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World ARC, il giro del mondo per tutti

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Le barche partenti da Las Palmas pochi giorni fa veleggiano chi verso Capo Verde, chi direttamente verso i Caraibi; noi, nel mentre, siamo arrivati alla terza e ultima puntata del mostro approfondimento del mondo “ARC”. Per l’occasione il nostro intervistato si chiama Stefano Palumbo ed è il direttore degli eventi ARC e segue ciò di cui parliamo questo articolo, la World ARC.

Cos’è la World ARC?

“Il nostro rally intorno al mondo è la prosecuzione in grande della ARC oceanica, ovvero il piacere di attraversare in compagnia e in sicurezza grandi distanze. Grazie alla nostra esperienza, riusciamo ad aiutare i partecipanti nelle parti più burocratiche e conviviali dell’esperienza; sembrerà banale ma attraversare il mondo in barca, fermandosi in tantissimi paesi con culture e lingue diverse non è affatto semplice come sembra.

Ad esempio attraversare il Canale di Panama non è immediato, devi prenotare uno slot, stare in coda magari per giorni, noi riusciamo a prenotare un tempo di passaggio maggiore e farlo utilizzare a tutta la nostra flotta. Anche per visitare le Galapagos e le altre isole pacifiche il discorso è analogo, più sai muoverti con i locali e più risparmi tempo, quindi ti diverti di più.

Importanti sono anche i pezzi di ricambio, in un viaggio così lungo e logorante per le attrezzature, noi aiutiamo con le spedizioni dei prodotti anche nei posti più sperduti, eppoi la sicurezza, navigando in flottiglia (a distanza di VHF e radio a onde lunghe) aumenta la possibilità di aiutarsi a vicenda, per ultimo il “momentum” fare la giusta nel momento corretto, a vote, gli equipaggi e gli armatori (sono ovviamente tutti amatoriali e spesso alla prima navigazione così lunga) hanno paura e rischiano di non avere più la forza necessaria per proseguire. Con il nostro staff ed essendo in compagnia riescono a concludere nel migliore dei modi la loro esperienza. L’organizzazione ha anche un fine di economia di scala, grazie ai nostri numeri,  riusciamo a far risparmiare gli armatori perché trattiamo per un’intera flotta e non per il singolo. Per dare un sapore anche ludico-competitivo, ci sono premiazione alla fine delle tappe.”

Qual è la rotta della World ARC?

“Si può partecipare in due modi, la prima è partendo da Santa Lucia, (arrivando in Australia) la seconda è partendo direttamente dall’Australia, le miglia totali sono 26.000 e si sta in mare per 15 mesi. (vedi mappa).”

Quali sono gli equipaggi e gli armatori che frequentano l’evento?

“Tipicamente una copia in pensione, visto che c’è bisogno di tempo, all’incirca tre anni, a volte vengo anche amici per fare delle tratte. Altra tipologia, giovani copie con figli di 8-13 anni, un’età nella quale hanno voglia di conoscere e apprendere quello che li circonda. Si tengono in pari con la scuola effettuando home school dalla barca. Per pianificare e organizzare tutto questo, un genitore deve per forza essere evoluto. Il problema principale per i ragazzi è la perdita degli amici e della collettività ma alcuni istituti (pochi in Italia) lavorano anche in remoto con gli alunni e la loro classe, così da non perdere le conoscenze. La fatica più grande per i genitori è controllare i bimbini, si naviga quasi sempre in solitario a turno perché l’altro coniuge deve curare i figli. Spesso per ovviare a questo, vediamo equipaggi formati da più coppie che riescono cosi a distribuire meglio i vari compiti. Tutti quelli che hanno partecipato in questa modalità sono stati entusiasti e i bambini imparano tantissime cose in più dei loro coetanei; una su tutte le lingue.”

Qual è il budget che bisogna preventivare per la World ARC?

“Il tutto dipende da una variabile, il tempo. Se un armatore può permettersi di stare lontano da casa per la durata dell’attraversata non avrà il costo dei voli e del porto della barca e questo fa risparmiare molto, quindi direi che la spesa principale è la barca, alcuni vendono casa, prendono una barca, fanno il percorso con noi, e poi la rivendono per tornare alla loro vita “reale” ad un prezzo simile a quello di acquisto. Quindi si, direi che la discriminate è il tempo, perché poi (salvo i voli) si rientra abbastanza di tutte le spese, e sicurante spendi meno per mare che in qualche città occidentale!”

Fine puntata 3/3

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