developed and seo specialist Franco Danese

World ARC, il giro del mondo per tutti

Tutto su Guillermo Altadill: essere veloci sempre, in maniera green
7 dicembre 2021
Aerpro Marine si installa anche su barche piccole e spegne tutti gli incendi
7 dicembre 2021

Le barche partenti da Las Palmas pochi giorni fa veleggiano chi verso Capo Verde, chi direttamente verso i Caraibi; noi, nel mentre, siamo arrivati alla terza e ultima puntata del mostro approfondimento del mondo “ARC”. Per l’occasione il nostro intervistato si chiama Stefano Palumbo ed è il direttore degli eventi ARC e segue ciò di cui parliamo questo articolo, la World ARC.

Cos’è la World ARC?

“Il nostro rally intorno al mondo è la prosecuzione in grande della ARC oceanica, ovvero il piacere di attraversare in compagnia e in sicurezza grandi distanze. Grazie alla nostra esperienza, riusciamo ad aiutare i partecipanti nelle parti più burocratiche e conviviali dell’esperienza; sembrerà banale ma attraversare il mondo in barca, fermandosi in tantissimi paesi con culture e lingue diverse non è affatto semplice come sembra.

Ad esempio attraversare il Canale di Panama non è immediato, devi prenotare uno slot, stare in coda magari per giorni, noi riusciamo a prenotare un tempo di passaggio maggiore e farlo utilizzare a tutta la nostra flotta. Anche per visitare le Galapagos e le altre isole pacifiche il discorso è analogo, più sai muoverti con i locali e più risparmi tempo, quindi ti diverti di più.

Importanti sono anche i pezzi di ricambio, in un viaggio così lungo e logorante per le attrezzature, noi aiutiamo con le spedizioni dei prodotti anche nei posti più sperduti, eppoi la sicurezza, navigando in flottiglia (a distanza di VHF e radio a onde lunghe) aumenta la possibilità di aiutarsi a vicenda, per ultimo il “momentum” fare la giusta nel momento corretto, a vote, gli equipaggi e gli armatori (sono ovviamente tutti amatoriali e spesso alla prima navigazione così lunga) hanno paura e rischiano di non avere più la forza necessaria per proseguire. Con il nostro staff ed essendo in compagnia riescono a concludere nel migliore dei modi la loro esperienza. L’organizzazione ha anche un fine di economia di scala, grazie ai nostri numeri,  riusciamo a far risparmiare gli armatori perché trattiamo per un’intera flotta e non per il singolo. Per dare un sapore anche ludico-competitivo, ci sono premiazione alla fine delle tappe.”

Qual è la rotta della World ARC?

“Si può partecipare in due modi, la prima è partendo da Santa Lucia, (arrivando in Australia) la seconda è partendo direttamente dall’Australia, le miglia totali sono 26.000 e si sta in mare per 15 mesi. (vedi mappa).”

Quali sono gli equipaggi e gli armatori che frequentano l’evento?

“Tipicamente una copia in pensione, visto che c’è bisogno di tempo, all’incirca tre anni, a volte vengo anche amici per fare delle tratte. Altra tipologia, giovani copie con figli di 8-13 anni, un’età nella quale hanno voglia di conoscere e apprendere quello che li circonda. Si tengono in pari con la scuola effettuando home school dalla barca. Per pianificare e organizzare tutto questo, un genitore deve per forza essere evoluto. Il problema principale per i ragazzi è la perdita degli amici e della collettività ma alcuni istituti (pochi in Italia) lavorano anche in remoto con gli alunni e la loro classe, così da non perdere le conoscenze. La fatica più grande per i genitori è controllare i bimbini, si naviga quasi sempre in solitario a turno perché l’altro coniuge deve curare i figli. Spesso per ovviare a questo, vediamo equipaggi formati da più coppie che riescono cosi a distribuire meglio i vari compiti. Tutti quelli che hanno partecipato in questa modalità sono stati entusiasti e i bambini imparano tantissime cose in più dei loro coetanei; una su tutte le lingue.”

Qual è il budget che bisogna preventivare per la World ARC?

“Il tutto dipende da una variabile, il tempo. Se un armatore può permettersi di stare lontano da casa per la durata dell’attraversata non avrà il costo dei voli e del porto della barca e questo fa risparmiare molto, quindi direi che la spesa principale è la barca, alcuni vendono casa, prendono una barca, fanno il percorso con noi, e poi la rivendono per tornare alla loro vita “reale” ad un prezzo simile a quello di acquisto. Quindi si, direi che la discriminate è il tempo, perché poi (salvo i voli) si rientra abbastanza di tutte le spese, e sicurante spendi meno per mare che in qualche città occidentale!”

Fine puntata 3/3


ENTRA NEL CLUB DEL GIORNALE DELLA VELA
Ti piace il nostro punto di vista sul mondo della vela? Allora non devi far altro che entrare nel club e iscriverti alla nostra newsletter gratuita, per ricevere ogni settimana le migliori news di vela selezionate dalla nostra redazione. Inserisci la tua mail qui sotto, accetta la Privacy Policy e clicca sul bottone “Iscrivimi”.


Una volta cliccato sul tasto qui sotto controlla la tua casella mail

Privacy*


C’è di più! Sul nostro canale YouTube ti aspetta tutta la vela, minuto per minuto. Ma in video!

ISCRIVITI GRATIS

ABBONATI E SOSTIENICI

Hai visto quanta carne al fuoco? Se apprezzi il nostro lavoro abbonati al Giornale della Vela. Non solo ricevi a casa la rivista ma ti facciamo un regalo unico: accedi all’archivio storico digitale del Giornale della Vela e leggi centinaia e centinaia tra i migliori articoli apparsi sulle pagine del GdV dal 1975 ai giorni nostri!

ABBONATI SUBITO


 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Le tue informazioni non verrano mai cedute a terzi