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È boom di armatori e cantieri che richiedono un sistema di propulsione elettrica per le loro barche. Guido Sodano, che importa Oceanvolt in Italia, spiega il perché

Guido Sodano è il titolare di Sodano, che tra gli altri marchi importa in Italia i sistemi di propulsione elettrica e ibrida di Oceanvolt

“Rispetto alle scorse stagioni è un trend decisamente in crescita”. Guido Sodano, titolare della Sodano, importatore italiano dei sistemi di propulsione elettrica Oceanvolt, lo conferma. “Sono sempre di più i cantieri che offrono l’opzione del motore elettrico. Ma non solo. Il fenomeno interessante è la varietà di imbarcazioni su cui viene richiesta tale soluzione: dai catamarani alle barche classiche, dai cruiser di serie ai custom”.

Non si tratta più di installazioni ‘pionieristiche’, l’elettrico in barca è una realtà e anno dopo anno i costi dei sistemi si riducono: “Le tecnologie migliorano, soprattutto per quanto riguarda l’accumulo, cioè le batterie, dove il litio ha fatto passi da gigante. Sono sempre più leggere, compatte ed economiche: l’autonomia non è più un problema”.

L’installazione di motori elettrici riguarda soprattutto il nuovo? “Installiamo principalmente sistemi Oceanvolt su barche in costruzione, ma c’è un buon 20% – in crescita – di business derivante dal retrofit. Ad esempio, di recente Oceanvolt ha dotato di un motore in linea d’asse da 5kW il Sonia II°, un 6 Metri Stazza Internazionale del 1908 ritrovato in una foresta della Svezia, salvato dalla distruzione e restaurato dai Cantieri Alto Adriatico Custom di Monfalcone”.

Chiediamo a Sodano di raccontarci quali siano le barche che vedremo presto navigare con i sistemi di propulsione Oceanvolt: “L’ultimo ITA Catamarans 14.99, terzo catamarano varato dal cantiere italiano, conta su un sistema ibrido con due motori saildrive da 15kW. Il nuovo Vismara 41 in costruzione presso Nabys, è un custom dalla filosofia ‘eco’, con scafo in cedro e largo utilizzo delle fibre di lino. Oceanvolt è presente con un saildrive da 10kW.

Poi abbiamo il Baltic 68 Cafè Racer, con motore elettrico da 30kW che ha la capacità di idrogenerare attraverso la sua elica durante la navigazione. Caratteristica comune a tutti i sistemi Oceanvolt. Poi, il cantiere australiano McConaghy ha varato un 57 piedi di Frers dotato di un doppio saildrive. Per quanto riguarda le barche di serie, c’è Elan, che propone la versione elettrica sul suo E4 con saildrive da 10 kW (oltre che su vari altri modelli) e la svedese Arcona che prevede l’opzione sulle sue barche”.

E questi sono soltanto alcuni esempi. Di fatto, Oceanvolt propone soluzioni che sono dei veri e propri pacchetti “all-inclusive” (motore, pacco batterie, centralina di gestione dell’energia con 300 allarmi dedicati, collegamenti elettronici, elica, caricabatterie…) per monoscafi che vanno dagli 8 ai 18 metri e per multiscafi fino ai 16 metri: “La grande comodità è quella di avere un unico interlocutore tecnico”.

“Noi lavoriamo così”, prosegue Sodano. “In base delle richieste dei clienti (privati o cantieri), sviluppiamo un sistema ad hoc per l’imbarcazione, sfruttando un software Oceanvolt che stila le previsioni di performance della barca, calcolando la potenza necessaria, l’autonomia e la velocità massima che lo scafo riesce a raggiungere, anche in condizioni di vento da prua di 15 e 30 nodi. Il software, poi, simula le performance anche sulla base del pacco batterie: 10, 14 e 20 kW/h. Sta poi al cliente decidere quale scegliere.

Sono molto interessanti anche le soluzioni ibride, che includono un generatore DC (corrente continua) molto efficiente, perché carica direttamente le batterie: sono richieste in particolar modo sui catamarani. Oppure con generatore a corrente alternata (AC), il cosiddetto ‘range extender’”.

I costi? “Per una barca da crociera di 12 metri, tutto il sistema propulsivo può oscillare tra i 20 e i 22.000 euro”. www.sodano.eu

E.R.


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