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Come è nata la deriva più diffusa del mondo (che non è il Laser)

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Ci sono due nuovi nomi nella Hall of Fame americana della vela. Probabilmente a molti di voi Alexander “Red” Bryan (1913-2002) e Cortlandt “Bud” Heyniger (1913-1992) non diranno nulla, ma sono gli inventori di quella che, dati alla mano, è la barca a vela più diffusa del mondo. Che non è – sorpresa – il Laser (anche noi abbiamo sbagliato, facciamo ammenda!). Stiamo parlando del mitico Sunfish. La sua storia è bella e la lasciamo raccontare a Gary Jobson, uno dei volti più noti del giornalismo nautico internazionale, grande velista e presidente della National Sailing Hall of Fame statunitense.

LA STORIA DEL MITICO SUNFISH

In qualsiasi luogo dove possano navigare delle barche, troverete dei Sunfish. Più di 330.000 di queste derive (4,19 x 1,24 m) sono state costruite nel corso degli anni. Non a caso, si tratta della più grande classe di barche a vela del mondo, che continua ancora a crescere.

Alexander “Al” Bryan e Cortlandt “Bud” Heyniger

Una coppia di falegnami sulla trentina era in cerca di guadagni mentre gli Stati Uniti si stavano riprendendo dalla seconda guerra mondiale. Alexander “Al” Bryan e Cortlandt “Bud” Heyniger avevano lavorato prima ad una iceboat negli anni ’30, per poi dedicarsi ad una piccola tavola a remi da usare per la Croce Rossa come mezzo di soccorso. Il loro primo progetto fu quello di mettere una vela su una tavola da surf, ma l’idea fu respinta.

Un vecchio Sailfish (1963)

Era il 1947 e i due soci lavorarono a un’imbarcazione a ponte piatto fatta di compensato con la vela latina, ideale per l’autocostruzione. Dopo aver testato la barca, fondarono la Alcort Company (una crasi dei loro nomi) e chiamarono il loro nuovo progetto “Sailfish”. Tra i due si era subito instaurata una grande amicizia e amavano lavorare il legno. In più, entrambi erano abili negli affari.

COME DA “SAIL” SI PASSO’ A “SUN”

La barca fu un successo a sorpresa perché era accessibile, facile da varare, divertente da condurre e poco costosa. Tuttavia, la moglie incinta di Bryan, Aileen, si sentiva a disagio a sedere sul ponte piatto con l’acqua che vi scorreva sopra. Così, nel 1952, Bryan e Heyniger riprogettarono lo scafo con un pozzetto dotato di spazio a sufficienza per le gambe dello skipper. La nuova barca era più facile da manovrare e le vendite decollarono. La nuova versione fu chiamata “Sunfish”. Alcort offrì sia il Sailfish che il Sunfish come kit di legno. Poi arrivò la fibra di vetro.

Alcort scelse questo materiale per la produzione di massa delle proprie barche, anche se i soci personalmente preferivano il legno. Il tessuto dacron sostituì il cotone per le vele. Fu la fine della fornitura di kit e l’inizio delle vendite del Sunfish, in constante aumento. Il primo Sunfish fu venduto per 195 dollari. Una delle immagini più famose di un Sunfish lo ritraeva in navigazione sottovento con una forte brezza di fronte a una nave nel 1976. La barca era piacevole da condurre e planava facilmente sull’acqua.

sunfish“VOLEVAMO FARE QUALCOSA DI DIVERTENTE”

Era inevitabile che i velisti volessero gareggiare con il Sunfish. Nel 1963 si tenne il primo campionato nordamericano e nel 1970 fu organizzato un campionato mondiale. Entrambi gli eventi sono tutt’oggi molto popolari.

Una vecchia pubblicità del Sunfish. C’era anche il Minifish, per bambini

Lo slogan “Fun in the Sun” (divertimento al sole) fu replicato su magliette, auto e, naturalmente, barche. Alcort continuò a crescere e Bryan e Heyniger vendettero l’azienda all’American Machine and Foundry Company (AMF) nel 1969. La nuova realtà fu chiamata AMF Alcort. Il marchio Sunfish è stato acquisito più volte nel corso degli anni.

L’associazione di classe ha aggiornato l’armamento, il timone, la deriva e gli accessori per mantenere la barca attuale. La visione originale di Al Bryan e Cort Heyniger ha tenuto duro per settant’anni. Il Sunfish ha spinto sia principianti che campioni internazionali a navigare e gareggiare in questa classe. Nel 1982 Bryan disse a uno scrittore di Sports Illustrated: ‘Bud e io non abbiamo mai avuto veri obiettivi negli affari. Volevamo solo stare per conto nostro. Cercavamo solo qualcosa da fare, qualcosa di divertente’”.

 


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3 Comments

  1. Luigi De Luca ha detto:

    Grazie al Giornale della Vela per l’articolo sulla splendida storia del Sunfish. Aggiungo che la classe Sunfish è presente in Italia da 1984, riconosciuta dalla FIV. E’ attivo un circuito nazionale di regate che comprende il campionato Italiano svolto quest’anno sul lago di Bracciano. Le flotte piu’ numerose sono presenti in Sicilia, Toscana e Lazio. Quest’anno si disputerà il 50° campionato mondiale Sunfish a Sarasota in Florida ed il prossimo anno sarà L’Italia ad ospitarlo sul lago di Garda. Oltre all’attività agonisitica sono tantissimi in Italia gli appassionati velisti che posseggono o sono alla ricerca di un Sunfish!

  2. Luigi De Luca ha detto:

    Certo! Il Giornale Della Vela. Chiedo venia…. Non si può correggere?

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