Ventisette anni fa ci lasciava Bernard Moitessier: oggi l’ultima puntata del podcast sulla sua vita

bernard moitessierOggi, 16 giugno, 27 anni fa, se ne andava quello che è considerato universalmente il navigatore romantico per eccellenza, Bernard Moitessier. Non è un caso se oggi sia uscita l’ultima puntata del bel podcast di Fabio Berio sulla sua storia, “Rumore di Mare”.

La vita di Bernard Moitessier è stata di ispirazione per generazioni di navigatori. In Rumore di mare, Fabio Berio ha raccontato la sua versione di questa storia: “un’ostinata, tormentata, tenace caccia alla libertà”, come recita la sigla del podcast.

Rumore di mare è disponibile gratuitamente su tutte le piattaforme di podcasting: Apple podcast, Spotify, Google podcast, ecc. I contenuti extra e gli stessi episodi sono raccolti nel sito https://www.rumoredimare.it/.

21 agosto 1968, Bernard Moitessier alla conferenza stampa, il giorno prima della partenza, con il suo ketch di 12 metri d’acciaio, per il giro del mondo in solitario senza scalo. L’anno dopo, mentre era in testa alla regata, abbandonò la regata denunciando l’ipocrisia del mondo moderno nel quale non voleva più
vivere. Infatti si rifugiò negli atolli della Polinesia.

L’ULTIMO EPISODIO DEL PODCAST SU MOITESSIER, “SONO FELICE IN MARE”

Nell’ultimo episodio si concludono le vicende della Golden Globe Race, che ha costituito allo stesso tempo l’apice della carriera da navigatore di Moitessier e la fine delle sue ambizioni “sportive”, se mai ne avesse avute. Nel 1968, la decisione del marinaio di intraprendere un giro del mondo senza scalo aveva sicuramente alla base un’ambizione: quella di mostrare a sé e al mondo che era in grado di portare a termine l’impresa più difficile che si potesse immaginare, mai tentata da nessun tipo di imbarcazione prima di allora. Ma c’era molto di più. Serviva a rimorchiare Bernard fuori da una profonda e pericolosa depressione in cui era caduto nei mesi precedenti, serviva a fargli assaporare di nuovo “il soffio dell’alto mare”, come lo chiamava lui, a tentare di riagganciarsi a una parte sana di sé.

La decisione del giornale inglese Sunday Times di indire una regata sulla stessa rotta all’inizio lo irritò, ma ormai il dado era tratto: altri otto concorrenti si stavano preparando e sarebbero partiti, che gli piacesse o no, tanto valeva partecipare.
E il fatto che fosse una regata, infondo, non tolse nulla alla sua impresa personale né agli obiettivi che erano alla base della sua decisione. I momenti di smarrimento e di nostalgia non mancarono, si trattava di una sfida tecnicamente e umanamente enorme.

Resta però che nei lunghi mesi trascorsi in completa solitudine a bordo del suo ketch, il Joshua, Moitessier intraprese un viaggio non solo attorno al mondo, ma anche attorno a se stesso. Dopo aver doppiato i tre grandi capi degli oceani meridionali (Buona Speranza, Leewuin e Horn), e dopo aver incrociato la stessa longitudine di sei mesi prima e aver quindi completato la circumnavigazione, la decisione arrivò da sé. Partire dall’Inghilterra per tornare in Inghilterra aveva perso di senso, era diventato un “partire da nessun luogo per tornare in nessun luogo”.

In piena armonia con il mare e con il Joshua, Moitessier rimise la prua a est, verso le isole del Pacifico: era lì che voleva terminare il suo viaggio e riposarsi dopo questa incredibile avventura.

“Continuo senza scalo verso le isole del Pacifico – aveva scritto agli organizzatori della regata – perché sono felice in mare, e forse anche per salvarmi l’anima”.

Dalla Golden Globe, quest’impresa straordinaria fatta di sforzi sovrumani, di grandi conquiste e di sorti tragiche, molti anni dopo nacque la Vendée Globe. Ancora oggi, è la regata più ambita e più temuta dai navigatori oceanici. Bernard Moitessier morì in Francia il 16 giugno del 1994. Esattamente 27 anni fa. 
 


CHI E’ FABIO BERIO

Fabio Berio, l’autore del podcast, è navigatore per passione e storico di professione. Ha collaborato a lungo con l’università degli Studi di Milano, svolgendo attività di ricerca e attività didattica. Oggi insegna Storia delle migrazioni e Storia della mobilità allo IED di Milano e gestisce un’associazione sportiva per la promozione della navigazione a vela.

 


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