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Olimpiadi, giornata da tregenda: Camboni soffre ma c’è, Tita-Banti ancora in testa

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Mattia Camboni
© Sailing Energy / World Sailing

Si è conclusa una delle giornate probabilmente più dure per l’Italia in queste Olimpiadi di Tokyo. Sulla baia di Enoshima soffiava ancora un vento robusto da sud, fino a 20 nodi, condito da una bella onda. Condizioni dure, nelle quali la vela olimpica a questi livelli, a un passo dall’assegnazione delle medaglie, diventa tregenda. Ci si gioca tutto, il quadriennio, parte della propria carriera e anche della propria vita. E allora oggi abbiamo sofferto e come con Mattia Camboni, che ha vissuto la giornata più difficile di questa Olimpiade.

Sceso in acqua da secondo, sapeva che oggi le condizioni erano ancora favorevoli all’olandese Kiran Badloe, leader della classifica, e che sarebbero state tre regate in cui dovere resistere. Nella prima prova di giornata Mattia centra un ottavo posto, nella seconda fa un terzo, e mantiene la seconda posizione, mentre l’olandese allunga ancora in classifica. Nella terza prova succede di tutto. Mattia sceglie la partenza in comitato, dopo una baruffa sulla linea con un altro concorrente, al momento dello start, vira e va a destra, lato del campo su cui aveva navigato anche nelle precedenti boline. Ma il vento salta completamente a sinistra, tanto che il gruppetto che si trovava da quel lato arriva in boa addirittura largo sulla lay line. Mattia gira addirittura ventesimo, e in quel momento è si qualificato per la medal race finale ma fuori dal podio. In una poppa furiosa Camboni recupera posizioni su posizioni, gira decimo al gate, recupera ancora una posizione di bolina, e chiude al nono posto una prova di un’importanza cruciale. Perde una posizione in classifica, adesso è terzo, superato dal francese Thomas Goyard. Kiran Badloe nel frattempo si è assicurato matematicamente, con due vittorie di giornata, la medaglia d’oro: per lui la medal race sarà solo una formalità. Per Camboni e gli altri sarà invece l’ultima battaglia, quella che vale un pezzo di vita. Sono in tre a giocarsi i due posti restanti del podio: il francese ha 52 punti, Camboni 54, il polacco Piotr Myszka 57. La posta in palio è enorme, si giocherà tutto alle 6,40 italiane di sabato mattina, quando nella Baia di Enoshima il vento dovrebbe essere più leggero rispetto a oggi.

Se le regate dell’RS:X sono state di sofferenza pura, sorridono gli azzurri del Nacra 17. Ruggero Tita e Caterina Banti combattono, chiudono con uno score di 2-5-1 che li fa restare in testa alla classifica con 3 punti di vantaggio sugli inglesi Gimson-Burnet. Non era affatto scontato, perché nella prima prova dove sono finiti secondi hanno avuto una collisione e hanno scontato una penalità. Per i Nacra ancora 6 prove prima della medal race.

La collisione del Nacra italiano.
© Sailing Energy / World Sailing

LE ALTRE CLASSI

RS:X FEMMINILE: Le ultime tre prove della serie forniscono il primo verdetto: sfuma il sogno di una medaglia per Marta Maggetti, a cui va l’onore di aver corso una Olimpiade di grande carattere e sempre all’attacco. Nelle tre prove di oggi la cagliaritana è rimasta sempre nel gruppo di testa (5-6-8), ma non è bastato: resta al 4° posto ma il distacco dalle prime tre è aritmeticamente incolmabile. Nell’ordine la cinese Yunxiu Lu (30 punti), l’inglese Emma Wilson (34) e la francese Charline Picon (36), sono già sicure del podio, e si giocheranno il metallo delle medaglie nella Medal di sabato. Marta Maggetti nella finale partirà comunque dallo splendido 4° posto (58 punti), davanti a due campionesse mondiali, l’olandese Lilian De Geus e l’israeliana Katy Spychakov.

Laser Radial – Bravissima Silvia Zennaro, altra grande giornata con due piazzamenti autorevoli (3-10) che la tengono al 6° posto e ancora a 15 punti dal podio. Arrivata in sordina e con l’obiettivo di raggiungere la Finale, la timoniera veneta ha trovato costanza e condizioni congeniali, trovarsi a questo punto a due prove dal termine è una impresa degna di nota. Domani le ultime due prove che determineranno la classifica e il punteggio per la Medal Race finale in programma domenica 1 agosto. In testa la danese Anne-Marie Rindom (bronzo a Rio 2016), davanti alla finlandese Tuula Tenkanen e alla svedese Josefin Olsson.

470 Femminile – Due prove non brillanti per Elena Berta e Bianca Caruso nella seconda giornata di regate (9-12), che le vede al 9° posto della classifica generale dopo 4 prove totali. In serata sarà discussa una protesta delle azzurre contro le israeliane per una mancata precedenza a un incrocio su diverse mura, che potrebbe mutare la classifica. In testa sempre le polacche Agnieszka Skrzypulec e Jolanra Ogar, seconde le inglesi Hannah Mills e EWilidh McIntyre e terze le francesi Camille Lecointre e Aloise Retornaz. Domani altre due prove previste per i 470.

470 Maschile – I giovani Giacomo Ferrari e Giulio Calabrò non trovano le loro condizioni ideali, nelle due prove del pomeriggio restano senza acuti (12-9) e dopo quattro prove sono al 12° in classifica generale. Per loro l’Olimpiade è ancora lunga e c’è tempo di recuperare e arrivare alla Medal Race del 4 agosto.

Mauro Giuffrè

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