiana, come potete leggere qui.

Aspettiamo fatti concreti da parte dei politici, soprattutto dei parlamentari Morelli e Buratti che si sono esposti. Speriamo che qualcosa accada prima della prossima estate. Ma non fateci troppo conto. L’esperienza insegna…promesse da marinaio?


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1 Comment

  1. Paolo Maria Ciriani ha detto:

    …ma il grande navigatore (o navigante?) di nome D’Alema cosa ha fatto per il diporto se non comprarsi una mega-barca??? Dov’è scomparso? Speriamo non ricompaia tra gli aspiranti al Quirinale!!! buon Natale a tutti !

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