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Scadenza concessioni. Hai la barca in un piccolo porto o alla boa? Il tuo ormeggio è a rischio

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concessioni portiE’ caos a seguito della decisione del Consiglio di Stato sulla scadenza sulle concessioni demaniali imposta al 31-12-2023 per spiagge e stabilimenti balneari. Una decisione che potrebbe coinvolgere, sia nel breve che nel medio periodo, anche chi tiene la barca in un piccolo porticciolo o alla boa. E, in un futuro meno prossimo, anche in un marina.

I marina e le strutture portuali “maggiori” per ora sono in salvo. Ma per quanto riguarda i piccoli porti, gli ormeggi alla boa (molti sui laghi), i club velici e le Associazioni Sportive Dilettantistiche potrebbero essere guai. E chi vi tiene la barca potrebbe ritrovarsi a dover discutere nuove tariffe con un nuovo concessionario…

Scadenza concessioni demaniali al 31/12/23. Cosa succede ai porti

A seguito della decisione presa dall’adunanza plenaria del Consiglio di Stato, e della scadenza sulle concessioni imposta al 31-12-2023, moltissime associazioni di balneari e realtà portuali si stanno muovendo per capirne l’impatto. Cosa cambia per chi ha una barca? Abbiamo chiesto a Matteo Italo Ratti, Amministratore Delegato di Cala de’ Medici e Presidente del Consorzio Marina della Toscana, quale sia l’impatto della decisione sulle concessioni esistenti relative al diporto nautico.

I porti sono coinvolti dalla sentenza?

“Sì, ma occorre fare chiarezza. Delle oltre 50.000 concessioni riguardati i 7.500 km di costa, la sentenza riguarda tutte le concessioni per infrastrutture turistico-ricettive in scadenza (per capirci, balneari-spiaggia), e le concessioni per approdi e porti minori, che sono andate in scadenza e sono già state rinnovate dall’Italia (fino al 2033). Si tratta di una parte importante del totale.

Tra le concessioni, i porti e marina che chiameremo impropriamente “maggiori”, sono generalmente costruiti in concessioni demaniali pluridecennali dello Stato, assegnate nel tempo con il decreto Burlando: parliamo di 180 concessioni, che hanno scadenze molto più lunghe. Per esempio, il Marina Cala de’ Medici ha concessione che scade nel 2049. Dunque i porti principali, non sono immediatamente direttamente coinvolti. Ma attenzione, anche per questi: la sentenza identifica una linea di principio che sarà da applicare quando le concessioni andranno in scadenza”. 

Chi sarà più colpito dagli effetti della sentenza?

“Tutta la categoria dei balneari e tutti quelli che avevano un porticciolo o, nel gergo corretto, una concessione turistico ricreativa in scadenza o già scaduta e rinnovata. Tra questi potrebbero esserci associazioni dilettantistiche, club velici, circoli canottieri etc. Solitamente queste concessioni sono state date tante anni fa, ad esempio nel 1970, poi sono state via via rinnovate di scadenza in scadenza decennale (proroghe 1980, 1990, 2000, 2010, 2020), ed erano, prima della sentenza, prorogate fino al 2033. Per questa categoria di  scadute e rinnovate in automatico, si applica la sentenza e dunque un obbligo di scadenza al 31/12/2023, non prorogabile”.

Che cosa implica la sentenza?

“La decisione del Consiglio di Stato di fatto apre un principio che incide sugli atti amministrativi che avevano prorogato automaticamente fino al 2033 le concessioni già scadute. Oltre a stabilire la data massima di fine concessioni al 31-12-2023 è palese la necessità, in questo lasso di tempo, per il legislatore, di promuovere una legge che normalizzi la situazione e stabilisca le normative di gara in Italia secondo le direttive europee”. 

Coinvolge dunque chi ha un posto barca?

“Sì! Se il posto barca si trova in uno di quegli approdi o porti minori. Dal 2024 il concessionario dell’area interessata ove è ospitato il posto barca potrebbe non vincere la gara e cambiare il soggetto gestore. Fate attenzione a eventuali annuali contratti stipulati nel 2023 non coincidenti con l’anno solare, ad esempio, rinnovo a settembre 2023…”. 

Come dovranno essere rinnovate le concessioni?

“Le direttive europee stabiliscono che quando una concessione di un bene dello stato finisce, questa deve essere messa a gara, mentre l’Italia, rinnovava, nella maggior parte dei casi, le concessioni esistenti per via legislativa, senza gara. La Francia al contrario ha da sempre adottato una policy differente, tutte le concessioni sono sempre a gara, e vengono pubblicate sui giornali internazionali. La linea di principio è chiara, e nel settore si parla di questa novità in arrivo da molti anni; tuttavia, poiché la normativa per le concessioni in Italia deve essere ancora scritta e approvata, non possiamo dire oggi come saranno le modalità di gara. 

Sicuramente è un tema importante per il nostro paese per dare certezza al settore, e questa sentenza apre la strada alle rimodulazioni delle concessioni su un principio cardine basato sugli investimenti fatti e da fare. La concessione è una sorta di contratto di affitto tra lo stato e il privato e il fatto premiante deve essere l’investimento che fa il privato nell’interesse dello stato e del cittadino il cui importo; quindi, ammortamento, ne deve determinare la durata”.

Luigi Gallerani

 


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