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Nastro Rosa Tour: c’è un Giro d’Italia che sta partendo, ce lo racconta una super velista

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Il Giro d’Italia a Vela è stata una delle regate più riuscite e partecipate che si siano mai organizzate lungo lo stivale, e che ha animato la vela italiana lungo buona parte degli anni ’90. Sono stati tanti i tentativi in questi anni di riorganizzarlo, e questa volta sembra essere quella buona. Si chiamerà Marina Militare Nastro Rosa Tour, e avrà una formula del tutto particolare. In regata ci saranno due classi, una dedicata alle regate inshore e una per quelle offshore. Per le prime, con 7 iscritti in rappresentanza di Italia, Francia, Oman e Norvegia, ad animare le regate costiere saranno i trimarani Diam 24. Per le prove d’altura (11 equipaggi da Spagna, Italia, Francia, Polonia, Sud Africa, Svezia, Usa, Austria, Belgio) i protagonisti saranno i Figaro 3. Ci saranno quindi equipaggi che parteciperanno solo alle discipline inshore, e altri che si dedicheranno solo alle prove d’altura, di collegamento tra una tappa e l’altra dell’evento. Si parte il 26 agosto da Genova e, dopo 8 tappe (Civitavecchia, Gaeta, Napoli, Brindisi, Bari, Ravenna e Venezia), si approderà in Laguna il 24 settembre. In regata ci saranno tanti velisti italiani dato che sono sei gli equipaggi tricolori iscritti, 4 per la parte inshore (Luna Rosa, Team Marina Militare, Team Guardia di Finanza, Team U Earth,) e 2 per quella offshore (Team ENIT, Team Marina Militare.

Per conoscere un po’ il dietro le quinte di questa regata abbiamo fatto un po’ di domande a Maelle Frascari, stella del Nacra 17 italiano, che sarà impegnata sui Diam 24 con un equipaggio internazionale tutto al femminile, chiamato Luna Rosa.

Come è nata l’idea di partecipare a questa regata?

Un giorno di un po di mesi fa m’interessava sapere qualcosa di più della regola 13 nel match race. Questo boost di curiosità ha scatenato una chiamata nei confronti di Luigi Bertini. L’uomo che sa. Lui sa di sapere il più delle volte… non come quel soldo di cacio di Socrate. Torniamo a noi, Luigi pensava stessi scherzando, voleva sapere cosa c’era sotto questa curiosità. Io dissi nulla, ma lui poco convinto cambia argomento e mi fa: “sono diventato organizer di questo Giro d’Italia a Vela”. Appena mi ha narrato delle barche con cui si sarebbe fatto mi sono subito convinta.  Sono i Diam 24 del cantiere francese Diam 24 od di Port la Foret, le barche con cui tutti i campioni francesi, compresi quelli che sono stati a Tokyo e quelli che furono a Rio nel 2016 si sono stradivertiti al Tour France a Voile.

Come sarà questa regata, cosa ti aspetti?

Si tratta di un circuito in cui non esiste riposo: parti sempre da nord e poi ti sposti verso sud in un serie di tappe. Le tappe durano 3 giorni, con regate di due tipi differenti, inshore racing caratterizzato dal percorso classico di regate di stampo olimpico, e regate costiere/offshore su tratte come Gaeta- Napoli, Brindisi-Bari e Ravenna-Venezia.

Che equipaggio sarà il vostro e come mai tutto al femminile?

Luna Rosa

Il nostro equipaggio, tutto al femminile e composto da atlete olimpioniche professioniste e di interesse nazionale, intende competere per contendersi il podio nella specialità in-shore, altamente competitiva ed adrenalinica, un mix particolarmente godibile dalla costa e quindi dal pubblico. Poi c’è questa parola “Organizzo”. Una parola dietro la quale si nasconde un mestiere all’acqua di rose. Fortunatamente ho trovato una ragazza che ha supportato l’idea alla grande: Laura Marimon. Ci ho regatato contro in Laser radial e Nacra. Devo dire che per me un equipaggio misto sarebbe stato una figata. Naturale vengo da lì ed è anche un format più in linea con la mia persona. Però la grande sfida per me è lavorare con altre ragazze ad alto livello. La tradizione vuole che a scuola, per esempio, i ragazzi parlano della loro partita di calcio, basket o sci, senza porsi il problema di essere in tanti a praticarlo. Fare la stessa cosa tra ragazze è la sfida. Mi è capitato di fare a gara con una ragazza all’università su chi fosse la più esperta in acqua. Potevo anche esserlo… ma il punto è: era una caratteristica accattivante che ognuna voleva legare esclusivamente a sé.

Ho sentito raccontare un’esperienza simile ad un’altra ragazza del team: Elettra Orsolini. Fa parte del mio circolo il Canottieri Aniene ed è la nuova arrivata, ma la vedo sulla buona strada per menare in regata (siamo già salite sul Diam 24 insieme a Venezia). Ci sono ragazze forti in tantissimi sport in giro per il mondo, anche a squadre, nella vela sembra più difficile il balletto tra donne al top per fare un risultato, il cameratismo non lo vedo fino in fondo e non lo sento.

Non ancora. Lo percepisco a tratti. Ho anche paura perché magari sono io il problema che non ho fatto funzionare dei team femminili in cui ho lavorato, non è mai veramente andata come volevo che andasse. Questa sarà l’occasione per creare qualcosa da 0. Qualcosa a cui abbiamo pensato io, Laura, Elettra. Ho pensato alle ragazze che potessero lavorare bene con me oltre che ai curriculum vitae. Perciò sono usciti i nomi di Francesca Bergamo, Cecilia Jonsson (olimpic swe nacra17), Sveva Carraro, Valentina Balbi, Josefin Olsson (olimpic swe laser radial). Il circolo canottieri Aniene ha un’altra grande atleta che è Caterina Banti: ho pensato a lei individualmente e sono arrivata al punto che ci divertiremo un casino in barca insieme. Lei mi ha già proposto un giro in Nacra insieme ma non sono mai andata alla fine. Sono molto curiosa ma so già che andrà alla grande. Siamo romane poi che non è cosa da poco. Eccoci qua quindi, 9 come le fasi della luna del nostro nome Luna Rosa. Un segno di stima per Luna Rossa ed al contempo una bella immagine. Max Sirena e Jacopino Plazzi sono lusingati.

Avrete come sponsor Intesa Sanpaolo, da dove arriva questa questa sinergia?

La collaborazione con Intesa Sanpaolo è nata perché la presentazione con cui ho perso un occhio è una bomba (ride n.d.r.). Il team, il nome, è una dichiarazione d’intenti su cui la Banca Intesa Sanpaolo e Luna Rosa vogliono puntare il faro. Il pianeta non sostiene più l’essere umano con le sue necessità odierne, neanche la vela è sostenibile fino in fondo ma rappresenta un modo di pensare “lento” e dipendente dagli agenti atmosferici che deve insegnarci la nostra dipendenza dal sistema mondo.

www.nastrorosatour.it

Mauro Giuffrè

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