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Tutti i segreti del super catamarano che è la nuova casa di Andrea Mura

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super catamaranoDicono che i grandi navigatori siano rudi, spartani. Che amino la vita di bordo dura e pura, faticosa e priva delle comodità a cui siamo abituati nelle nostre case. Quindi: o Andrea Mura, che ha appena varato ad Arbatax il suo super catamarano Privilege 515 “Vento di Sardegna Explorer” dotato di ogni comfort, non è un grande navigatore, oppure siamo di fronte a un mito da sfatare.

Scorrendo il curriculum del velista sardo 57enne (l’unico italiano nella storia ad aver vinto la Route du Rhum e unico velista al mondo ad aver vinto due Ostar e una Twostar, con record tuttora imbattuto, oltre ad una Québec – Saint Malò sempre con record. In più è stato randista sul Moro di Venezia nonché vincitore di titoli mondiali, europei e Italiani nelle classi olimpiche e non), propendiamo per la seconda ipotesi.

VIDEO – IL VARO DEL SUPER CATAMARANO DI ANDREA MURA

UNA CATA-CASA

Il super catamarano “Vento di Sardegna Explorer” che Andrea ha scelto come casa per sé e per la sua famiglia (la moglie Daniela e i figli Lucas, quasi 3 anni e Marvel, un anno e mezzo) è una vera e propria villa sul mare e Mura ha impiegato 10 mesi (e 4.000 ore di lavoro) per trasformarlo nella sua barca definitiva. “Con questo investimento ci siamo sparati la cartuccia della vita”, scherza, ma non troppo, il cagliaritano.

“Durante la pandemia del Covid, lo scorso anno, quando non potevo raggiungere il mio Open 50 Vento di Sardegna, abbiamo riflettuto molto insieme a mia moglie e abbiamo capito che la vita è una sola e va vissuta. Io volevo vivere sul mare, mia moglie pure. Volevamo crescere i nostri figli in mare e utilizzare il Cat come barca d’appoggio al mio Open 50 per non dover più prendere l’auto per spostarci dalla casa alla barca ma semplicemente poter scavalcare la battagliola per cambiare barca! Dopo aver cercato inizialmente dei monoscafi, abbiamo trovato questo super catamarano in Spagna ed è stato amore a prima vista. Mentre il mondo era fermo per la pandemia specie in Spagna, da spavaldi ma con tutte le precauzioni del caso, siamo andati a visionarlo in pieno Covid: siamo partiti in aereo e siamo tornati in barca”.

UNA FAMIGLIA DI NAVIGATORI

“Mia moglie Daniela è una ex assistente di volo di lungo raggio Alitalia (la più bella e ambita delle assistenti!), lei navigatrice dei cieli e io dei mari. Lei voleva vivere in barca, perciò non potevamo che sposarci, ma solo dopo aver superato alla grande il test prova di rientro, dopo la vittoria della seconda Ostar, da Manhattan a Cagliari lungo 4.000 miglia (la prima traversata oceanica per Lei), a bordo dell’Open 50 Vento di Sardegna senza bagno, senza cabine e senza letto, dormendo sul fondo della barca… ed è qui che si vede il vero amore!”.

Daniela, Lucas e Marvel Mura

Prosegue Mura: “Lucas ha quasi 3 anni, siamo partiti con lui a bordo che aveva solo 10 giorni di vita per il trasferimento Cagliari – Saint Malò in occasione Route du Rhum. Si è appassionato moltissimo alla vela perché su VDS ha avuto l’imprinting dopo aver navigato per 5 mila miglia nei primi 6 mesi e forse proprio per questa sua fortuna di aver potuto vivere il mare oggi si è sviluppato così come affermano con stupore diversi pediatri. Penso che a breve lo porterò in deriva per iniziare a giocare tra vele e timone e il super catamarano, grazie al suo spazio, permette di poterla caricare a prua”.

COME IL CATAMARANO DI WATERWORLD

Di che catamarano stiamo parlando? Il modello è un Privilege 515 del 2009, lungo 14,74 m x 7,98 m di baglio massimo: “La barca ha fatto un giro del mondo: con il primo armatore ha viaggiato fino in Polinesia, con il secondo è tornata in Europa. Si tratta di un vero e proprio “fuori strada del mare” robusto e confortevole, di cui al mondo esistono solo 21 esemplari. Una merce rara, di assoluta qualità”, racconta Mura, che come dicevamo ha passato gli ultimi 10 mesi lavorando come un forsennato per modificare la barca secondo le sue esigenze.

“Questa barca sarà la nostra casa e fungerà da barca d’appoggio all’Open 50 Vento di Sardegna, sul quale conto di ripartire con un programma di regate oceaniche. Il mio obiettivo resta, comunque, il Vendée Globe (giro del mondo in solitario senza scalo). Se non dovessi farcela, c’è il piano B. Girare il mondo con il super catamarano. Tenete presente che Vento di Sardegna Explorer è preparato come piace a me, come se fosse pronto per un Vendée Globe e senza compromessi, ed è quasi pronto per girare il mondo in autosufficienza senza mai fermarsi come il cat di Kevin Kostner nel film Water World”.

IL SUPER CATAMARANO AI RAGGI X

Partiamo dall’impiantistica. E’ stata completamente revisionata ed implementata: pensate che ci sono 35 prese elettriche UNEL, computer di bordo 12 V con software Max Sea per il routing con schermo 24” HD, illuminazione implementata ovunque, display, amperometri, voltmetri, etc.

Ho installato in coperta 18 pannelli solari da 90 W calpestabili e flessibili, della Enecom azienda fiorentina che utilizza celle Sun Power. Ho poi installato due generatori eolici da 300 W ciascuno di Osculati (a bordo moltissime attrezzature sono dell’azienda italiana)”.

