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Da oggi in Sardegna puoi dormire in barca come in hotel

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albergo nautico diffuso
Da oggi, in Sardegna, puoi dormire in barca come se fosse una camera d’albergo, quando vuoi, e usarla per uscite giornaliere
. Molto meglio che una semplice camera “vista mare”… (foto copertina ©Letyourboat)

La Sardegna, meta prediletta da tantissimi diportisti e velisti che amano fare le vacanze in barca lungo le sue magnifiche coste, è la prima destinazione turistica italiana a regolare con una legge il cosiddetto “Albergo Nautico Diffuso”.

Albergo Nautico Diffuso, cos’è

Del “concept” di Albergo Nautico Diffuso ce ne aveva parlato qualche tempo fa Francesco Della Torre, CEO di Group Y (a cui fa capo Yachting In Sardinia), in prima linea per stimolare il legislatore: “Stiamo moltiplicando i nostri sforzi attraverso importanti partnership strategiche con i principali player mondiali per affrontare una nuova ed avvincente sfida: trasformare il prodotto della semplice “imbarcazione” oggi disponibile sul mercato nelle sue molteplici connotazioni, in un prodotto 4.0, evoluto e fortemente interconnesso con la struttura ricettiva a terra ossia con quello che noi abbiamo denominato Albergo Nautico Diffuso”. Missione compiuta.

Si tratta di una formula di ricettività innovativa e al passo con le evoluzioni di un mercato del turismo che chiede sempre più di vivere vacanze esperienziali sostenibili, a contatto con la natura. In più semplici parole, un albergo nautico diffuso non è altro che dare la possibilità ai turisti di utilizzare tutto l’anno una barca come se fosse la camera di un hotel, mentre tutti i servizi accessori a quelli di bordo sono messi a disposizione dal porto turistico o nel marina nella quale si trova.

Ovviamente si dà anche la possibilità ai turisti di poter uscire in mare con la barca, anche se a breve raggio, in ambito locale. Non c’è inoltre un limite temporale alla “apertura” dell’albergo nautico diffuso: ci si può andare tutto l’anno, anche solo per uscire dal porto per fare il bagno o per fare una crociera nei dintorni.

Formula davvero innovativa – e per questo oggetto di un web talk show promosso da Confindustria Centro Nord Sardegna durante il recente Salone Nautico di Genova –, quella dell’albergo nautico diffuso rende la Sardegna destinazione antesignana in Italia sul tema, proprio grazie alle disposizioni approvate lo scorso giugno dal Consiglio Regionale. Regole nate con lo scopo è quello di aiutare a favorire lo sviluppo di un turismo autonomo, capace di attrarre flussi aggiuntivi rispetto a quelli della ricettività tradizionale.

La Sardegna fa da apripista, ora ci vuole una normativa nazionale

E da qui anche sollecitare l’approvazione di una normativa nazionale sul tema, ancora assente. “La norma regionale 13/2021 – ha spiegato Piero Maieli, presidente della V Commissione Turismo e Artigianato del Consiglio regionale della Sardegna e primo firmatario della stessa proposta di legge – rappresenta infatti una novità assoluta nel Bel Paese. Non c’erano schemi o modelli di riferimento. Eppure il tema ha subito suscitato l’interesse di tutti i gruppi consiliari”. “L’albergo nautico è un nuovo modo di concepire l’accoglienza – ha aggiunto il vice presidente di Confindustria Nord Sardegna Giovanni Conoci – ma ci dobbiamo allo stesso mettere al pari coi competitor internazionali: in Europa infatti ci sono altri paesi che da tempo hanno puntato su questo settore.

Quota 1000 barche per un giro d’affari da 150 milioni

La punta di diamante è rappresentata dalla Croazia che mette in campo circa 6.000 imbarcazioni destinate al turismo esperienziale. Grazie a questo, circa 50mila persone entrano in Croazia ogni settimana nella stagione estiva e primaverile. In Sardegna oggi invece le barche impegnate sono circa 300. C’è evidentemente ancora molto da fare, ma questa legge rappresenta un buon punto di partenza. Il prossimo obiettivo è arrivare a una quota di 1.000 barche, un numero che garantirebbe un giro d’affari di 150 milioni di euro all’anno”.

“La proposta di legge va nella giusta direzione – ha commentato il presidente di Assonautica Italo Senes -: il settore ha grandi potenzialità economiche, occorre ora dargli valenza e assicurare servizi adeguati ai turisti che decidono di trascorrere le vacanze in barca”. Sul tema, durante il talk andato in scena al Salone di Genova, è intervenuta anche la vice ministra dello Sviluppo economico Alessandra Todde, che ha spiegato: “È un’esperienza innovativa e soprattutto che può essere mutuata subito anche in altre regioni che hanno, come la Sardegna, una vocazione di turismo nautico. La fruizione che si può fare mettendo in sinergia nautica e servizi a terra può essere davvero uno strumento di rilancio”.

Perché l’Albergo Nautico Diffuso non è un semplice charter

Da sottolineare come, in base alle norme approvate in Sardegna lo scorso giugno allora, l’attività turistica legata all’albergo nautico diffuso deve essere gestita in forma imprenditoriale. Secondo le disposizioni le unità da diporto possono essere concesse in uso ai clienti con contratti di locazione. È davvero di un nuovo modo di concepire l’accoglienza per l’Italia, mentre in altri paesi, come Grecia e Turchia, è già una realtà consolidata.

Naturalmente non bisogna confondere l’albergo nautico diffuso con un charter nel quale si noleggia l’imbarcazione con l’equipaggio. In questa formula invece la “struttura alberghiera” che ospita il turista rimane a terra, non ha equipaggi a bordo ma si occupa però di tutti i servizi tipici di una struttura ricettiva: promozione del territorio, accoglienza del cliente, assistenza 24 ore su 24, vendita di servizi turistici territoriali aggiuntivi.

C’è già chi lo fa

Proprio perché il format vede le barche come delle camere di una residenza turistico alberghiera che, a differenza del charter appunto, non possono muoversi liberamente dove vogliono. Ed ecco perché le aree di navigazione sono infatti limitate al tratto costiero di prossimità al porto turistico di riferimento: quello nel quale devono avvenire gli imbarchi e gli sbarchi. Non mancano gli esempi già in essere come i pacchetti proposti da un operatore come Letyourboat già molto noto sul mercato italiano delle vacanze in barca.


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