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Svelati i costosissimi capricci dei super ricchi dei megayacht

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super ricchi megayacht

138 metri, 5 ponti, 82 cabine e 200 milioni di dollari. E’ il Rising Sun del magnate discografico David Geffen

Sono come dei bambini che fanno i capricci. E non gli importa nulla che a causa di questi capricci escano dalle loro tasche escano decine, centinaia, milioni di euro. Il servizio di copertina del Venerdì, supplemento del quotidiano la Repubblica, svela i capricci dei super ricchi che si possono permettere Mega (da 70 a 90 metri di lunghezza) e Gigayacht (oltre 90 metri).

L’autore, Riccardo Staglianò, svela gustosi retroscena, raccontati di prima mano da chi queste “navi private” le costruisce a Viareggio, cittadina leader mondiale del settore con il 44% delle quote di mercato mondiale di yacht sopra i 30 metri.

Quanto costa la nave privata dei super ricchi

Staglianò svela prima di tutto il costo medio di un superyacht, a vela o a motore, e della sua manutenzione annuale.

Ci vogliono da 5 a 35 milioni di euro per uno Yacht da 24 a 50 metri che diventano da 35 a 70 milioni di euro se si ordina un Superyacht da 50 a 70 metri. Si parte da 70 e si arriva a 150 milioni di euro per un Megayacht che non può essere lungo meno di 70 metri e non più di 90 metri. Poi si passa all’inimmaginabile, ovvero il Gigayacht che parte da 90 metri. Qui il costo parte da “soli” 150 milioni di euro per arrivare a 500 milioni di euro. Esattamente il budget che ha stanziato Jeff Bezos, boss di Amazon, per far felice la sua nuova fidanzata. Per saperne di più, cliccate QUI

E per un mesetto di uso effettivo all’anno il costo tutto compreso è del 10% del prezzo d’acquisto.

Via l’antivegettiva si va alle Galapagos

Inflessibili e maniacali sul lavoro, i super ricchi quando si “fanno la barca” diventano bambini capricciosi alle prese con un giocattolo. Perché per loro la barca è un balocco, nient’altro. 

Staglianò racconta di un magnate che, stufo di restare all’ancora davanti a Saint Barth, l’isola più esclusiva dei Caraibi, decide di andare a visitare con il suo megayacht le Galapagos, paradiso naturalistico ultratutelato.

Il comandante della barca gli fa presente che per visitare le Galapagos bisogna togliere l’inquinante antivegetativa che potrebbe avvelenare le acqua incontaminate delle Galapagos. Detto e fatto. Con alcune centinaia di migliaia di dollari la carena del suo megayacht viene tirata a scafo. Si parte! La barca arriva al Canale di Panama che passa con un pedaggio di 20.000 dollari. Ma al super ricco la gita più costosa della storia alle Galapagos non interessa più. Si è stufato. Il megayacht ripassa il Canale di Panama (altri 20.000 euro) e torna in bacino di carenaggio per rimettere al volo l’antivegetativa, altrimenti la barca si distrugge. Costo totale del capriccio: almeno un milione di dollari.

I capricci dei super ricchi sono costosi

Poi c’è l’armatore del superyacht piuttosto basso di statura che si è incazzato di brutto perché l’enorme e prezioso tavolo da pranzo era 2,5 centimetri più alto di quanto aveva richiesto. Il cantiere si dà da fare, lo abbassa di un centimetro. Ma non basta. L’armatore apre il portafoglio e con soli 30.000 euro in più il tavolo è finalmente alto come voleva.

Ancora, la talpa scovata dal cronista del Venerdì si fa raccontare del piano della cucina, costato 80.000 euro perché l’armatore voleva che il marmo fosse lavorato “open book”, ovvero con le venature speculari. Ma il risultato finale non gli piace, gli ricorda il tracciato di un elettrocardiogramma. Risultato, si butta via tutto e si rifà.

Staglianò racconta anche della visita ad un megayacht in costruzione dove in ogni locale c’è uno schermo da minimo 98 pollici o della boiserie in cilindri di rovere per cui ci vogliono 45 minuti di mano d’opera ogni tre cilindri. Ma i cilindri che formano la boiserie sono migliaia.

Oppure vede con i suoi occhi la posa di due vasche da bagno in Botticino fiorito, prezioso marmo bresciano, che pesano 800 chili ciascuna che costano 100.000 euro e cammina tenendosi al prezioso corrimano in acciaio lucidato che costa 300.000 euro.

La morale di Roberto D’Agostino

Il più snob di tutti è Roberto D’Agostino, editore del sito di gossip Dagospia, che nell’inchiesta del Venerdì rimpiange i tempi in cui erano solo i veri super ricchi a possedere i superyacht. Cita Onassis e il suo Christina e le feste anni ‘80 a bordo del Nabila di Kashoggi. E sentenzia: “Il problema della ricchezza è che oggi è più distribuita. oggi ci sono milioni di ricchi in tutto il mondo che vogliono solo diventare celebri. Ma non hanno talento”. E sentenzia: “A bordo dei superyacht è una noia mortale…Peggio di uno yacht c’è solo San Vittore. E’ una galera, capisci!”.

 


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