Transizione ecologica nautica. Ma dove vai, se l’ecobonus non ce l’hai?
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Transizione ecologica. Una locuzione che va di moda e che sta già cambiando il nostro modo di vivere: entro il 2035 tutte le auto in vendita dovranno essere elettriche. Il mondo dell’automotive si muove, la nautica ancora incespica. Una premessa: dell’autonomia, ora, non preoccupiamoci. Chi usa la barca, nel 99% dei casi, lo fa nel weekend e per brevi uscite.
Dove vai senza Ecobobonus?
Nonostante nell’ultimo periodo abbiamo assistito a un proliferare di soluzioni elettriche e ibride anche nelle barche, manca in realtà un tassello fondamentale per far sì che il nostro paese, leader mondiale nella cantieristica per il diporto, possa davvero fare da apripista nel percorso verso le zero emissioni.
Ecobonus ai cantieri
Mancano gli ecoincentivi. Ecobonus veri, in stile automobilistico: sovvenzioni statali ai cantieri, per spingerli verso “l’elettrificazione” delle barche, dato che il lavoro di riconversione è immane e passa per nuovi disegni di carena, distribuzione dei pesi, ingegnerizzazione, gestione del ciclo di produzione e degli scarti.
Ecobonus sull’acquisto
Poi, incentivi statali all’acquisto di una barca elettrica destinati al compratore, dato che oggi, il limite, è spesso economico. A parità di dimensioni, una barca full-electric (o ibrida) di 10 metri costa dal 20 al 30% in più di una con entrobordo classico. Una buona soluzione potrebbe essere quella di elargire finanziamenti – sempre sulla scorta dell’automotive – a chi acquista una barca con motorizzazione elettrica o ibrida. Poi, si potrebbero concedere ormeggi gratuiti o a prezzi calmierati alla boa, oltre che il transito nelle “ZTL” delle aree marine protette, a chi monta un motore elettrico.
Ecobonus ai porti
Infine, gli incentivi ai porti. Le colonnine dell’elettricità vanno riadattate per la ricarica veloce, ci sono già tanti buoni esempi (AquaCharge a Portofino e a Monaco), ma non sono gratis e i marina vanno aiutati.
Transizione ecologica nautica, ora è il momento di agire
Solo intervenendo con decisione a livello di incentivi statali sulle infrastrutture, porti, cantieri, riusciremo a navigare a zero emissioni, in silenzio, anche nelle aree marine protette. Con vantaggi per tutti: un “pieno” di energia elettrica alla colonnina, mi hanno raccontato al Salone di Genova quelli del cantiere Guarascio – che avevano in mostra la loro imbarcazione “Elektra”, 10 metri full-electric con doppio motore in asse OceanVolt da 30 kW, che ti porta tranquillamente dalla Sicilia alle Eolie con una ricarica – costa 11 euro. Altro che centinaia di euro di carburante ogni volta…
Dedicheremo un ampio servizio al mondo della propulsione elettrica e ibrida prossimamente sul Giornale della Vela. Perché il momento di agire è adesso.
Eugenio Ruocco
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