PROVATA. Swan 58, un cruiser senza compromessi

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La Maremma toscana ci ha accolto con una giornata di sole estiva aL Marina di Scarlino, nel quartiere generale di Nautor in Tirreno, per la prova del nuovo Swan 58, in condizioni meteo perfette per il nostro test, con una brezza termica intorno ai 10-12 nodi e una leggera onda. Situazione ideale per navigare a vela e apprezzare tutti i cavalli della carena e del piano velico concepito da German Frers.

Questa barca è nata con uno scopo preciso, ovvero quello di essere un cruiser senza compromessi, avendo come focus quello della navigazione con equipaggio ridotto, anche per una coppia, pur rimanendo sempre nel segmento dei blue water cruiser. Un blue water interpretato secondo Swan, senza quindi dimenticare un occhio importante alle prestazioni e alle sensazioni al timone, da sempre uno dei punti di forza delle barche del cantiere finlandese con managment italiano.

DNA DA CUISER

Proprio perché si tratta di un cruiser senza compromessi adatto alle lunghe navigazioni, sono state fatte alcune scelte precise per accessori e attrezzatura. Sono infatti ben sei i serbatoi dedicati ad acqua e gasolio, per un totale di carburante che può arrivare a ben 1150 lt con 930 di acqua.

Numeri importanti, chi fa lunghe navigazioni sa infatti quanto sia importante potere essere indipendenti, per acqua e gasolio, dagli scali forzati a terra. E su una barca come lo Swan 58 a bordo di puoi vivere come sei fossi in un appartamento di lusso, non avere il vincolo del ritorno frequente sulla terra ferma diventa una priorità. Per simili ragioni la barca è dotata di un garage tender che può contenere un tender di 3 mt a chiglia rigida gonfio, fondamentale comfort per una barca da lunghe navigazioni.

All’interno un sistema di areazione forzato farà si che i lunghi periodi a bordo siano “comodi” anche dal punto di vista del controllo della temperatura all’interno e della qualità dell’areazione. Con queste prospettive eravamo curiosi di sapere se anche a vela la barca, attrezzata da vero super cuiser come vi abbiamo raccontato, avrebbe retto le aspettative. Possiamo anticiparvi che non siamo rimasti delusi e i numeri registrati sono stati interessanti.

LO SWAN 58 A VELA

A vela la barca si comporta in modo sincero e reattivo, le ruote del timone forse sono fin troppo leggere ma governando la barca le sensazioni si percepiscono nitide e questo non è scontato su una barca di questa misura.

Riuscire, anche su un 18 metri, a percepire le variazioni di passo della barca o le rispose alle regolazioni, è importante per far si che a bordo non si perda mai il piacere della navigazione a vela in tutte le condizioni. Su una barca come lo Swan 58 è un elemento imprescindibile.

Con 10 nodi di vento reale, e una forbice di angolo apparente al vento dai 28 ai 32 gradi, la barca ha bolinato sempre oltre gli 8 nodi, con punte fino a 8.3. Poggiando verso la bolina larga e poi al traverso la velocità è salita fino a toccare i 9 nodi, alle andature portanti non avevamo a disposizione un asimmetrico, a vele bianche si navigava oltre i 6 nodi con circa 120 gradi di angolo apparente al vento.

Complessivamente la barca è sembrata sufficientemente agile in queste condizioni, ma soprattutto restituiva al timoniere quella cosa che nel mondo dell’automobilismo chiamerebbero il “piacere di guida” e al quale non si può rinunciare su uno Swan. Le opzioni di pescaggio sono tre, la standard del modello in prova, la corta, e la lifting keel. A impreziosire la conduzione e il piacere di guida c’è la regolazione della randa posizionata con un comandico elettrico direttamente in consolle. Tramite il captive winch si può cazzare e lascare la randa da un comando in timoneria, che abbiamo apprezzato per rapidità e precisione e per la possibilità di usarlo con efficacia a più velocità.

Abbiamo anche provato una strambata manovrando la randa solo col comando automatico e al tempo stesso conducendo la barca al timone, riuscendo a completare la manovra senza problemi, richiamando e poi lascando la randa con semplicità non appena è passata da una mura all’altra. Non male per essere su un 58 piedi e per avere una randa di oltre 116 mq. Questo sistema di regolazione alla fine è una delle vere “chicche” di bordo, che completa una barca che da un punto di vista velico ci è sembrata complessivamente ben centrata.

Mauro Giuffrè

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