Prosegue Mura: “Alle fonti di energia rinnovabili si aggiunge un generatore Cummins Onan da 14 kW. Tenete conto che a bordo abbiamo tre frigoriferi/freezer Inox da 180 L ciascuno, quattro climatizzatori inverter separati, lavatrice, lavastoviglie, impianto stereo con lettore DVD collegato a 2 TV, prese a muro custom HDMI e USB sparse in tutta la barca per una connessione centralizzata ad alta definizione, un dissalatore da a 220 V da 200 litri all’ora oltre ad un secondo della Osmosea in grado di garantire 100 litri all’ora e che funzionando a 12 V garantisce approvvigionamento d’acqua in caso – remotissimo – di problemi con la 220 V. Grazie a questi due dissalatori dotati di filtri ai carboni attivi sia in ingresso di acqua salata che in uscita di acqua dolce possiamo bere l’acqua dissalata senza più dover imbarcare bottiglie d’acqua per essere sempre più Green“.

Sul tema acqua dolce a bordo, Mura tiene a sottolineare come “nell’impianto idrico del catamarano scorra solo acqua dissalata: nel boiler, nei serbatoi, nei wc. Solo così è pura al 100% e non avremo problemi di accumuli di batteri, muffe, calcare e ossidazioni”.

La motorizzazione del catamarano è tradizionale: “Due Yanmar da 75 CV con S-Drive ed eliche a 3 pale abbattibili della Ewol, più che sufficienti per una barca che disloca 20 tonnellate a pieno carco. Insieme al generatore li abbiamo smontati, revisionati e riassemblati. La barca è tutta in vinilestere, quindi non presenterà mai problemi di osmosi.

Ho fatto rinforzare le due drive con un cappotto strutturato multi assiale per irrigidirle ulteriormente. Ho sostituito tutte le prese a mare e le saracinesche oltre agli evaporatori dei frigoriferi e riboccolato i timoni”.

Qualche altro numero del super catamarano: “La cabina armatoriale è una vera suite, sviluppata a tutto baglio, è lunga quasi otto metri e larga tre: su che barca puoi avere una cabina armatoriale di 24 metri quadri? Il layout conta poi su altre due cabine, una per i nostri figli, ognuna con il proprio box doccia e il bagno separato oltre a quello armatoriale.

Il catamarano ha poi circa un chilometro tra drizze sdoppiate, scotte, 5 linee di draglie in Dyneema, etc., prodotte da Armare su mie specifiche.

Sul super Cat Vento di Sardegna Explorer, ho applicato con rullini HD per una minor buccia, 100 kg di antivegetativa Eurosprint Pro della Veneziani, per poi carteggiarla per poter lasciare la barca in acqua per i prossimi 5 anni sino alla scadenza del Certificato di Idoneità, che dura appunto 5 anni”.

Che strumentazione utilizza Andrea Mura per il suo super Cat? “essendo Ambassador Raymarine non potevo che utilizzare in tutto e per tutto full Raymarine, con pilota idraulico e con cartografia Navionics dell’intero planisfero installata sul software Max Sea”.

VELE DA GIRO DEL MONDO PER IL SUPER CATAMARANO

“Progettare le vele per mare è per me grande fonte di ispirazione per creare le migliori vele in termini di performance e resistenza. Seguire il movimento delle onde mentre progetto e sentire le sartie fischiare mi apre la mente verso nuovi orizzonti e mi immerge nella navigazione oceanica in solitario facendomi vivere emozioni che mi spingono verso nuove soluzioni e innovazioni progettuali.

Io lavoro per la mia veleria www.mura.it in Smart Working già da 15 anni con un team collaudato, molto affiatato ed affidabile. Per me il massimo è sempre stato poter progettare in mare ed oggi più che mai lo posso fare nel migliore dei modi e in questo la tecnologia mi aiuta molto”.

Veniamo alle vele del super catamarano: “Sapete quanto tenga a questo, vista la mia formazione di velaio regatante (progettista/meccanico e collaudatore) da oltre 36 anni. Il gioco di vele che ho studiato direttamente a bordo del Cat con la mia veleria prevede una Randa Square Top con 3 mani e stecche custom da me progettate in carbo/kevlar rastremate, una Trinchetta avvolgibile, un Genoa avvolgibile e un Reacher avvolgibile per le portanti montato su specifico cavo custom anti torsione ad alto carico della ditta Armare. Parlando di materiali, le ho realizzate come se dovessi partire per un Vendée da vincere.

Ho progettato in primis, vela per vela, un tessuto con una struttura multi assiale in Dynema SK99 inglobato all’interno di un doppio taffetà antracite anti muffa e anti UV (singolo per il Reacher), in modo tale da garantirmi la massima leggerezza e resistenza ai carichi con durata nel tempo per far correre al massimo questo Cat sportivo. Ad esempio la randa contiene 110 km di filo di Dyneema pennellato tra le innumerevoli e invisibili linee di forza, poi ho progettato la forma alare delle 4 singole vele in considerazione della deformazione aero elastica di ogni vela, per le migliori performance oceaniche ed infine la mia veleria dopo averle parzialmente tagliate con il plotter in carbonio di ultima generazione le ha confezionate con le migliori finiture.

E adesso? “Ora siamo impegnati in lunghi sea trials qui ad Arbatax per la messa a punto della complessa impiantistica, ma a fine estate dovremmo spostarci a Cagliari per riprendere la preparazione con Vento di Sardegna e comunque, lo ripeto, il mio obiettivo resta sempre il Vendée Globe. Sono un agonista puro, chi mi conosce sa quanto non mi fermi davanti a nulla e ami le sfide estreme”.

Eugenio Ruocco


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