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Un sogno chiamato ARC. Come partecipare alla transatlantica per tutti

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Ci sono regate e Regate, le regate sono quelle che fanno alzare dal letto il sabato e la domenica per poi tornare dalla famiglia nel giro di poche ore e poi ci sono le Regate; quelle che sogni, studi, prepari e a cui cerchi di prendere parte per una vita (da velista) intera. La ARC (Atlantic Rally for Cruisers) fa decisamente parte della seconda categoria e, leggendo questa intervista in tre puntate, scoprirete di avere una possibilità in più per parteciparvi.

Puntuali i miei ospiti si collegano a zoom senza ritardo, sono Stefano Palumbo (World ARC Event Manager) e Jeremy Wyatt (Direttore del World Cruising Club) che ci racconteranno nel dettaglio cosa vuol dire partecipare a una traversata atlantica, come ci si prepara e come proseguire (per i più fortunati) nell’avventura.

Jeremy, che cos’è la ARC?

La ARC, è nata nel 1985 quando un reporter di Yachting World, Jimmy Cornell, andando a Las Palmas per assistere alla partenza delle barche alla volta dei caraibi, ebbe un’intuizione, creare un evento che permettesse ai partecipanti di attraversare tutti insieme l’atlantico, in sicurezza e divertendosi, non perse tempo e l’anno successivo il 1986 parti la prima edizione della “ARC” con 200 barche.

Perché si “corre” a novembre?

Sfatiamo il falso mito che il periodo migliore per la partenza per i caraibi sia novembre, spesso infatti gli alisei (i venti portanti che vanno da est a ovest) non sono ben stabiliti. Perché allora partiamo in quel mese? E’ semplice, per permette agli armatori di arrivare in tranquillità alla fine della rotta per le vacanze di natale.

 

Ci si riferisce alla ARC sempre come Rally, cosa vuol dire?

Facciamo il punto su cos’è un Cruising Rally, l’idea della ARC è di attraversare l’atlantico in compagnia. L’organizzazione bada che tutti i partecipanti abbiano standard di sicurezza elevati a bordo da un lato e che una volta partiti, le imbarcazioni possano contare l’un l’altra quando navigano in mezzo al mare.

Che rotta percorre la ARC?

L’evento parte da Las Palmas in Gran Canarie, le prime quattro edizioni arrivarono a Barbados. Poi St Lucia, per il fatto che è presente un marina attrezzato. Per la stessa ragione la traversata parte da Las Palmas, città e porto sono stati migliorati durante gli anni fino a diventare un posto perfetto per gli armatori. La regata ha due tratte principali, durante le prime edizioni abbiamo notato che alcune barche a causa dell’aliseo molto leggero facevano tappa a Capo Verde, perché non riuscivano a  salire abbastanza per stare in rotta, quindi nel corso degli ultimi anni abbiamo creato una nuova via con una tappa intermedia, Capo Verde.

Che tipo di equipaggi prendono parte al rally?

Ci sono una gran varietà di imbarcazioni al via, e quindi di equipaggi. Il rally si divide in due classi. IRC, una vera e propria regata con ex vor e barche molto performanti e una cruising, per le barche più da crociera. La rotta diretta è prediletta dalle barche da regata, perché è una rotta da navigatori, si può salire di più, cercare di sfruttare a pieno le vele (soprattutto code 0, Reacher e Gennaker) e i gradi al vento. La tratta con uno stop è valida per gli equipaggi ridotti e per le famiglie, infatti anche se più lunga in termine di tempo totale, permette di passare meno tempo in mare.

Novità di questa edizione?

La novità è grande, abbiamo aggiunto una data per un’ulteriore partenza, ci sarà una “ARC2” a gennaio 2022. Siamo molto contenti di questa iniziativa, che speriamo si possa replicare anche per i prossimi anni, perché darà la possibilità agli armatori e agli equipaggi di percorrere l’atlantico con gli alisei stabili con vento in poppa costante a 25 nodi di media, quindi sarà un rally per veri navigatori. L’idea di una seconda partenza ci è venuta per due motivi, il primo è la mancata disputa dell’evento lo scorso anno a causa del covid e poi per dare agli armatori che hanno comprato barche nuove (o che ne hanno refittate) di prepararsi con calma all’evento (sopperendo ai ritardi di cantiere e attrezzature). Ultima cosa, le iscrizioni sono ancora aperte!

Tommaso Oriani

Fine  prima parte

 

 

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